sabato 15 novembre 2014

ECO DI BERGAMO - 15/11/14 - Zogno manifestano in 500: la Valle Brembana chiede lavoro


Un corteo di circa 500 persone, bandiere, ombrelli, slogan eloquenti («Non chiudete la val Brembana!») e domande amare, «l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma il lavoro dov’è?». Si sono conclusi, sabato 15 novembre a Zogno, il corteo e il confronto pubblico fra lavoratori, sindacati, amministratori locali e politici sul futuro della valle e in particolare dei 310 dipendenti di Mvb rimasti senza prospettive dopo il fallimento e la chiusura dello stabilimento. Il corteo si è mosso dai cancelli della storica azienda tessile per arrivare al teatro dell’oratorio, dove si è tenuto il comizio finale. Oltre al sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti, e a molti primi cittadini della zona, erano presenti anche il presidente della Provincia, Matteo Rossi, e i parlamentari Giovanni Sanga, Antonio Misiani, Giacomo Stucchi, Franco Bordo e Nunziante Consiglio. A dare solidarietà ai lavoratori di Mvb si è presentata anche una delegazione di lavoratori della Sanpellegrino. Quarantamila abitanti in trentotto comuni, diciannovemila lavoratori, un tasso di occupazione al di sotto della media provinciale e disoccupati più che raddoppiati nell’arco di cinque anni: organizzando la manifestazione di sabato Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno voluto chiedere interventi in tempi brevi in tema di politiche attrattive per nuovi investimenti produttivi sulle aree industriali dismesse, con la priorità alla Mvb; attivazione delle reti per il lavoro, attraverso il finanziamento regionale, in modo da poter dare un punto di riferimento e un vero supporto alle persone in cerca di occupazione e ai lavoratori in cassa integrazione; interventi di formazione e riqualificazione seria e mirata ad effettivi sbocchi lavorativi con il coinvolgimento delle parti sociali; sostegno alle famiglie in particolari condizioni di marginalità sociale colpite dalla crisi del lavoro. Ad aprire il confronto nel teatro dell’oratorio di Zogno è stato Ferdinando Piccinini, segretario generale provinciale della Cisl: «Mai come in questi tempi il lavoro è fondamentale per una piena cittadinanza che poi significa piena dignità dei lavoratori. Qui ci sono tanti amministratori locali che quotidianamente si misurano con le difficoltà del territorio: dobbiamo impiegare tutte le forze disponibili, farlo non tanto a parole ma con iniziative e progetti mirati e concreti. Non si fanno promesse a vanvera, quello che stiamo facendo è pensare a strumenti concreti per prospettive reali di lavoro. In passato abbiamo sperimentato quanto la riconversione e la formazione possano (se non fate con attenzione) essere inutili. È obbligatorio ora capire le reali necessità del territorio. Chiediamo anche sostegno per le famiglie più a rischio di marginalità e povertà, perché oggi c’è anche questo rischio. È ora il tempo di un’alleanza forte tra impresa e lavoro: presentando qualche giorno fa questa iniziativa abbiamo usato parole dure contro il mondo imprenditoriale. Eppure ci sono imprenditori che nonostante le difficoltà resistono su questo territorio. Il nostro lamento era nei confronti delle associazioni imprenditoriali, non verso chi sta resistendo ai colpi della crisi». «Ci troviamo qui questa mattina dopo 10 anni di gestione fallimentare da parte di un imprenditore che non ha mai voluto condividere con noi le strategie aziendali» ha continuato, Raffaele Salvatoni, segretario generale provinciale della Femca-Cisl:«Più volte avevamo lanciato l’allarme. Così è successo anche altrove. E ora siamo alle prese con vallate quasi deserte dal punto di vista imprenditoriale. Quello di oggi deve essere un momento di protesta ma anche di proposta: da soli le crisi non riusciamo più a gestirle. O tutti si prendono una parte di responsabilità oppure non si va da nessuna parte. La priorità è la mappatura dei bisogni occupazione del territorio: inutile fare corsi di formazione che in passato non hanno portato posti di lavoro”. Ha poi preso la parola il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti: «Ho avuto diversi incontri con i protagonisti di questa vicenda, una visione di quello che è successo ce l’ho. Auspico per i lavoratori e per il territorio che la procedura fallimentare riesca a far tornare nel patrimonio Mvb tutti gli stabili in modo che si possano avere aree per costruire un percorso nuovo. L’area Mvb è infatti l’ultima di queste dimensioni