BERGAMO — “Bersani, Di Pietro e Casini, speravano che il premier non fosse neppure nelle condizioni di presentare proposte concrete a Bruxelles e quindi non vedevano l’ora di metterlo ko una volta per tutte. La responsabilità della Lega Nord, invece, ha fatto sì che tutto questo non avvenisse e anzi ha permesso di individuare un percorso verosimile per venire fuori da una situazione difficile”. Lo ha detto il parlamentare della Lega Nord, e Segretario dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio, Giacomo Stucchi. “Adesso – continua l’esponente leghista – spetta al Parlamento, nella sua interezza, lavorare alacremente per tradurre in provvedimenti concreti le indicazioni che il presidente del Consiglio Berlusconi ha consegnato ai vertici dell’Ue. Ma se il buon giorno si vede dal mattino c’è da scommettere che le opposizioni non faranno nulla per assumersi le loro responsabilità dinanzi al Paese e, anzi, cercheranno di affossare in tutti i modi il percorso legislativo necessario per tradurre in fatti i provvedimenti annunciati”.
venerdì 28 ottobre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
BERGAMO SERA - 27/10/11 - STUCCHI (LEGA): FINI NON E' ALL'ALTEZZA DEL COMPITO
“Adesso basta. L’atteggiamento di parte del presidente della Camera Gianfranco Fini sta provocando lesioni gravissime alle istituzioni democratiche: i fatti accaduti a Montecitorio sono stati anche una diretta conseguenza della sua inopportuna presenza in televisione a Ballarò allo scopo di creare polemica, in un clima politico già abbastanza riscaldato”. Lo ha detto il parlamentare bergamasco della Lega Nord Giacomo Stucchi. “Il ruolo istituzionale di chi presiede l’aula di Montecitorio dovrebbe coincidere con un comportamento al di sopra delle parti, dentro e fuori l’istituzione che presiede. Una regola alla quale, in passato, tutti i presidenti si sono sempre attenuti. Al contrario di Fini che, invece, tutte le volte che lo ha ritenuto opportuno ha preso parte al dibattito politico, nella sua duplice e contemporanea funzione di presidente della Camera ma anche di leader di partito, con l’unica coerenza di essere di parte dentro e fuori l’aula parlamentare”, conclude Stucchi.
mercoledì 26 ottobre 2011
ECO DI BERGAMO - 26/10/11 - L'INTERVISTA A GIACOMO STUCCHI "COSI' DIFENDIAMO TUTTI I LAVORATORI"
La Lega non è disposta a cedere: le pensioni d'anzianità non si toccano. E su questo è disposta ad aprire una crisi di governo. Così Giacomo Stucchi, parlamentare bergamasco ed esponente di spicco del Carroccio, sintetizza la posizione del partito.Dunque, la Lega non molla? «La nostra convinzione è che le pensioni d'anzianità non debbano essere toccate nel modo più assoluto. Dopo di che siamo in una fase nella quale si sta ancora trattando e discutendo. Sono però convinto che una persona che ha iniziato a lavorare a 14 o 15 anni nei cantieri o svolgendo, magari, altri lavori duri, oggi abbia tutto il diritto di andare in pensione».Le pensioni d'anzianità sono concentrate soprattutto al Nord: la vostra battaglia è per difendere gli interessi del Paese o del Nord? «Lo facciamo per difendere i lavoratori veri, coloro che in questi anni hanno dato tanto alla crescita del Paese. Chi sta per andare in pensione con 40 anni di contributi sono proprio quelle persone che negli anni '70 e '80 hanno lavorato duro e hanno contribuito più di tutti alla crescita del sistema Paese. Su queste questioni di principio non veniamo meno: non possiamo mandare a "morire" in fabbrica sino a 67 anni le persone che vi sono entrate e hanno iniziato a lavorare a 14 anni».Ma l'Europa preme per un intervento strutturale sul sistema pensionistico.«Dall'Europa vogliono imporci una manovra, costringendoci a rivedere la possibilità di andare in pensione con i 40 anni di contributi, ma per noi questo non è assolutamente in discussione. E, poi, per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia osservo che prima di arrivare ai 67 anni ce ne corre. Del resto non è vero che in tutta Europa si va in pensione a 67: si tratta di un limite che vale solo per la Germania. Negli altri Paesi europei ci sono diversi standard e sono previsti vari sistemi d'incentivi».La Lega è disposta ad aprire una crisi di governo sulle pensioni? «Se le condizioni sono le pensioni di vecchiaia a 67 anni e l'abolizione dei 40 anni di contributi, allora il rischio di una crisi di governo c'è».Che alternative proponete per rispondere alle richieste dell'Europa, evitando di toccare il sistema pensionistico? «Ci sono varie alternative, come la possibilità di vendere gli immobili di proprietà dello Stato e una revisione complessiva del sistema fiscale».Se cade il governo Berlusconi, siete disponibili ad altri esecutivi? «Se cade Berlusconi, vogliamo che si vada subito al voto. La Lega non vuole governi tecnici, non accetta compromessi. Sulla questione della riforma pensionistica - ripeto - la Lega non ha intenzione di cedere. E lo abbiamo già dimostrato in passato. Berlusconi se lo ricordi bene». Gianluigi Rava
mercoledì 19 ottobre 2011
BERGAMO SERA - 19/10/11 - SCONTRI A ROMA STUCCHI (LEGA): OPPOSIZIONE IRRESPONSABILE
ROMA — “Negli episodi terroristici che hanno messo a ferro e fuoco il centro di Roma, è davvero difficile stabilire con certezza dove finisce la protesta spontanea e legittima di molti giovani, e dove comincia invece la strumentalizzazione politica. Una cosa però è sicura: dinanzi a certe forme di contestazione, e alla loro degenerazione violenta e criminale, la polemica politica non dovrebbe nemmeno esistere per lasciare spazio all’esecrazione unanime”. lo ha detto il deputato bergamasco della Lega Nord Giacomo Stucchi. “Tentare di mettere in croce il governo in carica, come hanno fatto diversi esponenti dell’opposizione, per presunte responsabilità di quanto accaduto è da irresponsabili” ha concluso il leghista.
