mercoledì 21 dicembre 2016

BERGAMONEWS - 21/12/16 - ATTENTATO A BERLINO, ALLERTA ANCHE IN ITALIA: “SEGNALATE QUALSIASI STRANEZZA"

“Il nostro lavoro d’indagine per prevenire è costante, ma sono fondamentali anche le segnalazioni dei cittadini”. È l’appello lanciato dal senatore bergamasco Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), dopo l’attentato di Berlino della serata di lunedì 19 dicembre, quando un camion si è schiantato sulla folla di un mercatino natalizio, provocando 12 morti e 48 feriti. È solo l’ultimo degli attentati che hanno colpito l’Europa negli ultimi mesi. E adesso, anche in Italia, cresce la pura. Dopo la riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo presieduta al Viminale dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, è stata diramata una direttiva a tutti i prefetti e questori per chiedere di “rafforzare i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone in occasione dello svolgimento di eventi o cerimonie previste per le prossime festività natalizie nonché verso luoghi che notoriamente registrano particolare afflusso di visitatori”.  Diversi i luoghi sensibili anche in Bergamasca, dall’aeroporto di Orio, alle stazioni ferroviarie, fino ai centri commerciali. Ai quali vanno ad aggiungersi i mercatini natalizi, come quello di Berlino, allestiti in questo periodo dell’anno.“Il rischio zero ormai non esiste in nessun posto – spiega l’onorevole Giacomo Stucchi – ma quanto non ci deve portare a cambiare i nostri comportamenti e le nostre abitudini. Il lavoro d’indagine per prevenire questi episodi è minuzioso, ma non è possibile prevedere tutto. I cittadini possono dare una mano agli inquirenti, segnalando ogni situazione anomala che riscontrano. È sempre meglio avere una segnalazione in più, magari esagerata, che una in meno e poi dover fare i conti con una tragedia. Comunque, ripeto, non fatevi condizionare e continuate a vivere normalmente”.

lunedì 5 dicembre 2016

BERGAMO NEWS - 05/12/16 - I COMMENTI Stucchi, Lega: “Elezioni ad aprile”, Gregorelli, M5S: “Subito al voto”, Misiani: “Il Pd deve ricompattarsi”

