domenica 28 giugno 2009

ECO DI BERGAMO -28/06-09- A ZOGNO GHISALBERTI PUNTA SUI GIOVANI

ZOGNO. Giuliano Ghisalberti, il nuovo sindaco leghista di Zogno, ha composto la nuova Giunta che lo accompagnerà per i prossimi cinque anni di amministrazione e al Consiglio comunale di insediamento ha presentato, fra gli applausi, la sua nuova squadra. Schiacciante è stato il risultato elettorale ottenuto dalla Lega Nord che, pur correndo senza alleati, con 2.879 voti su un totale di 5.689 voti validi, ha confermato la poltrona di primo cittadino del capoluogo brembano con il leghista Giuliano Ghisalberti, 38 anni, laureato in Economia e commercio e di professione bancario. Dopo aver ottenuto il 50,61% dei consensi e aver distaccato di 1.444 voti Roberto Fustinoni della lista «Zogno Democratica» e di 1.504 voti Roberto Mazzoleni del «Popolo della Libertà - Unione di Centro», lo schieramento leghista, formato soprattutto da giovani, al quarto mandato e da 14 anni consecutivi alla guida di Zogno, non perde tempo. Il nuovo gruppo è infatti già al lavoro, tanto che a margine del primo Consiglio, freschi di nomina, gli assessori si sono riuniti per la prima seduta di Giunta. In capo al primo cittadino Ghisalberti, già assessore nel 1999 a Cultura e Istruzione e dal 2004 capogruppo e consigliere di maggioranza, rimangono Polizia locale, Bilancio e Personale. Giampaolo Pesenti è stato nominato vicesindaco e assessore a Urbanistica, Edilizia privata e Commercio. Lino Gherardi è stato riconfermato invece assessore ai Lavori pubblici e al Patrimonio. Al giovanissimo Massimo Pesenti, 24 anni, studente universitario in Lettere, alla prima esperienza amministrativa, sono state affidate le Politiche giovanili, oltre a Informatizzazione, Ecologia e Protezione civile. Mario Zanchi seguirà invece i Servizi sociali, mentre Angelo Curnis è stato riconfermato assessore a Istruzione, Cultura, Trasporti e Comunicazione. Nella prima seduta consiliare sono state conferite anche deleghe specifiche ad alcuni consiglieri comunali. Diego Donadoni è stato delegato allo Sport, Duilio Brozzoni seguirà le Manutenzioni del patrimonio, mentre Meri Ruggeri ha ricevuto la delega per i Servizi socio-sanitari. Diego Donadoni, oltre che consigliere delegato, ricopre anche la carica di capogruppo della maggioranza leghista. Roberto Mazzoleni è invece capogruppo per il gruppo consiliare di minoranza del «Popolo della Libertà - Unione di Centro», mentre Roberto Fustinoni guida la lista «Zogno Democratica». Da parte loro, entrambi i gruppi di minoranza hanno rivolto al primo cittadino, alla nuova Giunta e ai consiglieri un augurio di buon lavoro.«Sarò il sindaco di tutti - ha esordito Giuliano Ghisalberti dopo il giuramento -. Lavoreremo con onestà e trasparenza come abbiamo fatto in tutti questi anni. Gli zognesi ci hanno dato fiducia e hanno ripagato il lavoro svolto e l'impegno che la Lega ha messo nella vita amministrativa del paese. Onestà e trasparenza nell'operare amministrativo saranno due punti cardine». Tra le priorità della Lega Nord c'è il potenziamento dei servizi già attivi, soprattutto nel settore dei servizi sociali, della famiglia, delle politiche giovanili e della terza età, ma anche la realizzazione della variante stradale in galleria e della bretella del Monte di Zogno, oltre al miglioramento della viabilità e alla messa in sicurezza della stazione degli autobus in collaborazione con la Provincia. «Oltre ai progetti già in corso - ha continuato Ghisalberti - tra i nostri primi interventi ci sarà il recupero del patrimonio storico-artistico, grazie a un finanziamento statale di più di 400 mila euro per la ristrutturazione delle facciate esterne delle scuole primarie di via Roma, grazie all'interessamento del deputato leghista Giacomo Stucchi». Ma non mancherà di certo tra le priorità l'attenzione per i problemi occupazionali del territorio: l'Amministrazione comunale zognese ha infatti già ricevuto nei giorni scorsi i sindacati e i lavoratori della Miti.