su cui si può lavorare. Imprenditori, fatevi avanti, qualcosa possiamo davvero costruire». E ha fatto riferimento, oltre alle infrastrutture, a quello che considera il primo ostacolo nella sua esperienza di dialogo con gli imprenditori, anche quelli disponibili a collaborare: «È il Patto di Stabilità: incontro i piccoli artigiani, mi chiedono di farli lavorare, le risorse l’amministrazione le avrebbe, ma sono bloccate dal Patto di Stabilità». È stato poi il turno di Matteo Rossi, presidente della Provincia di Bergamo: «L’impegno che ci prendiamo questa mattina è un impegno chiaro, non vi si lascia soli. Queste non vogliono essere solo parole. Su questa vicenda la nostra azione deve essere rapida ed efficace: giovedì si aprirà il tavolo tecnico. La prima questione è quella della formazione, che in passato ha imboccato una direzione sbagliata. È evidente che bisogna ritarare gli interventi. Ci siamo mossi personalmente con i piccoli e medi imprenditori per avere una rappresentanza al tavolo e per immaginare con loro quali possano essere gli spazi di mercato tra due e tre anni, anche fuori dalla valle. Oltre al tema della formazione c’è poi quello delle infrastrutture, in particolare della variante di Zogno. Ci siamo impegnati a dare priorità a questo intervento: la Regione entro lunedì deve mettere nero su bianco il finanziamento per l’opera nel 2015, che si diano risposte! L’attrattività della zona parte anche da lì». Ha concluso poi il suo intervento con un invito all’unità: «Abbiamo bisogno di tutto in questo territorio meno che dividerci: serve compattezza, volontà politica, velocità». Anche don Cristiano Re ha voluto intervenire portando la «solidarietà di tutte le parrocchie della val Brembana e dei loro parroci. Vogliamo camminare insieme a voi. È necessario che la solidarietà diventi concreta, ciascuno ci metta qualcosa di concreto, metta mano al proprio portafoglio. Le comunità cristiane siano luogo di sinergia, senza guardare alle etichette. Al centro si mettano innanzitutto le persone che hanno bisogno». Sono intervenute brevemente anche due lavoratrici: la prima ha parlato di corsi inutili che in passato non hanno portato (come ricordato da più parti durante la mattinata) a nuovi posti di lavoro; la seconda si è chiesta: «Se non trovano lavoro i figli di vent’anni, come lo troveranno le madri di 50?». Ha chiuso il confronto di Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil: «Negli ultimi giorni, dopo che siamo stati severi nel giudizio sugli imprenditori, qualcuno si è sentito offeso. Ci sono bravi imprenditori ma anche imprenditori cattivi, delinquenti. La crisi della val Brembana è la crisi di un modello. Questo processo riguarda questa zona ma anche la val Seriana, la vicenda Honegger ne è la testimonianza. Ora si ripete la stessa storia in questa valle. È la crisi anche di un certo modo di fare impresa: c’è chi resta qui, certo, (e non è facile), ma cosa direbbero oggi questi lavoratori di Mvb rispetto a chi ha condotto la loro azienda in questi anni?”. Bresciani ha anche puntato il dito contro il mondo del credito: «Ci dimentichiamo di parlare di questo protagonista della partita. Entità astratta, con cui non si riesce mai ad avere un confronto. Caro presidente della Provincia, non riusciamo mai a portare gli istituti di credito al tavolo delle trattative, eppure le banche non possono chiamarsi fuori dalla discussione». Poi ha concluso dicendo: «Quale è la nostra grande preoccupazione? Quando una persona perde il lavoro perde il salario, ma perde anche l’identità. Noi siamo quello che facciamo. E quindi occorrono tutele, ammortizzatori sociali, percorsi formativi che consentano, a chi lo desidera, di essere ricollocato, di avere un altro lavoro. Serve costruire un futuro, una prospettiva di rilancio economico per Zogno e la valle. Cosa può fare la politica, cosa il mondo delle imprese? Noi pensiamo che la politica debba creare le condizioni favorevoli all’iniziativa imprenditoriale, ma basta con le parole servono i fatti. Il Patto di Stabilità è una follia, milioni di euro di disponibilità nei Comuni senza la possibilità di poterli utilizzare, frutto di politiche europee sbagliate che hanno conseguenze sui singoli cittadini, qui come altrove. Parte di una politica che noi respingiamo che noi consideriamo sbagliata. Infine vorrei dire che non è rendendo più facili i licenziamenti che si arriva alla crescita e si supera la crisi. Da questi lavoratori viene una forte richiesta: non assistenza, ma lavoro».

