«Trump ha
parlato chiaro. Ha richiamato tutti alle proprie responsabilità sui vari
problemi nel mondo». Così il senatore Giacomo Stucchi, presidente del Copasir,
ha commentato l’intervento del presidente degli Stati Uniti, ieri all’Assemblea
generale dell’Onu a New York, alla quale partecipa anche il parlamentare
bergamasco (foto). «In questi giorni – ha aggiunto Stucchi – avremo molti
incontri anche bilaterali con Paesi che con noi vogliono aumentare la sicurezza
nei cittadini sconfiggendo i terroristi. Domani (oggi per chi legge, ndr) tocca
ai leader europei. Mi auguro che Gentiloni sostenga la linea tracciata dagli
Usa». L’intervento del presidente del Consiglio all’Assemblea generale è
previsto per il primo pomeriggio di oggi.
mercoledì 20 settembre 2017
giovedì 31 agosto 2017
L'ECO DI BERGAMO - 31/07/17 - Verso il referendum Castelli lancia il «porta a porta»
Alla Berghèm fest, il
presidente regionale del comitato ha posto l’accento sul lavoro dei militanti «Non
è il referendum della Lega, è il referendum dei lombardi». Così il senatore
Giacomo Stucchi ha parlato, dal palco di Alzano Lombardo, di quello che - a più
voci - è stato definito un «appuntamento storico» (del 22 ottobre) per la
Lombardia e il Veneto. E, la serata pada-bardia potrà diventare «una Regione a Statuto speciale». Ha parlato
citando la Costituzione, spiegando alla platea che, con la vittoria del sì, si
apre la trattativa con il Governo per negoziare (così come previsto dalla
Costituzione), quattro materie esclusive:
«Giustizia di pace, tutela dei beni culturali, tutela dei beni ambientali, e
istruzione». E, la Lombardia, sulla bilancia della trattativa, ha il peso del
residuo fiscale: «56 miliardi – ha ribadito Galli – una rapina fiscale che non
ha eguali nel mondo». Castelli, certo che «vincerà il sì», ha ricordato quanto
sia importante la percentuale dei votanti: «Se Zaia e Maroni si presentano solo
con il 30% dei votanti il Governo ci snobba». Quindi «dobbiamo fare come i
testimoni di Geova, bussare a ogni porta». Sul territorio «sto raccogliendo il
sentimento favorevole all’autonomia», ha affermato Vanalli. Che ha puntato l’indice
sul Pd che «come facciata si schiera per l’autonomia, ma poi lavora per far
andare meno persone possibili a votare». Vanalli ha poi ribadito che il
referendum è, dal punto di vista economico, anche «una spinta: i soldi che
andranno a Roma, e vogliamo che siano sempre meno, dovranno rendere di più di
adesso». Galli ha poi sottolineato come le trattative (del passato) non abbiano
dato risposte positive per «l’ostruzionismo degli apparati burocratici romani»,
che temono la perdita di potere.