sabato 27 giugno 2009

ECO DI BERGAMO -27/06/09- PM, LA "FUGA" DA BERGAMO ARRIVA A ROMA

La «fuga» di pubblici ministeri dalla Procura di Bergamo finisce a Roma sul banco del Ministero della Giustizia, cui gli onorevoli leghisti bergamaschi - Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli - hanno indirizzato un'apposita «interrogazione a risposta scritta» per sapere se il ministro intende intervenire in proposito. L'interrogazione ricostruisce la situazione, premettendo che «nel prossimo mese di settembre 2009 ben cinque pubblici ministeri lasceranno la Procura di Bergamo: due per scelta professionale; mentre sulla decisione degli altri tre sembra che abbiano influito anche gli incentivi economici e di anzianità, concessi a chi opta per sedi disagiate». Insieme ricorda che «entro lo stesso termine temporale è previsto alla Procura di Bergamo l'arrivo di un solo sostituto procuratore», che «i pubblici ministeri attualmente in servizio sono 14 (due in meno di quelli previsti dalla pianta organica) che, quindi, si ridurranno a 10 dopo l'estate, mettendo a rischio lo svolgimento regolare dell'attività lavorativa della magistratura inquirente bergamasca». Inoltre, in premessa i parlamentari leghisti segnalano che «la mole di lavoro pro-capite nella Procura di Bergamo è 10 volte superiore, a titolo esemplificativo, a quella di Palermo, considerata una sede disagiata, dove però il numero dei magistrati è più che adeguato» e che «a fronte di carichi di lavoro che risulterebbero insostenibili, i pubblici ministeri rimasti in servizio nella Procura di Bergamo potrebbero essere indotti a cercare un'altra sistemazione, magari tra quelle economicamente incentivate». L'interrogazione sottolinea come si stia verificando «in tutto il Paese uno spostamento di toghe provocato dalla ridefinizione dello status di "sede disagiata" e dei relativi privilegi economici (duemila euro netti al mese oltre allo stipendio per i primi 4 anni, scatti di anzianità raddoppiati per i primi 6 mesi, possibilità di tornare dopo 4 anni presso la procura di provenienza anche se con organico al completo), anche in base al criterio della carenza di organico superiore al 50%, come stabilito dalla normativa in vigore»; la quale anche «proibisce ai magistrati di prima nomina di fare i pubblici ministeri, creando ed accentuando la carenza di organico delle procure». Premesso tutto questo, i parlamentari della Lega chiedono al Ministro «se non intende affrontare con urgenza le problematiche relative alla Procura di Bergamo, segnalate in premessa, prevenendone quindi i disagi; se, più in generale, non ritenga opportuno intervenire sulla questione posta in premessa che, secondo quanto riferito dai media, interessa un numero rilevante di procure sul territorio nazionale».

venerdì 26 giugno 2009

BERGAMO7 - 26/06/09 - TROPPI BAMBINI STRANIERI, NON C'E' POSTO PER I RESIDENTI

Interrogazione dei parlamentari leghisti per l'asilo di Cologno

Cologno - Svincolare l'avanzo di bilancio dal Patto di stabilità per poter realizzare una nuova sezione alla scuola dell'infanzia di Cologno. Questo il contenuto di un'interrogazione parlamentare degli onorevoli della Lega Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Pierluigi Vanali e Nunziante Consiglio, inviata ai ministri dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e delle Finanze Giulio Tremonti. Scopo della richiesta di svincolare l'avanzo di bilancio, in tutto 936 euro, è da un lato assorbire la lista d'attesa ed evitare così una concentrazione di bambini stranieri rispetto ai residenti storici. «Il criterio di priorità d'ingresso dei bambini della scuola dell'infanzia - si legge nel testo dell'interrogazione - comporta che tutti i bambini d'età compresa fra i 4 e i 5 anni scalino la graduatoria, aggiudicandosi il posto nella scuola statale. Tale criterio favorisce però principalmente i bambini stranieri, che arrivano nel nostro territorio nella fascia già preferenziale, generando un fenomeno progressivo di concentrazione degli stranieri rispetto ai residenti storici, le cui famiglie vorrebbero invece far frequentare l'intero percorso formativo della scuola d'infanzia. La conseguenza di tale situazione è che numerosi bambini colognesi rimarranno esclusi dalle graduatorie a beneficio di bambini stranieri, con grosse ripercussioni per le famiglie dove spesso entrambi i genitori lavorano». Non solo. Secondo i parlamentari una percentuale elevata di alunni stranieri genererebbe uno spostamento della popolazione verso la scuola paritaria cattolica. Aprire una nuova sezione nella nuova scuola statale permetterebbe, secondo i firmatari dell'interrogazione parlamentare, di assorbire la lista d'attesa e di garantire una migliore distribuzione dei bambini stranieri. In questo modo, inoltre, secondo i parlamentari, si ottimizzerebbe l'investimento. «Il problema è serio - ha commentato il sindaco Roberto Legramanti - Gli spazi ci sono ma lo Stato non ci manda gli insegnanti. Chiediamo soltanto di poter trovare una soluzione, altrimenti c'è il serio rischio di molti bambini rimangano fuori dalla scuola».