martedì 30 settembre 2014

BERGAMOSERA - 30/09/14 - STUCCHI: GLI ANNUNCI DEL PREMIER NON INGANNANO PIU' NESSUNO

Sarà pure, come dice il premier Renzi, che il Jobs act non è rinviabile ma l’impressione è che in questo momento per far andare avanti il governo serva prima di tutto mettere ordine nelle fila del Pd, anziché continuare con nuovi inutili annunci. E’ li infatti che si annidano i principali problemi del presidente del Consiglio, in un partito che non ha mai smesso di celebrare il suo congresso e dove asti e rancori non hanno mai ceduto il passo ad una fattiva ed efficace collaborazione tra le varie correnti. Una condizione, quest’ultima, che potrebbe quasi essere considerata “normale” nella sinistra, ma che tuttavia non può essere ammessa in questo momento di grandissima difficoltà economica per il Paese. Soprattutto in considerazione dell’incapacità di chi è chiamato a risolvere, anziché crearli, i problemi. Basti pensare, per esempio, all’ultima trovata di dare trenta euro al giorno per chi adotta un clandestino e lo ospita a casa sua. Una cosa fuori da ogni logica, che risulta persino difficile immaginare a chi possa essere venuta in mente. Un fatto che la dice lunga su come questo governa aggiri i problemi senza venirne a capo. Ma sembra che Renzi non possa più continuare con la sua politica degli annunci, per dare l’impressione di addivenire a delle soluzioni per i problemi dei cittadini; a testimoniarlo sono anche gli attacchi da parte di organi di informazione, a lui compiacenti sino a qualche mese fa, che però adesso hanno cominciato a dispiegare tutto il loro potenziale per denunciare le incapacità del premier a governare. Non ci sono più alibi, quindi, né giustificazioni di sorta, per annacquare le responsabilità di chi negli ultimi mesi ha fatto solo annunci e proclami. La legge di Stabilità è alle porte e il governo ha l’obbligo di dire chiaramente dove intende reperire le risorse per portare avanti il programma annunciato, dall’estensione degli ammortizzatori sociali al mantenimento del bonus degli 80 euro. La nostra sensazione è che, alla fine della fiera, il risultato sarà quello di mettere ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini.

venerdì 12 settembre 2014

BERGAMONEWS - 12/09/14 - Uccise un ladro in casa, Monella riceve in carcere Calderoli e Stucchi

E' rinchiuso nel carcere di Bergamo da lunedì mattina, quando si è presentato spontaneamente in via Gleno accompagnato dal suo avvocato Enrico MAtropietro e dal figlio 26enne Alberto. Antonio Monella, l'imprenditore 54enne di Arzago d'Adda condannato in via definitiva a 6 anni e 2 mesi di reclusione per aver ucciso a colpi di fucile nel 2006 Ervis Hoxha, un albanese di 19 anni che gli era entrato in casa per un furto con dei complici, dopo essersi costituto in questi giorni sta ricevendo le visite di diverse autorità politiche. Giovedì pomeriggio in via Gleno sono arrivati i senatori bergamaschi della Lega Nord Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi: "Personalmenete gli avevo fatto visita già lunedì e martedì. Ormai è due anni che gli sono vicino e si è creato un buon rapporto tra di noi - racconta l'onorevole Stucchi - . Gli ho portato alcune riviste, in questo modo potrà passare un po' di tempo in cella. Abbiamo parlato un po' della sua famiglia, che ovviamente gli manca. Comunque nel complesso è sereno, anche per questo grande sostegno che sente in merito alla sua richiesta di grazia". Lo stesso Monella nel marzo scorso, attraverso l'intervento di alcuni politici, tra i quali Matteo Salvini della Lega Nord, aveva chiesto la grazia al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che però non si è ancora pronunciato. La sentenza irrevocabile di condanna è del 25 febbraio scorso. Nel frattempo gli era stato concesso un differimento di sei mesi della pena detentiva che però era scaduto nei giorni scorsi: "Lui, come tutti noi, è fiducioso sull'esito positivo della richiesta - prosegue STucchi - . Anche il sindaco del suo paese, il segretario provinciale del Partito Democratico Grabriele Riva, dovrebbe esporsi maggiormente in merito. Un po' come abbiamo fatto noi della Lega che abbiamo preparato una mozione apolitica da presentare in tutti Comuni della provincia". Il sentaore Stucchi ha un'idea precisa sulla vicenda Monella: "Dobbiamo fare capire che un uomo svegliato nella notte da tre ladri che dopo aver svaligiato la casa stanno scappando con la sua auto, spara e uno di questi muore dissanguato dopo essere stato abbandonato per strada dai suoi complici, non può essere incriminato per omicidio volontario. Per questo la richiesta di grazia deve essere accolta, in forma totale o parziale. Tra l'altro, non ha ricevuto critiche da nessuna forza politica".