giovedì 24 agosto 2017
ECO DI BERGAMO - 24/08/17 - "L'ALLERTA E' MASSIMA MA A BERGAMO POCHE FORZE D'ORDINE
Allerta
terrorismo: livello 2. A Bergamo come in tutto il resto d’Italia. Allerta due
su una scala crescente: 2 è il massimo. Poi c’è il livello uno, che – nei
protocolli della sicurezza nazionale – affronta la fase post attentato. Non è
una novità che viene dalla strage sulle Ramblas di Barcellona: siamo a livello
2 dalla strage del Bataclan, Parigi, 13 novembre 2015. Significa che da allora
il sistema che garantisce la sicurezza della nazione è sempre rimasto ai
massimi. Ma non significa che sia da allora lo stesso: ogni giorno c’è un nuovo
potenziale scenario che va, sulla carta, affrontato, previsto. Oggi camion e
auto sulla folla, domani la Barbie-bomba su un volo. Oggi l’attacco a un
concertone o a un partitone, domani un attacco «cyborg » o «in remote» che il
terrorismo può scatenare senza nemmeno uscire di casa. Bergamo non è più al
sicuro di altre aree del Paese. Anzi. Nel senso che «il rapporto tra il numero
di abitanti e quello degli uomini e delle donne che si occupa di sicurezza,
nella nostra provincia è il più basso d’Italia». A tornare sulla «nuova»
allerta è Giacomo Stucchi, senatore bergamasco in quota Lega, presidente del
Copasir, il Comitato interparlamentare per la sicurezza nazionale, ponte di
raccordo tra i Servizi e, appunto, il Parlamento. Senatore, dobbiamo aver
paura? «Siamo pronti». Cosa significa? «Che gli scenari non sono cambiati da Barcellona, sono gli stessi
dal Bataclan, da Nizza, Bruxelles, Londra, Berlino. Il livello 2 di allerta contro
il terrorismo di matrice islamica prevede che potrebbe succedere anche in
Italia in qualsiasi momento. Ma anche che il sistema che garantisce la
sicurezza della nazione è, da tempo, al lavoro con il massimo impegno:
intelligence e forze dell’ordine stanno dando il massimo sforzo per non lasciar
cadere niente: ogni segnalazione, ogni pista, ogni sospetto, ogni informazione viene
vagliata e “organizzata” per passare eventualmente all’azione. Il massimo però
non significa che sia sufficiente». Spieghi. «Che ci sono mille modi per fare un attentato
terroristico. Finora tutto ciò che è stato fatto ha funzionato». Significa che ci siamo
andati vicino? «Nessuna progettualità concreta. Finora. C’è stato chi ci ha
pensato, ma è subito stato individuato». Perché, come si chiedono in molti, in Italia finora
non è successo? Ha funzionato l’apparato della sicurezza o c’è anche altro? L’Italia
solo Paese di transito, pié «accogliente»? Perché? «Diciamo che in
Italia chi si occupa di sicurezza nazionale ha lavorato anche sulla base di un
back ground ben preciso: ricordiamo gli Anni di piombo, il terrorismo in casa
noi l’abbiamo già avuto e l’abbiamo combattuto. Quindi, al controllo capillare
del territorio e a un sistema informativo che funziona siamo abituati. Certo,
oggi i soggetti da controllare aumentano di giorno in giorno, e gli uomini in
campo per farlo sono sempre gli stessi. Il numero è sempre lo stesso». A proposito, Bergamo. L’altro
giorno il prefetto ha sollecitato i sindaci sull’allerta terrorismo. «La provincia di
Bergamo è in fondo alla classifica nazionale per numero di forze dell’ordine
rispetto agli abitanti. I sindaci non possono fare nulla, non hanno alcun
numero da mettere in campo. È al Governo che si deve chiedere ». Ma noi, sul fronte potenziali
attacchi terroristici, come siamo messi? «Come tutti gli altri. Quindi non dirò
nessun target in particolare. Luoghi affollati, grandi eventi, luoghi di
aggregazione è chiaro che sono “prede” ideali per chi punta a seminare il
terrore. Ovvio, lo scalo di Orio,ovviamente presidiatissimo. Però, ripeto,
Bergamo come ovunque». Barriere e fioriere, servono? «Servono. Certo, troverei assurdo quel che
ho visto un anno fa a Bruxelles dove entrare ai Mercatini era come stare in
zona di guerra. Allora no. Servono, ma - e ripeto cose che vedono tutti – ci
sono mille modi per fare un attentato. Io non credo che dietro Barcellona ci
sia una regia “forte”: Daesh ha perso Raqqa e da là grandi direttive “dirette” non
ne arrivano più. Ma l’eredità del jihad germina ovunque e, più o meno,
imprevedibilmente». L’imam Es Satty che sarebbe stato l’ispiratore della cellula dei
ragazzini di Barcellona era già noto e, pare, espulso, quando un giudice ha
deciso che poteva restare in Spagna. Come stiamo in Italia a legislatura in
merito? «Capo primo, se uno dall’Italia viene espulso per motivi di
sicurezza nazionale, in Italia non torna più. Detto questo, alla luce di quel
che succede, va aumentata la casistica dei reati che portano all’espulsione dal
Paese: sono solo 70. Un soggetto che pubblicamente sul web inneggia all’Isis,
va mandato a casa». I social amplificano l’allarme e anche se l’altro giorno un’analisi
stimava – con un necessario cinismo - che il terrorismo di matrice islamica sta
mietendo sempre meno vittime dunque si sta indebolendo, l’impressione non è
certo quella. Cosa dobbiamo fare? «Niente di più, niente di meno di ciò che s’è
sempre fatto. Occhi aperti, con la
certezza che in Italia contro il terrorismo si fa il massimo». Quindi? «Quindi, siamo
pronti»..