giovedì 25 giugno 2009

ECO DI BERGAMO -25/06/09- FESTA POST VOTO. E IL PRESIDENTE DIVENTA BLUESMAN

Gli esperti lo sanno: le chitarre di alta qualità, più invecchiano più migliorano. È una questione di legno e cose così. Le altre, invece, più invecchiano più peggiorano. Ma non sempre. Perché ogni tanto capita tutto il contrario. Ettore Pirovano, uno che non è che non possa scegliere, ma che si trova irrimediabilmente innamorato di un'acustica quasi-Gibson, lo sa bene. «È una copia giapponese, ce l'ho dal 1975. È un regalo che mi ha fatto mia moglie Mariuccia poco dopo le nozze e che con me ha girato mezzo mondo. Oggi suona meglio di una chitarra da 10 mila euro. Fantastica». Ieri la quasi-Gibson non era con lui, ma, a sorpresa, Pirovano ha imbracciato una Fender telecaster ed è salito sul palco del Bobadilla. L'occasione? Il concerto jazz-blues organizzato in onore del neoeletto presidente della Provincia e di Claudia Terzi, anche lei fresca di elezione a sindaco di Dalmine. In platea, pienone di lumbard, (dai parlamentari Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Matteo Salvini e Paolo Grimoldi) ai consiglieri comunali Daniele Belotti e Silvia Lanzani, con particolare partecipazione della sezione di Dalmine che ha organizzato la serata, ma pure molti semplici amici e parenti. Presente anche il sindaco di Bergamo Franco Tentorio. Tutti ad applaudire mentre Pirovano, accompagnato dalla Blues Band, attaccava con gli accordi di «Con te sto bene», di Battisti. Poi è la volta di Route 66, il pubblico sfodera videofonini, e giù ancora applausi. Perché che il presidente fosse patito di musica lo sapevano più o meno tutti, ma che fosse anche un interprete di livello era notizia di nicchia. Almeno fino a ieri. Per raccontare il Pirovano musicista bisogna partire da capo. Anzi, da cinque: gli anni che aveva quando ha ascoltato i suoi primi dischi jazz. «Mentre gli altri ascoltavano "Papaveri e papere", mio padre in casa metteva i brani di Gerry Mulligan, Louis Armstrong, Charlie Christian. Quando ero ragazzino è arrivato il primo "padellone" dei Beatles, con gli amici ci siamo imparati tutte le canzoni. Però non sapevamo suonare: la mia prima chitarra me la regalò la mamma, quando avevo 16 anni. Costava ottomila lire». Su quella chitarra è iniziato lo studio. «Ma non con le lezioni - dice -, non mi piaceva studiare nemmeno i libri, figuriamoci... No, facevo a orecchio. Sentivo le canzoni, cercavo di riprodurle. Tutta la mia compagnia si dette alla musica». Così in quel di Caravaggio è nato il complessino: Ettore Pirovano alla chitarra, Angelo Parolari alla batteria, Giuseppe Brigatti al basso, alle tastiere Aldo Bufelè («l'unico non del paese, era di Cerma») e Alberto Tadini, voce. Tadini, quello che qualche anno dopo con la sigla di Goldrake avrebbe venduto un milione di copie. «Ascoltavamo i brani nuovi, stavamo sempre sintonizzati su Radio Lussemburgo - spiega il presidente e deputato leghista -. Suonavamo alle feste e abbiamo iniziato a fare dei concorsi nella Bassa. Andavamo piuttosto bene. E poi avevamo dei gran cori. Ecco, sì, lo scriva. I cori ci venivano meglio di quelli dei Beatles», sorride. E ha le prove: «Su youtube ci trova». Basta digitare «Le Corde Felici», il nome del complesso negli anni sessanta. «Per i gruppi andavano di moda i nomi in inglese, infatti un giorno eravamo i "Boss", un giorno qualcosa d'altro. Poi una sera giornalista arriva e chiede: chi siete? Qualcuno improvvisa: gli Happy Strings. Peccato che quello abbia fatto la traduzione sul giornale, così ci è restato questo nome un po' assurdo». E le Corde Felici non stavano a guardare l'erba che cresce: «Avevamo 18 anni e ci infilavamo nei bar dei musicisti per ascoltare e imparare. A Milano, in corso Europa, ce n'era uno speciale. Sopra c'era il Clan Celentano». Le chiamate dalle sale da ballo non mancavano, mentre tutti lavorano o studiano. Poi lo stop: «Abbiamo smesso nel '70, quando sono partito per il servizio militare». Ma i contatti con gli ex delle Corde Felici restano (ieri alla festa era presente anche Brigatti), così come l'amore per la musica non si cancella. «Nel 1987 lavoravo in Congo per la costruzione di una delle residenze di Mobutu (Pirovano è consulente per società internazionali di costruzioni, ndr). C'erano dei ragazzi di colore che a fine giornata lasciavano il cantiere e suonavano: erano bravissimi, ma con strumenti veramente scalcagnati. Mi son detto: io rischio. Ho chiesto un contributo all'entourage di Mobutu, hanno detto sì. Ci hanno comprato amplificatori americani e strumenti, la sera suonavamo. Eravamo nel mezzo della foresta, o quasi». Insomma, una signora passione, che non si sopisce. E che Claudio Angeleri, direttore del Cdpm e musicista di fama, ben conosce. «Ettore Pirovano è un esperto del settore e un ottimo musicista - spiega -, io l'ho conosciuto così ancor prima che come politico. E proprio in onore della comune passione per la musica ho pensato di fargli un regalo, partecipando a questo concerto, da musicista a musicista». Della partita - condivisa dai sostenitori lumbard - veri pezzi da novanta dell'area musicale, da Gabriele Comeglio a Emilio Soana, fino a Paola Minzani. Così, nel mix fra musica e politica, è nata una serata diversa. Sul palco un Pirovano per l'occasione meno presidente e più bluesman. Sempre lumbard, ma con l'anima soul.