“Elezioni ad aprile” per il senatore Giacomo Stucchi, Lega Nord. “Subito al voto” gli fa eco Fabio Gregorelli, capogruppo in Consiglio Comunale a Bergamo per il Movimento 5 Stelle. Ad urne chiuse e con le prime proiezioni che consacrano la vittoria del No i politici bergamaschi commentano. C’è chi rilegge gli errori della lunga campagna referendaria, chi chiede elezioni anticipate, chi osserva il dato di Bergamo città con il Sì vincitore (una piccola enclave che regge lo tsunami referendario).“I due dati che emergono da questo referendum sono l’alta affluenza alle urne e la vasta partecipazione dei cittadini agli incontri in preparazione – osserva l’onorevole Elena Carnevali, Partito Democratico -. Spiace che alla fine sia stato trasformato come un referendum sull’operato del governo Renzi e non si sia entrati nel merito della riforma. Una riforma che da tempo il nostro Paese necessita. Spiace: è un’occasione mancata”. Per l’onorevole socialista Pia Locatelli: “Si è ridotto il referendum ad una lotta politica, ma così facendo si è persa un’occasione. Chi passa all’incasso sono soprattutto i grillini. Per la riforma della costituzione, noi socialisti, avevamo proposto di creare una costituente che non si riducesse ad una battaglia politica. Si è scelta una via legittima ma più impervia e soprattutto legata all’attività di governo”. La lunga notte dello spoglio raccoglie anche il commento del senatore del Carroccio Giacomo Stucchi che non usa mezzi termini: “La gente ha bocciato una politica lontana da loro, una riforma sulla quale si è perso tempo. Questo Paese va riformato, ma per farlo serve un’ampia base di condivisione. Va riformato, abolendo il bicameralismo perfetto, ma va fatto con criterio. I dati che emergono dallo spoglio è che il 75% dei giovani ha votato No, segno che si sentono tagliati fuori, esclusi dalle scelte politiche di questo paese”. Osservando il dato che emerge dalle urbe, il capogruppo del M5S a Palazzo Frizzoni, Fabio Gregorelli afferma: “In città ha vinto il Sì, segno che il sindaco Gori, grande comunicatore, è stato bravo e capace di vendere un prodotto che nel resto d’Italia e anche in provincia non ha funzionato e non funziona. Il dato dell’affluenza, in particolare di Bergamo, è segno di un risveglio e di una voglia di partecipazione che fa ben sperare in futuro. L’augurio che continui così”.L’assessore regionale Claudia Terzi, Lega Nord dichiara: “Questo referendum è stato sentito da tanti, in particolare dai giovani. Ho raccolto le loro insoddisfazioni ai gazebo, nei mercati, al bar. C’era un senso di protesta e di disagio contro questo governo che li ha dimenticati. In merito alla riforma, poi, in molti hanno giustamente temuto che accentrare servizi come la sanità a Roma avrebbe voluto dire perdere quei virtuosismi che la Lombardia offre e garantisce ai propri cittadini”.L’assessore all’Innovazione del Comune di Bergamo, Giacomo Angeloni: “Credo che ci siano degli errori su questo referendum, il primo e fondamentale è quello di averlo politicizzato. Se Gori ha convinto è segno che l’Amministrazione Comunale governa bene, i servizi funzionano, le buche per le strade vengono chiuse e c’è l’attenzione nei confronti dei cittadini. Gori è stato premiato perché è un politico che ha mantenuto e mantiene le sue promesse. La riforma, seppur perfettibile, avrebbe spinto in avanti il Paese, ma il popolo sovrano ha deciso di fermarsi esprimendo la sfiducia sul governo quando si stava parlando di riforma costituzionale”. Se il Sì regge a Bergamo si deve andare a cercare chi ha lavorato sodo sul territorio: il Comitato Bergamo per il Sì. L’avvocato Ernico Felli, tra i promotori del Comitato, se da una parte non nasconde la delusione sul dato nazionale con la vittoria del No, afferma: “Abbiamo lavorato bene e riportato la passione nella politica, rinvigorendo la discussione e il confronto tra i cittadini. Renzi aveva aperto la sua campagna referendaria proprio a Bergamo. Devo ringraziare tutti coloro che si sono impegnati nei tantissimi appuntamenti per la promozione e per far conoscere nel merito la riforma costituzionale”.“Dobbiamo garantire l’approvazione della Legge di Bilancio, poi serve una Legge elettorale per la Camera e per il Senato – commenta l’onorevole Antonio Misiani, Pd -. La fine naturale della legislatura sarebbe nel febbraio 2018, poi la facoltà di sciogliere le Camere spetta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che verificherà le condizioni della maggioranza in Parlamento”.Alla domanda “Se incontrasse Bersani o D’Alema, dopo il voto di questa sera, che cosa direbbe loro?”. Misiani non ha dubbi e risponde: “Profonda amarezza. Martedì la segreteria del Partito si riunirà, il compito che ora ci aspetta è ricompattare le diverse anime”.

mercoledì 30 novembre 2016

BERGAMO NEWS - 30/11/16 - SONO IN SIRIA, RISCHIO L'ESECUZIONE. LO STRANO RAPIMENTO DEL 56ENNE DI SARNICO

Un video in un campo di ulivi e parecchi dubbi. È avvolta nel mistero la vicenda di Sergio Zanotti, 56enne nato a Marone (in provincia di Brescia) e residente a Sarnico, sempre sul lago d’Iseo. L’uomo, divorziato e padre di due figli piccoli, secondo quanto racconta lui stesso in un video diffuso in rete dal sito russo Newsfront, da sette mesi sarebbe prigioniero in Siria. Nel filmato, in cui è inginocchiato, chiede aiuto alle istituzioni italiane: “Mi chiamo Sergio Zanotti e da sette mesi sono prigioniero qui in Siria. Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione”. Le immagini online lo mostrano con una lunga barba e vestito con una tunica bianca, in ginocchio all’aperto tra alcuni ulivi. Alle sue spalle un uomo, vestito di nero e con il volto coperto, che imbraccia un fucile mitragliatore. L’uomo tiene in mano un cartello con una data, apparentemente il 15 novembre 2016. In un’altra foto postata dallo stesso sito il presunto ostaggio è in piedi, scalzo, in mano ha lo stesso cartello. Fonti della Farnesina parlano di un caso di rapimento piuttosto strano, non per forza legato a un atto di terrorismo. Nessun gruppo tra quelli conosciuti avrebbe infatti rivendicato il gesto. Zanotti potrebbe essere prigioniero di un clan armato non identificato, anche se nessun riscatto sarebbe ancora stato chiesto. Un’altra anomalia starebbe nel fatto che, secondo fonti investigative, “nessuno ha denunciato la scomparsa dell’uomo”. Dubbi confermati dal senatore bergamasco Giacomo Stucchi, presidente del Copasir: “La situazione al momento è molto riservata – le parole di Stucchi – , posso solo dire che stiamo lavorando da alcuni giorni per verificare cosa sia successo. Le uniche certezze sono quel video e un cittadino che manca dall’Italia. Per il resto non mi sbilancio”. I familiari di Zanotti hanno invece raccontato che l’uomo aveva programmato il viaggio in Turchia nell’aprile scorso. Ma quando si sono perse le tracce, a maggio, ne era stata denunciata la scomparsa. Gli investigatori stanno ricostruendo i movimenti di Zanotti che, alcuni mesi fa, era partito dall’Italia per la Turchia, dove si sono perse le sue tracce. Su Facebook i suoi interventi sono rimasti fermi allo scorso marzo. Ma chi è Sergio Zanotti? Di lui si sa che è nato nel 1960 a Marone, in provincia di Brescia. Sulla sua pagina Facebook dichiara di essere divorziato, di vivere a Sarnico dove svolge il mestiere di libero professionista (ma la sua impresa edile è stata dichiarata fallita, e ha avuto dei precedenti per evasione fiscale). Il video in cui appare Zanotti è stato postato su Facebook il 21 novembre dall’utente Almed Medi, sul cui profilo social (probabilmente falso) si legge che è di Milano, che si è laureato a Milano e vive a Napoli. Il sito russo Newsfront avrebbe preso il video da questo post.