venerdì 14 ottobre 2011
BERGAMO SERA - STUCCHI: OPPOSIZIONE DISPOSTA ATUTTO PER FAR CADERE IL GOVERNO
“Bersani, Di Pietro e Fini, pur di vedere soccombere il governo e il premier, sono davvero disposti a tutto”. Lo afferma il deputato bergamasco della Lega Nord Giacomo Stucchi. Secondo il leghista, “non importa quali siano le conseguenze per il Paese, non importa la circostanza che l’alternativa al governo in carica sia il nulla, non importa la priorità delle misure economiche da adottare: niente di tutto questo può scalfire il disegno di vecchi e nuovi oppositori del governo che rimane quello di farlo cadere prima della scadenza naturale della legislatura. Il mandato parlamentare, che la Costituzione stabilisce essere di cinque anni, è evidentemente un periodo troppo lungo per certe forze politiche da molto tempo fuori dalla stanza dei bottoni”.
martedì 11 ottobre 2011
BERGAMO SERA - 11/10/11 - STUCCHI: LA SINISTRA AL GOVERNO? CI CREDONO SOLO LORO
“Abbiamo da tempo scelto la via democratica per realizzare le riforme e siamo determinati a portarle a termine. Il governo è in carica sino a quando ha la maggioranza in Parlamento, tutto il resto sono solo chiacchiere. Come quelle che vorrebbero la sinistra pronta a governare questo Paese. Più che una possibilità concreta a noi pare solo un auspicio dei diretti interessati”. Lo ha detto il il parlamentare bergamasco della Lega Nord Giacomo Stucchi. “Il Pd – aggiunge l’esponente del Carroccio – prima ancora che con i suoi alleati di Sel e Idv, deve trovare al suo interno l’accordo sulle cose da fare. Bersani, dopo le difficoltà avute in Parlamento per l’elezione di Mattarella a componente della Consulta, ha dovuto di nuovo penare per far eleggere il presidente dell’Anci Graziano Delrio, e adesso deve rispondere al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha rilanciato l’azione dei cosiddetti ‘rottamatori’. Ma sarebbe questa – conclude Stucchi – l’alternativa all’asse Bossi- Berlusconi?”.