mercoledì 24 giugno 2009

BERGAMO NEWS -24/06/09- "TROPPI IMMIGRATI, ALL'ASILO NON C'È POSTO PER I BERGAMASCHI"

La bassa Bergamasca non riesce infatti a sostenere i costi per una nuova sezione della scuola materna statale e quelle attuali non possono far fronte alle richieste di tutti i residenti. L'allarme è lanciato dalla Lega Nord, che ha presentato un'interrogazione al ministro della Pubblica Istuzione Maria Stella Gelmini. Secondo gli esponenti del Carroccio tra i motivi dell'esclusione dei bambini c'è l'alto tasso di immigrazione. "Il criterio di priorità d'ingresso dei bambini della scuola dell'infanzia - scrivono i firmatari Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Pierguido Vanalli e Nunziante Consiglio - comporta che tutti i bambini d'eta compresa fra i 4 e i 5 anni scalino la graduatoria, aggiudicandosi il posto nella scuola statale. Tale criterio favorisce però principalmente i bambini stranieri che arrivano nel nostro territorio nella fascia già preferenziale, generando un fenomeno progressivo di concentrazione degli stranieri rispetto ai residenti storici, le cui famiglie vorrebbero invece far frequentare l'intero percorso formativo della scuola d'infanzia. La consegunza di tale situazione è che numerosi bambini colognesi rimarranno esclusi dalle graduatorie a beneficio di bambini stranieri, con grosse ripercussioni per le famiglie dove spesso entrambi i genitori lavorano". La Lega chiede quindi che il Comune di Cologno possa aprire una nuova sezione attingendo dai soldi bloccati dal patto di stabilità, "oppure attivare un'intesa - continua l'interrogazione - tra le istituzioni scolastiche e l'ente territoriale interessato, per assicurare il diritto all'istruzione a tutti i bambini di Cologno al Serio".