lunedì 8 settembre 2014

ECO DI BERGAMO - 08/09/14 - Monella in cella vicino a Bossetti ma è una collocazione provvisoria

Entrato alle 9,45 nella casa circondariale di via Gleno, Antonio Monella è stato condotto nella cella numero 3 della sezione «nuovi arrivi», una cella in cui c’è solo lui. Di fianco - nella numero 4 -, c’è il presunto killer di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti che però è in regime di isolamento. Perché questa particolare collocazione? Perché le celle per l’isolamento sono nella stessa zona di quelle dove vengono accolte le persone con condanna definitiva, che oltrepassano per la prima volta le sbarre del carcere. Come Monella, che dovrebbe restare nella sezione «nuovi arrivi» per circa una settimana, un periodo di colloqui con il personale del carcere, con lo psicologo, con il medico che fine stabilirà dove il detenuto verrà collocato «definitivamente» da qui a fine 2020. L’imprenditore di Arzago avrà diritto a sei colloqui al mese, con tre persone alla volta, esclusi quelli con gli avvocati, con i consiglieri regionali o con i parlamentari. Due di questi sono entrati in via Gleno tre ore dopo l’imprenditore: i leghisti Giacomo Stucchi e Cristian Invernizzi.

BERGAMO SERA - 08/09/14 - STUCCHI: NON MORTIFICHIAMO LE FORZE DELL'ORDINE

Netta presa di posizione da parte del presidente del Copasir, il senatore bergamasco Giacomo Stucchi, sul blocco degli stipendi alle Forze dell’Ordine e del Sistema Difesa nel suo complesso. “Considero una misura fuori da ogni logica l’annunciato blocco anche per il 2015 degli stipendi alle forze dell’ordine e alle forze armate in generale – dichiara in una nota il senatore della Lega Nord e numero uno del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – rispetto al quale le ultime parziali aperture del governo non danno nessuna garanzia di una revisione di quanto anticipato dal ministro Madia”. Sono molto preoccupato e per questo porrò la questione al premier a latere della sua prossima audizione al Copasir. Il lavoro degli uomini e delle donne in divisa – conclude Stucchi – è fondamentale e andrebbe valorizzato al meglio ma l’ennesimo blocco dei loro stipendi, che non sono certo d’oro né d’argento, significa invece mortificarlo”.


martedì 3 giugno 2014

ECO DI BERGAMO - 01/06/14 - Fontana e Stucchi a Misiani: «Caos Tasi, tutta colpa del Pd»

L’onorevole Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia, e l’onorevole Giacomo Stucchi, deputato della Lega Nord, replicano al Pd sui dati riportati in merito alle esenzioni dal pagamento dell’Imu, precisando: «La verità è che con le accuse rivolte all’amministrazione, Misiani cerca di eludere il fatto che è stato il suo partito a votare questo provvedimento e a non voler trovare le coperture per evitare la Tasi sulla prima casa. Coperture che, invece, il centrodestra aveva puntualmente indicato in tutti i passaggi parlamentari». «È il governo della sinistra il vero responsabile di questa situazione e i numeri esposti dal Pd sono una truffa, perché si riferiscono al periodo precedente all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Vogliamo ricordare per l’ennesima volta che l’anno scorso non è stata pagata da nessuno, perché il centrodestra, trovando le coperture, aveva abolito questa odiosa imposta che colpisce la casa, il bene più prezioso per le famiglie italiane» proseguono gli onorevoli. «Con tali accuse il Pd sta cercando di nascondere il vuoto della campagna elettorale del suo candidato che, tra centinaia di palloni gonfiati e gare di torte, sta sperperando decine di migliaia di euro in un periodo in cui gli italiani versano in condizioni di difficoltà. I bergamaschi sapranno apprezzare, al contrario, la concretezza e la sobrietà di Franco Tentorio» concludono Fontana e Stucchi.