lunedì 14 novembre 2016

BERGAMO SERA - 14/11/16 - ARRESTO RECLUTATORE ISIS: STUCCHI SI COMPLIMENTA CON L'INTELLIGENCE

“Desidero esprimere il mio compiacimento per l’operazione antiterrorismo che ha portato all’arresto in Sudan del terrorista tunisino Moez Fezzani”. Così in una nota il presidente del Copasir Giacomo Stucchi.“L’intensa e proficua attività svolta dalla nostra intelligence in collaborazione con altri Paesi – continua il senatore bergamasco della Lega Nord – ha avuto un ruolo di rilievo nell’operazione, contribuendo a scongiurare la possibilità che un soggetto particolarmente pericoloso per la sicurezza di tutti i cittadini occidentali potesse continuare a rimanere ancora a piede libero”.

sabato 29 ottobre 2016

BERGAMO POST - 29/10/16 - DUE BUONE NOTIZIE SU ITALCEMENTI

Una settimana esatta dopo l’invio della lettera, il Governo ha risposto. Il 21 ottobre, le RSU Italcementi della sede centrale e della cementeria di Calusco, i sindacati di categoria FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo, i segretari generali provinciali di CGIL, CISL e UIL, ma anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il presidente della Provincia Matteo Rossi e nove parlamentari bergamaschi (Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Giuseppe Guerini, Franco Bordo, Pia Locatelli, Roberto Calderoli, Giacomo Stucchi e Gregorio Fontana), avevano inviato una lettera aperta al premier Matteo Renzi, al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, per chiedere che venisse, nel più breve tempo possibile, definita la proroga della cassa integrazione straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement. Il 28 ottobre, nell’ambito dell’incontro tenutosi alla Borsa Merci della Camera di Commercio di Bergamo, il Governo, nella persona del ministro Calenda collegato in videoconferenza, ha risposto alle richieste avanzate dai sindacati e dalle autorità del capoluogo orobico. E, finalmente, sono state risposte positive. Sì alla proroga della cassa integrazione. Dopo essersi scusato per non aver potuto presenziare fisicamente all’incontro, il ministro ha confermato a Luciana Fratus di FILLEA-CGIL, Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL e Danilo Mazzola di FILCA-CISL la volontà del Governo di concedere a Italcementi la proroga della cassa integrazione straordinaria fino al dicembre 2018 applicando l’articolo 42, procedura “d’emergenza” prevista appositamente per casi di rilevanza nazionale ed eccezionali. Ancora niente di certo e di ufficiale, ma Calenda è stato chiaro nel dire che l’impegno c’è. Un sospiro di sollievo per i lavoratori e i sindacati stessi, che più volte hanno sottolineato l’impossibilità del sistema di reggere l’urto degli oltre 400 esuberi annunciati nell’aprile scorso da Heidelberg in concomitanza alla presentazione del Piano industriale. Investimenti per salvare l’i.Lab. Ma c’è di più. Proprio attraverso le pagine del nostro settimanale uscito in edicola il 21 novembre, i sindacati si erano detti molto preoccupati dalla possibilità che la multinazionale tedesca decidesse di non investire ulteriormente su un settore che, negli ultimi anni, era stato il fiore all’occhiello di Italcementi, ovvero la ricerca. La preoccupazione, infatti, era che l’iLab al Kilometro Rosso venisse “svuotato”. Heidelberg, che fino a un anno fa non aveva alcun centro di ricerca, ora ne sta costruendo uno in Germania e dall’iLab era stato fatto sapere che è da mesi che non si lavora a nuovi progetti. Insomma, tutti gli indizi lasciavano pensare a un disinvestimento sul suolo italiano per trasferire brevetti, know how e, di conseguenza, anche forza lavoro oltreconfine. Ma anche su questo punto il ministro Calenda ha rassicurato i sindacati: il Mise, infatti, si è detto disponibile a mettere risorse sull’i.Lab (oltre che su un impianto produttivo del Sud) congiuntamente al Gruppo. Come riportato da L’Eco di Bergamo, si tratterebbe di un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro che salvaguarderebbe buona parte della forza lavoro al momento a rischio. Anche in questo caso, numeri certi e ufficiali non ci sono ancora, ma il fatto che il Governo si sia esposto pubblicamente attraverso la figura del ministro Calenda tranquillizza, e non poco, sindacati e lavoratori.Un lumicino di speranza. Le sigle sindacali si dicono soddisfatte. Mancin spiega che «si tratta di un messaggio importante. Dopo il buio delle ultime settimane, questo è un lumicino di speranza». Certo, resta l’amarezza per non esser riusciti a evitare la decisione di Heidelberg di tagliare ben 400 posti di lavoro soltanto a Bergamo («Su questo punto i margini di trattativa sono inesistenti», ammette Mancin), ma le rassicurazioni fornite da Calenda sono la risposta che si sperava arrivasse alla lettera della scorsa settimana. Ora si attendono i prossimi incontri, già fissati, a livello nazionale perché gli annunci si trasformino in fatti. Ma per la prima volta dopo mesi, il caso Italcementi ottiene la prima pagina grazie a due buone notizie.