BERGAMO SERA -24/06/09- SCUOLA. NUOVE SEZIONI A COLOGNO, INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELLA LEGA

ROMA — Risolvere la situazione in cui versa la scuola di Cologno al Serio e assicurare a tutti i bambini residenti il diritto all’istruzione. E’ questo l’obiettivo di un’interrogazione parlamentare presentata dagli onorevoli della Lega Lega Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Pierguido Vanalli e Nunziante Consiglio, ai ministri dell’Istruzione e delle Finanze Gelmini e Tremonti. I parlamentari chiedono al Ministro dell’istruzione se non ritenga opportuno verificare la possibilità di attivare un’intesa tra le istituzioni scolastiche e l’ente territoriale interessato, per assicurare il diritto all’istruzione a tutti i bimbi residenti a Cologno al Serio. Inoltre, al ministro delle Finanze, la possibilità di sbloccare le somme che servono per l’apertura di nuove sezioni comunali per la scuola statale, prelevandole dall’avanzo del bilancio comunale, che per Cologno è di 936mila euro. Entrambe le richieste sono in linea con il principio di sussidiarietà, finalizzato a consentire agli Enti locali di colmare una lacuna nell’erogazione del servizio nazionale. La situazione d’altronde è davvero precaria. E c’è necessità i fare qualcosa nel breve. L’edificio scolastico costruito di recente con una spesa di 2,7 milioni di euro di cui circa un milione da parte dello Stato, attende. Così come i colognesi attendono che l’investimento fatto con soldi loro possa avere qualche sbocco. Anche perché l’incremento demografico sul territorio comunale è cresciuto a dismisura. E ai bambini serve una scuola dell’infanzia in cui andare. “Il criterio di priorità d’ingresso dei bambini nella scuola dell’infanzia - si legge nell’interrogazione leghista - comporta che tutti i bambini di età compresa fra 4/5 anni scalino la graduatoria, aggiudicandosi il posto nella scuola statale. Tale criterio favorisce però principalmente i bambini stranieri che arrivano sul nostro territorio già nella fascia di età preferenziale, generando un fenomeno progressivo di concentrazione degli stranieri rispetto ai residenti storici, le cui famiglie vorrebbero invece far frequentare l’intero percorso formativo della scuola d’infanzia”. “Una percentuale troppo alta (circa il 30 per cento) di alunni stranieri - prosegue il documento - comporta uno spostamento della popolazione verso la scuola paritaria, poiché i genitori sono consapevoli che la presenza di un numero elevato di bambini, spesso non in grado di comunicare in italiano e con background culturale nettamente distinto, implica un rallentamento generale delle attività di classe a discapito dei propri figli e dell’integrazione dei bambini stranieri nella comunità colognese”. Un problema, a dire il vero, non soltanto colognese a cui prima o poi va trovato un rimedio, che consenta di usufruire del diritto all’istruzione per tutti in una scuola pubblica sempre più ingolfata, e per certi versi ricca, di lingue, etnie e tradizioni diverse. “La conseguenza della situazione prospettata - si legge nell’interrogazione - è che numerosi bambini colognesi rimarranno esclusi dalle graduatorie della scuola dell’infanzia, statale e paritaria, a beneficio di bambini stranieri, con grosse ripercussioni per le famiglie dove spesso entrambi i genitori lavorano”. Così, per evitare fenomeni di marginalizzazione, l’apertura di nuove sezioni presso la scuola statale potrebbe essere la soluzione giusta perché “permetterebbe di assorbire la lista d’attesa garantendo una distribuzione dei bambini stranieri, mitigando la percentuale degli stessi, nonché di ottimizzare un investimento”.

DNEWS -24/06/09- «A COLOGNO L’ASILO HA POSTO SOLO PER I FIGLI DEGLI STRANIERI»

I deputati leghisti Stucchi, Pirovano, Consiglio e Vanalli rivolgono un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Argomento: l’asilo statale di Cologno al Serio, dal quale le famiglie italiane, penalizzate dalle graduatorie, sarebbero in fuga per «una percentuale troppo alta (circa il 30%) di alunni stranieri, poiché i genitori sono consapevoli che la presenza di un numero elevato di bambini, spesso non in grado di comunicare in italiano e con background culturale nettamente distinto, implica un rallentamento generale delle attività di classe». Da qui la richiesta di fondi per l’apertura di una nuova sezione.