lunedì 10 ottobre 2011
ECO DI BERGAMO - 10/10/11 - INFORTUNI IN CALO, AUMENTANO LE MALATTIE PROFESSIONALI
I dati Inail alla Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro Il presidente Anmil: la sicurezza deve essere un valore condiviso
I rappresentanti Anmil schierati in città per la 61ª Giornata per le vittime degli incidenti sul ... Francesco LamberiniSono stati 775.374 gli infortuni sul lavoro denunciati in Italia nel 2010, 980 i morti (in media tre al giorno) e 42.347 le malattie professionali. Questi i dati Inail resi noti ieri dall'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) durante la 61ª Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Nella nostra provincia il fenomeno resta preoccupante: lo scorso anno gli infortuni sul lavoro sono stati 14.886, quelli mortali 14. Nella triste statistica, la Bergamasca in Lombardia viene dopo Milano e Brescia. Queste le altre cifre, a livello nazionale, che quantificano i costi sociali ed economici: 832 mila persone con invalidità permanente; 14 milioni e 300 mila giornate di lavoro perse; cinque miliardi la spesa annua per gli indennizzi agli infortunati; tre miliardi e 400 milioni la spesa sanitaria annua per la cura di infortunati.L'appuntamento in città è iniziato alle 8,30 con la Messa nella chiesa di San Bartolomeo. Poi il corteo ha deposto una corona d'alloro alla Torre dei Caduti. Infine i partecipanti si sono ritrovati alla Camera di Commercio.Oltre al presidente provinciale dell'Anmil, Luigi Feliciani, e a una folta rappresentanza di associati, sono intervenuti Addolorata Malgieri dell'Inail, in rappresentanza della direttrice Maria Aurelia Lavore, e Amerigo Cortinovis, presidente del Coordinamento comitato provinciale Inail, Raimondo D'Avanzo in rappresentanza del Comune, Giorgio Luzzana dell'Asl, il segretario provinciale Cisl Ferdinando Piccinini, il consigliere regionale Pd Mario Barboni e il segretario regionale del Pd Maurizio Martina, gli assessori provinciali Silvia Lanzani ed Enrico Zucchi e gli onorevoli Alessandra Gallone, Nunziante Consiglio, Giacomo Stucchi e Giovanni Sanga.«Questa giornata – ha esordito Feliciani – intende rinnovare l'appello affinché la sicurezza sul lavoro diventi un valore condiviso, una ricchezza del nostro Paese e delle nostre aziende, una garanzia per i lavoratori e le famiglie. Un obiettivo raggiungibile con uno sforzo prima di tutto culturale, attraverso l'educazione delle nuove generazioni, la formazione continua alla prevenzione attraverso scuola e lavoro».«In realtà – ha aggiunto Malgieri – dal 2006 al 2010 è stata registrata una flessione del 27% degli incidenti denunciati all'Inail di Bergamo, passati da 20.098 a circa 15 mila. Per le malattie professionali, invece, è il contrario: stimabile in un più 17-20%». «Il calo degli infortuni – ha detto Zucchi – va probabilmente legato a un contesto occupazionale in grave difficoltà». L'appuntamento è finito con la consegna dei brevetti Inail e dei distintivi d'onore a 20 grandi invalidi.
I rappresentanti Anmil schierati in città per la 61ª Giornata per le vittime degli incidenti sul ... Francesco LamberiniSono stati 775.374 gli infortuni sul lavoro denunciati in Italia nel 2010, 980 i morti (in media tre al giorno) e 42.347 le malattie professionali. Questi i dati Inail resi noti ieri dall'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) durante la 61ª Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Nella nostra provincia il fenomeno resta preoccupante: lo scorso anno gli infortuni sul lavoro sono stati 14.886, quelli mortali 14. Nella triste statistica, la Bergamasca in Lombardia viene dopo Milano e Brescia. Queste le altre cifre, a livello nazionale, che quantificano i costi sociali ed economici: 832 mila persone con invalidità permanente; 14 milioni e 300 mila giornate di lavoro perse; cinque miliardi la spesa annua per gli indennizzi agli infortunati; tre miliardi e 400 milioni la spesa sanitaria annua per la cura di infortunati.L'appuntamento in città è iniziato alle 8,30 con la Messa nella chiesa di San Bartolomeo. Poi il corteo ha deposto una corona d'alloro alla Torre dei Caduti. Infine i partecipanti si sono ritrovati alla Camera di Commercio.Oltre al presidente provinciale dell'Anmil, Luigi Feliciani, e a una folta rappresentanza di associati, sono intervenuti Addolorata Malgieri dell'Inail, in rappresentanza della direttrice Maria Aurelia Lavore, e Amerigo Cortinovis, presidente del Coordinamento comitato provinciale Inail, Raimondo D'Avanzo in rappresentanza del Comune, Giorgio Luzzana dell'Asl, il segretario provinciale Cisl Ferdinando Piccinini, il consigliere regionale Pd Mario Barboni e il segretario regionale del Pd Maurizio Martina, gli assessori provinciali Silvia Lanzani ed Enrico Zucchi e gli onorevoli Alessandra Gallone, Nunziante Consiglio, Giacomo Stucchi e Giovanni Sanga.«Questa giornata – ha esordito Feliciani – intende rinnovare l'appello affinché la sicurezza sul lavoro diventi un valore condiviso, una ricchezza del nostro Paese e delle nostre aziende, una garanzia per i lavoratori e le famiglie. Un obiettivo raggiungibile con uno sforzo prima di tutto culturale, attraverso l'educazione delle nuove generazioni, la formazione continua alla prevenzione attraverso scuola e lavoro».«In realtà – ha aggiunto Malgieri – dal 2006 al 2010 è stata registrata una flessione del 27% degli incidenti denunciati all'Inail di Bergamo, passati da 20.098 a circa 15 mila. Per le malattie professionali, invece, è il contrario: stimabile in un più 17-20%». «Il calo degli infortuni – ha detto Zucchi – va probabilmente legato a un contesto occupazionale in grave difficoltà». L'appuntamento è finito con la consegna dei brevetti Inail e dei distintivi d'onore a 20 grandi invalidi.
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