lunedì 24 luglio 2017
LA PROVINCIA - 24/07/17 - SCANNABUE Centro sportivo ‘Festa del toro"
Le sezioni di Palazzo Pignano e di Bagnolo Cremasco della Lega nord organizzano la terza edizione della ‘Festa del toro’, che si terrà a Scannabue, al centro sportivo San Giovanni di via dello Sport, nelle giornate di lunedì 31 e martedì primo agosto. Alla prima serata, sono attesi il cantante Ivan Cardia ed il tenore Matteo Tiraboschi; alla seconda Paolo Palladini e la sua band. Tra i numerosi ospiti, si segnalano i parlamentari Angelo Ciocca (eurodeputato), Guido Guidesi, Christian Invernizzi, Giacomo Stucchi, Silvana Comaroli e Stefano Candiani, ma anche l’assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini e i consigliere regionali Fabrizio Cecchetti e Pietro Fioroni. Molti anche i sindaci invitati all’appuntamento.
martedì 27 giugno 2017
L' ECO DI BERGAMO - 27/06/17 - LA RISPOSTA DEI POLITICI TRA INFORMAZIONE E NO ALLA LEGALIZZAZIONE
«Pensare
di legalizzare le droghe leggere è folle». Dalla presentazione a Treviglio dei risultati
della quarta campagna di monitoraggio dei consumi delle sostanze stupefacenti
nella Bassa Bergamasca, è arrivata la dura presa di posizione del senatore della
Lega Giacomo Stucchi contro i progetti di legge che propongono la
legalizzazione della cannabis. Progetti «a cui io – ha continuato Stucchi –
sono contrario
perché credo che siano l’opposto di quello che serve come riposta di un Stato
serio circa la problematica delle tossicodipendenze». Stucchi ha motivato la
sua posizione citando anche esperienze di amici che hanno avuto problemi di
droga e hanno iniziato la loro storia di tossicodipendenza partendo proprio dal
consumo di
droghe leggere. Stupefacenti che, a suo avviso, vanno viste come un primo passo
al consumo
di sostanze pesanti. Proprio la campagna di monitoraggio ha evidenziato che
oltre alla cannabis, per la quale si è registrato un aumento del 47%, anche il
consumo di cocaina e eroina è cresciuto o, meglio, raddoppiato. Del ritorno dell’eroina
il deputato del Pd Elena Carnevali, anche lei presente ieri alla presentazione
dei risultati della campagna di monitoraggio, si è detta molto preoccupata:
«Perché non c’è abbastanza consapevolezza della sua gravità». A suo dire,
fra i giovani non c’è abbastanza consapevolezza «nemmeno sui rischi neurologici
che il consumo di stupefacenti provocano. E alla diffusione di questa
consapevolezza tutti devono collaborare, dalle scuole, alle famiglie, dalle
comunità alle associazioni fino alle forze dell’ordine». Non tutti, però, hanno
anche coscienza delle dimensioni della
problematica del consumo di droghe sul territorio. Secondo il
consigliere regionale di Area popolare-Ncd Angelo Capelli, ben vengano
iniziative come la campagna di monitoraggio promossa dall’Aga. «Quello che – ha
continuato Capelli
– ancora oggi è sottovalutato dalla stragrande maggioranza della popolazione è
come i ragazzi siano facilitati a incontrare le droghe e farne uso. Il motivo è
che gli spacciatori puntano soprattutto ad agganciare loro perché sono più
fragili e garantiscono un tempo di consumo prolungato. Le scuole se ne devono
rendere conto e hanno il dovere morale di affrontare in maniera professionale
questo tema». Per il sindaco di Treviglio Juri Imeri, a cui ieri è spettato l’ultimo
intervento, è di conseguenza venuto il momento di «serrare i ranghi» sulla
prevenzione. L’Ats ha rilevato che non in tutte le scuole trova collaborazione nell’applicare
i suoi programmi di prevenzione. «Se siamo tutti d’accordo che questi programmi
sono necessari – ha concluso Imeri – allora li dobbiamo rendere obbligatori.