domenica 23 marzo 2014

BERGAMO NEWS - 23/03/14 - AFFETTA DA MALATTIA RARA, LE NEGANO IL FARMACO. L'APPELLO AL MINISTERO

Paziente bergamasca affetta dalla sindrome del dolore vescicale (cistite interstiziale) trova la cura all'ospedale di Legnano, ma il farmaco non è riconosciuto dal prontuario ed è a carico del paziente. La denuncia appello dell'Associazione Italiana per la tutela dei diritti del malato e l'impegno del senatore Giacomo Stucchi e del consigliere regionale Silvana Saita.

Affetta da una malattia rara - la Sindrome del Dolore Vescicale, conosciuta anche come Cistite Interstiziale - una giovane donna bergamasca ha finalmente trovato la cura e il farmaco all'ospedale di Legnano. Ma quel farmaco è fuori dal prontuario, l'Asl non lo riconosce e quindi il costo è totalmente a carico del paziente. La malattia è fortemente invalidante, ma l'Inps non la riconosce tale. Parte da quest'esperienza la denuncia dell'Associazione Italiana per la Tutela dei Diritti del Malato, che ha sede nella sede del sindacato scuola Snals-Confsal di Bergamo. Una battaglia che ha per titolo: “La Sindrome del Dolore Vescicale (Cistite Interstiziale), criticità attuali, mission e vision” e che ha preso avvio con lo scopo di far conoscere le difficoltà incontrate dai pazienti con tale patologia, le necessità urgenti, i costi per la presa in carico del paziente, le prospettive future di tutela e promozione a livello regionale e nazionale. ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI IN CAMPO Per far conoscere tutti gli aspetti di questa battaglia è stata organizzata una conferenza stampa alla quale sono intervenuti: Isabella Colombo, Avvocato, Presidente dell’Associazione Italiana per la Tutela dei Diritti del Malato; Loris Renato Colombo, Segretario provinciale sindacato scuola Snals-Confsal di Bergamo; Monica Sommariva, Medico Dirigente presso la Divisione di Urologia Ospedale G. Fornaroli di Magenta (Milano); Gianluigi Patelli, Primario Radiologia Ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo; Giacomo Stucchi, Senatore della Repubblica Italiana; Silvana Saita, Consigliere Regione Lombardia Commissione Sanità e Politiche Sociali; Elisabetta Becherini, una paziente. LE CRITICITA' DELLA SINDROME DEL DOLORE VESCICALE Sono numerose le criticità attorno alla Sindrome del Dolore Vescicale (Cistite Interstiziale): patologia rara con codice esenzione RJ0030 dalle cause attualmente in studio che può colpire improvvisamente donne, uomini, bambini di qualsiasi età e sesso senza un motivo apparente. E’ una condizione di infiammazione cronica dolorosa della parete vescicale, caratterizzata da dolore vescicale e pelvico e continua necessità di urinare. Il dolore può essere localizzato a livello vescicale, uretrale, vaginale, vulvare, scrotale, prostatico, perineale e anale. E’ spesso associata a disordini immunitari (Tiroidite Hashimoto, LES, Artrite Reumatoide, Sindrome di Sjogren, Fibromialgia, Sindrome del colon irritabile, Crohn, Retto Colite Ulcerosa, Allergie, Cefalea, Vulvodinia, Ipersensitività cutanea, Prostatite Cronica Abatterica). La Sindrome del Dolore Vescicale è estremamente invalidante e di forte impatto sulla qualità della vita del paziente al punto da impedire una regolare vita relazionale, sessuale e lavorativa (dolore costante, necessità di urinare spesso, perdita progressiva del sonno, frustrazione e depressione per la difficoltà di riconoscere la malattia e curarla). SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA E’ necessario dunque sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo sanitario, politico e istituzionale per risolvere i problemi attraverso una sinergia fra tutti i soggetti preposti. La prima cosa da fare è una forte sensibilizzazione in campo medico per arrivare a una diagnosi precoce della malattia che consenta tempestivamente l'instaurarsi di un’adeguata terapia, prima che la progressione della Sindrome del Dolore Vescicale provochi a livello della vescica