venerdì 7 ottobre 2016

CRONACHE FERMANE.IT 07/10/16 - STUCCHI: DAL "NO AL REFERENZIUM" ALL'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER IL VERDE MARE

Il senatore della Lega nord, dopo la conferenza stampa per il no alla consultazione popolare, ha incontrato il titolare del campeggio sequestrato: "Stiamo valutando se fare un'interrogazione parlamentare sul caso specifico. Ora studierò bene la vicenda"  Questa sera, alle 18, al bar pasticceria Mazzaferro di Porto San Giorgio è arrivato il senatore Ln Giacomo Stucchi. Ad attendere il presidente del Copasir i consiglieri regionali Marzia Malaigia e Sandro Zaffiri, il segretario regionale Luca Paolini, il presidente regionale Giordano Giampaoli, il commissario provinciale Milco Mariani e il coordinatore comunale del Carroccio, Fabio Senzacqua. Oggetto della conferenza stampa? Tutti i perché del no al referendum sulla riforma costituzionale. “Domani dalle 9 alle 12 saremo anche in piazzetta Silenzi per spiegare a tutti perché votare no al referendum, o meglio referenzium – l’introduzione, con la spiegazione di Senzacqua del gioco di parole che associa la consultazione popolare al cognome del premier – quello del 4 dicembre sarà un voto importante anche per mandare un chiaro messaggio al Pd, anche qui a Porto San Giorgio, visto che nel 2017 si vota per le comunali”. “Siamo chiamati al voto – è il turno di Malaigia – per una riforma referenziaria. Il presidente del Consiglio, non eletto, prima ci ha detto che si risparmierà un miliardo di euro. Poi, quando qualcuno gli ha fatto notare che stava dicendo una balla, è tornato sui suoi passi. Bisogna votare no anche per bocciare un governo che ha condotto in maniera disastrosa l’Italia. Hanno fatto crollare le politiche sociali, tagliano i servizi essenziali. E poi si inventano un referendum per togliere le attenzioni da problemi veri come il lavoro che si tramutano anche in suicidi. Parliamo dell’approccio del Pd al terremoto? Minimizzano tutto inventandosi anche il cratere sismico in cui rientrerebbero solo 17 Comuni quando invece il sisma ha investito tre province. Stanno affossando quelle zone che vivono di turismo di ritorno. Io ho chiesto anche che l’area montana dei Sibillini fosse inserita nel piano cinematografico della Regione…proposta bocciata”.La Costituzione – aggiunge Giampaoli – è nata per renderci liberi. Invece questi vogliono un uomo solo al comando. Uno schema del genere in passato ha fatto tanti, troppi danni. Renzi vuole solo aumentare il centralismo. Stanno allontanando i nostri giovani dall’Italia. E li stanno sostituendo con gli “amici” africani”. “Quella del 4 dicembre sarà una battaglia di libertà ancor più decisiva delle elezioni. Se passa il sì – le parole di Paolini – viene stravolta la natura del paese. Toglieranno gli organismi di controllo e finiranno per controllare tutto, dal presidente della Repubblica alla Corte costituzionale. Siamo dinanzi a un sistema di scatole cinesi. E sapete, sul Senato, quanto si risparmierà alla fine? Dai 40 ai 50 milioni di euro, insomma un F35. L’unica norma che Renzi doveva inserire, quella antiribaltoni, non l’ha messa”. “E’ una presa in giro già dal titolo che è diverso dai contenuti – conclude Stucchi – rimarremo con un bicameralismo zoppo. Non si va incontro alle volontà dei cittadini. Ma d’altronde cosa potevano fare un presidente, una maggioranza e un programma non scelti dagli italiani? E’ necessario che si voti con coscienza e consapevolezza. Mi spieghino come mai i mentori della sinistra, quando bocciavano le nostre proposte erano saggi e oggi, visto che criticano aspramente questo referendum, non lo sono più. Sarà un referendum su Renzi quindi votare no contro il contenuto della riforma e contro il governo”. Poi la notizia per il locale che tanto locale non è più. A fine conferenza stampa, infatti, Stucchi, Paolini e Senzacqua si sono appartati con Felice Chiesa, il titolare del Verde Mare sequestrato dalla Finanza per lottizzazione abusiva. Una lunga chiacchierata. “Sì – ammette Stucchi – stiamo valutando se fare un’interrogazione parlamentare sul caso specifico. Ora studierò bene la vicenda”.