Altrimenti, a
furia di lasciare discrezionalità, buonismo e libertà, tra due anni a
commenteremo dati
ancora peggiori sui consumi di droghe nel territorio ».
martedì 23 maggio 2017
BERGAMO NEWS - 23/05/17 - Attentato Manchester, Stucchi (Copasir): “Orrore senza precedenti”
“L’aver preso di mira dei ragazzini per instillare nelle nostre società il terrore deve spronare l’Occidente a fare tutto il possibile per prevenire i rischi di simili attentati"
“Sono vicino al Governo britannico, ai cittadini e ai familiari delle vittime della strage terroristica di Manchester. Sia che si tratti di un lupo solitario sia di una rete più strutturata, la matrice terroristica dell’attentato ha raggiunto un livello di orrore senza precedenti”.Così in una nota il Presidente del Copasir, senatore Giacomo Stucchi. “L’aver preso di mira dei ragazzini per instillare nelle nostre società il terrore – continua Stucchi – deve spronare l’Occidente a fare tutto il possibile per prevenire i rischi di simili attentati; e tutto questo non può che passare da una maggiore collaborazione tra le strutture di intelligence nella comune lotta a qualsiasi forma di terrorismo”.
sabato 6 maggio 2017
BERGAMO NEWS - 06/05/17 - CURNO, ECCO I 12 CANDIDATI CONSIGLIERI DEL CENTRODESTRA
Presentati a Curno i 12 candidati consiglieri del Centrodestra che sostengono Giovanni Locatelli, candidato Sindaco di “Obiettivo Curno”, la lista di Centrodestra che riunisce Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e “Curno Oltre”.“Dodici persone – afferma Locatelli – provenienti sia dai gruppi politici che costituiscono l’alleanza del Centrodestra al completo sia dalla società civile e con le loro competenze potranno fare la differenza e sono già abituati al gioco di squadra”.Ecco chi sono i candidati consiglieri: Emanuele Artina, 51 anni, manager di prodotto; Marco Belotti, 38 anni, designer grafico; Francesca Bugini, 48 anni, consulente; Paolo Cavagna, 24 anni, termotecnico; Fausto Corti, 69 anni, ingegnere; Roberto Dolci, 48 anni, tecnico manutentivo; Maria Antonietta Innocenti, 57 anni, Assistente Medica; Elena Locatelli, 29 anni, geologa; Federico Mattei, 20 anni, meccanico elettrauto; Lorenzo Peruta, 46 anni, agente di commercio; Francesca Tamanza, 66 anni, amministrativa; Marco Tironi, 54 anni, agente di commercio.All’incontro di presentazione, venerdì 5 maggio, erano presenti Paolo Franco (Coordinatore Provinciale di Forza Italia), Daniele Belotti (Segretario Provinciale della Lega Nord), Daniele Zucchinali (Responsabile provinciale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale) e i parlamentari Gregorio Fontana (Forza Italia) e Giacomo Stucchi (Lega Nord). La lista, per come è composta, ha due grandi valori aggiunti – dichiara Giovanni Locatelli -. I candidati rappresentano tutte le sensibilità politiche del Centrodestra e quindi la pluralità di esigenze dell’elettorato. In più hanno esperienze professionali, di formazione e di vita differenti, potendo così portare punti di vista non univoci. Nello stesso tempo, sono già ben rodati grazie agli anni di lavoro nei gruppi che hanno dato vita ad “Obiettivo Curno”, quindi sono più che abituati al gioco di squadra: questo per me è un aspetto essenziale, perché vuol dire che sono orientati al fare”.