un danno irreversibile, evitando anche costi inutili a carico sia del paziente sia del Sistema SanitarioNazionale. Ad oggi sono stati raggiunti piccoli risultati, per casi individuali, grazie all’Associazione Italiana per la Tutela dei Diritti del Malato con sede in Bergamo città (www.aitdm.it), ma l’urgenza è quella di fare squadra per trovare risposte definitive per tutti i pazienti con tale patologia. Ciò significa innanzitutto applicare quanto già previsto dalla normativa vigente: il Protocollo Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) prodotto dalla Regione Lombardia assieme ad un Team di Specialisti in materia e il Piano Nazionale Malattie Rare. MODIFICHE AL PROTOCOLLO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO Al Protocollo Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) della Regione Lombardia vanno apportate alcune integrazioni e modifiche per la tutela dei pazienti prevedendo invalidità civile e Legge 104 (art 3 comma 3) e sarebbe necessaria l’istituzione di un ticket sanitario per l’erogazione dei dispositivi medici indispensabili e insostituibili per la terapia medica della patologia rara. Nel percorso assistenziale dovrà essere potenziato il Counselling Territoriale per agevolare le necessità dei pazienti e risolvere i bisogni relativi alla patologia tramite il coinvolgimento dei pazienti e dei loro familiari. Inoltre è fondamentale prevedere finanziamenti certi e puntuali per la ricerca permettendo ai Centri di Expertise di collaborare anche con aziende farmaceutiche al fine di produrre nuovi farmaci per la terapia della malattia. La continua evoluzione delle conoscenze scientifiche permetterà di raggiungere aggiornamenti atti a garantire standard gestionali più efficaci condividendo obiettivi tra Centri Esperti e “Eccellenze Scientifiche”. Necessità primaria è la forte collaborazione con le Asl territoriali per la domiciliazione terapeutica, con conseguente abbattimento dei costi dei ricoveri attuali in Day Hospital,e per la presa in carico del paziente in tutti suoi aspetti. IL CENTRO DI CURA DI LEGNANO Una buona prassi da esportare è rappresentata dall’Azienda Ospedaliera, Ospedale Civile di Legnano - Divisione Urologia di Magenta (Milano) che dal 1995 ad oggi, con la creazione di un Centro di “Expertise” secondo i criteri suggeriti dall’EUCERD (European Union Committee of Experts on Rare Diseases), eroga cure di qualità ed appropriatezza coerenti con i principi e gli obiettivi espressi nei Piani Sanitari Nazionali e Regionali (PDTA) tenendo conto della presenza di flussi di pazienti extra-regione rilevanti per l’unicità delle prestazioni erogate. Il Centro è in grado di offrire un percorso completo dalla diagnosi alla terapia (compreso quella chirurgica che contempla cistoscopia e biopsie) nella stessa Azienda Ospedaliera con totale assenza di spese da parte del paziente attraverso un ricovero in Day Hospital, potendo anche fruire della collaborazione di altri Dipartimenti Specialistici tra cui la Reumatologia anch’essa Centro di Riferimento Aziendale ad alto livello per le malattie rare e pilota con la Nefrologia del Progetto di EUPOLIS Lombardia-Malattie Rare di cui fa parte anche l’Urologia. Come già illustrato in un’audizione tenutasi il 27 gennaio 2014 in Regione Lombardia a cura della dottoressa Monica Sommariva, Medico Dirigente - Divisione di Urologia Ospedale G. Fornaroli di Magenta (Milano), le prospettive future dell’Azienda Ospedaliera di Legnano sono quelle di arrivare ad un modello organizzativo riconosciuto come esportabile in tutta Italia e all’estero, quale esempio di appropriatezza, tempestività, efficacia, adeguatezza, qualità, efficienza e risparmio. Per valorizzare il modello del Centro di “Expertise” sarebbe utile inserirlo in un programma di Politiche Territoriali utilizzando come volano Expo 2015: Regione Lombardia - Nuovi modelli gestionali per le strutture sanitarie in materia di Malattie Rare e percorso di Internazionalizzazione.