lunedì 1 agosto 2016

ECO DI BERGAMO - 01/08/16 - "SERVONO PIU' RISORSE, UOMINI E MEZZI"

Lo sviluppo delle tecnologie è velocissimo, le persone e i luoghi da controllare aumentano ogni giorno e bisogna trovare più risorse, uomini e mezzi se vogliamo stare al passo con la lotta al terrorismo". A dirlo è Giacomo Stucchi, bergamasco presidente del Copasir. Dall'inizio del 2015 a oggi sono 103 gli espulsi dal ministro Alfano con proprio decreto, tra cui 9 imam. "E' uno strumento previsto dall'ordinamento giudiziario fin dal 2005 che prevede l'espulsione coattiva con rimpatrio immediato e divieto di reingresso, per motivi di sicurezza, di quei soggetti ritenuti attigui ad ambienti radicalizzati e che sostengono la jiad. Il provvedimento vale per tutta Europa ed è una misura preventiva e rapida, mentre nei casi più complessi si va avanti nelle indagini ei tempi sono ovviamente più lunghi". Dopo gli ultimi attentati i controlli sono aumentati? "C'è un monitoraggio di tutte le realtà in cui c'è un'alta presenza islamica. Non si pensi solo alle moschee, che sono meno difficili da osservare, ma a tutti quei luoghi da controllare in quanto siti di ritrovo abituale di cittadini islamici in cui può essere veicolato il messaggio positivo verso la jiad, dai sottoscala ai bar, dai negozi etnici ai centri culturali. I controlli avvengono utilizzando vari mezzi, tecnologici o umani, e servono per capire quanto accade e ciò che viene detto riservatamente". C'è collaborazione da parte del mondo islamico? "Non è ancora sufficiente. Quando qualcuno, ad esempio, condanna ufficialmente un attentato e prende le distanze, c'è chi dice che non è d'accordo - e in quel caso è giusto andare subito ad approfondirne la conoscenza - ma ce ne sono tantissimi che stanno in silenzio. E questo mi preoccupa, perchè il silenzio è sempre ambiguo". Molti attentatori sono "addestrati dal web e la propaganda passa più dai social che dalle moschee. "Facciamo sforzi enormi ma la sfida è impari perchè lo sviluppo delle tecnologie è velocissimo. Per stare al passo dobbiamo avere più risorse, la mole di persone e di luoghi da controllare è aumentata e non si può più fare lo stesso lavoro di prima, garantire cioè la stessa qualità ed efficacia, se non si aumentano il personale e i mezzi: non solo dell'intelligence ma di tutto il comparto sicurezza".