“Se mi dovessero chiedere tre parole per definire questa squadra – aggiunge Marco Belotti, Segretario comunale della Lega Nord – io non avrei dubbi: sceglierei coesione, impegno, competenza. Creare una squadra che abbia queste caratteristiche, non è per niente semplice, credo che ci siamo riusciti e per me questo è fonte di grande orgoglio. Nessuno di noi è in grado di promettere i miracoli ai cittadini di Curno, ma devono essere certi che per noi verranno sempre al primo posto. Prima la nostra gente”.“Per Forza Italia questa lista è la realizzazione di anni di lavoro: un Centrodestra unito e compatto che mettesse al primo posto tematiche vitali per i cittadini – sottolinea Marco Tironi, membro del Comitato direttivo comunale Forza Italia Curno – Ne cito tre. La sicurezza, rispetto alla quale il Sindaco uscente Serra ha negato l’esistenza di un’emergenza microcriminalità quando c’è gente che in pochi mesi ha ricevuto tre o quattro sgradite visite notturne. Il tema della moschea, in merito a cui valgono tutte le preoccupazioni sull’incolumità dei cittadini preso atto delle visite frequenti che le Forze dell’Ordine fanno a quella già esistente. E infine l’ambiente, per cui fa specie vedere che quelli che dovrebbero essere gli ecologisti stanno cementificando il territorio”.“Non sempre diamo l’uso del simbolo nelle elezioni comunali, perlopiù seguiamo la politica di lasciare che in ogni comune si presentino liste civiche – evidenzia Paolo Franco, Coordinatore Provinciale di Forza Italia – Per Curno la situazione è diversa: l’opera di ricompattazione delle forze politiche di Centrodestra che è stata fatta è un buon viatico per un buon lavoro nei prossimi anni. Ma non c’è solo questo: visto quanto si sta progettando a Curno è importante far capire che tutto il Centrodestra, a tutti i livelli, è unito nel combattere le scelte scellerate della Sinistra”.“Vogliamo che Curno resti Curno e non Curnestan, come vuole la Sinistra. La giunta Serra-Gamba ora vuole la maxi moschea e magari tra qualche tempo asseconderà i suoi amici islamici anche sulle classi separate e sul menù musulmano a scuola?”» dice il Segretario Provinciale della Lega Nord Daniele Belotti.“Fratelli d’Italia-AN esprime piena soddisfazione per la scelta del candidato Sindaco di Curno, Giovanni Locatelli, che ha saputo ricompattare l’intero Centrodestra – rimarca Daniele Zucchinali, Responsabile provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – Il fatto stesso che il programma sia già disponibile è indice di serietà e compattezza della coalizione. Mentre il Sindaco uscente si premura di lasciare in eredità una maxi moschea di portata provinciale, il Centrodestra si impegna su riduzione fiscale e apertura di nuovi spazi e servizi per i cittadini di Curno”.Il deputato Gregorio Fontana (Forza Italia) ribadisce: “l’importanza del Centrodestra unito, sia nei valori sia nelle comuni battaglie che ci legano, e che porta in dote l’esperienza di governo della Regione Lombardia e delle tante realtà locali nelle quali il Centrodestra è sinonimo di buongoverno. L’obiettivo è strappare Curno alla Sinistra per riportare al centro dell’azione amministrativa gli interessi dei cittadini”.“La sfida di Curno rappresenta per la Lega bergamasca una battaglia da vincere assolutamente – conclude Giacomo Stucchi, parlamentare della Lega Nord – Vogliamo mandare a casa la Sinistra per riportare al governo della comunità un gruppo di persone che ha ben chiare le vere priorità amministrative e quali interventi attuare per aiutare la nostra gente”.
Iscriviti a:
Post (Atom)