giovedì 8 gennaio 2015

BERGAMO NEWS - 08/01/15 - Strage a Parigi, Stucchi un attacco a tutto l'Occidente

''Fatti come questo richiedono una risposta decisa e determinata sia sul fronte offensivo, assicurando la cattura dei responsabili, sia sul fronte interno, richiamando la coscienza dell'Occidente a valori da difendere''. Lo dice all'Adnkronos il presidente del Copasir, il bergamasco Giacomo Stucchi, in merito all'attentato messo a segno ieri alla sede della rivista satirica 'Charlie Hebdo', e costato la vita a 12 persone. ''C'è forte rabbia - spiega il numero uno del Comitato di palazzo San Macuto - nel vedere come certe situazioni che si sviluppano nei Paesi occidentali mettano a repentaglio le conquiste di libertà e democrazia costate tanti sacrifici e secoli di battaglie. Sicuramente - rimarca il senatore leghista - il mondo occidentale dà per scontato il fatto che questi valori siano acquisiti, e spesso ne sottovaluta l'importanza''.  'Occorre combattere la minaccia'' rimarca Stucchi, assicurando che sul fronte sicurezza ''c'è massimo impegno da parte dell'intelligence italiana, che lavora al 100 per cento per prevenire possibili rischi terrorismo nel nostro Paese, anche se realisticamente non è possibile prevedere azioni improvvisate di 'lone wolfe', perché questi 'lupi solitari' sono soggetti che agiscono al di fuori di ogni rete, e all'improvviso''.

lunedì 22 dicembre 2014

ECO DI BERGAMO - 22/12/14 - Lunedì delegazione leghista in carcere. 2 mila cartoline d'auguri per Monella

Monella, l’imprenditore edile di Arzago condannato a più di 6 anni per aver ucciso un ladro che gli stava rubando l’auto dal cortile di casa, passerà il Natale in carcere. È ormai da più di 3 mesi che si trova in via Gleno in attesa della grazia del presidente della Repubblica richiesta 6 mesi prima di finire in cella. Il Carroccio, per dimostrargli un segno di vicinanza, alcune settimane fa, dando il via alla campagna 2015 dei tesseramenti, ha promosso una iniziativa: chiunque avesse voluto, ai gazebo poteva compilare una cartolina di auguri destinata a Monella. Numerose persone hanno aderito. Salvini e la delegazione, di cui faranno parte gli onorevoli Giacomo Stucchi e Roberto Calderoli, porteranno lunedì in carcere un sacco contenente circa 2 mila cartoline. Più di 100 sono state compilate da compaesani dell’imprenditore edile.

BERGAMO NEWS - 22/12/14 - Salvini va in carcere a trovare Monella. Sia un Natale di giustizia

Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, accompagnato da deputati e consiglieri regionali leghisti, nella mattina di lunedì 22 dicembre ha varcato i cancelli del carcere di Bergamo per andare a trovare Antonio Monella, l'imprenditore di Arzago d'Adda, condannato per aver ucciso un rapinatore."Al carcere di Bergamo per abbracciare Antonio Monella, imprenditore bergamasco condannato a 6 anni di galera per aver ucciso un rapinatore - scrive Salvini sulla sua pagina di Facebook -. Purtroppo per lui, grazie a uno Stato buono coi delinquenti e severo con le persone perbene, passerà un Natale lontano da casa. Chi volesse mandargli un messaggio di auguri può scrivere ad Antonio Monella, c/o casa circondariale di via Gleno, Bergamo". Ad accompagnare Salvini c'era il deputato bergamasco Giacomo Stucchi, il senatore Roberto Calderoli, l'assessore regionale Claudia Terzi, il segretario cittadino della Lega Nord Daniele Belotti, il consigliere comunale Alberto Ribolla.

giovedì 18 dicembre 2014

ECO DI BERGAMO - 18/12/14 - Terme di San Pellegrino, nastro tagliato. Sulla variante di Zogno i fondi ci sono

Alle 20 in punto il taglio del nastro da parte di Antonio Percassi insieme al presidente della Regione Roberto Maroni, il sindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi, il presidente della Provincia Matteo Rossi, l’assessore regionale Claudia Terzi e il senatore Giacomo Stucchi.            
Un momento importante per dare il via a un progetto di altissimo livello sul territorio locale: «La prima volta che venni a San Pellegrino - ha detto Percassi -, avevo visto un paese desolato, un’opera d’arte abbandonata, e quando ho annunciato il mio progetto sulle terme mi hanno dato tutti per matto. Ora quel progetto è realtà ed è un prodotto eccezionale». Soddisfatti tutti gli ospiti della visita guidata alle terme e colpiti dall’organizzazione e dalla meraviglia della struttura. Con qualche discorso politico che si è sviluppato nei corridoi, a partire dal tema della variante di Zogno: «Sull’argomento - ha detto il presidente della Regione Maroni - c’è un impegno importante della Lombardia di 16 milioni. Mancano gli 8 milioni della Provincia di Bergamo e siamo interessati capire se tutto quello che sta succedendo alle province permetterà o meno di confermare queste risorse, ma io penso di sì, altrimenti sarà tutto più complicato. Siamo tutti interessati a concludere questo lavoro che riteniamo importante e chiedo uno sforzo a tutte le Istituzioni coinvolte di garantire la certezza delle risorse. Risorse che la Regione è disponibile ad anticipare se un ente non può metterle, ma abbiamo bisogno che queste risorse siano formalizzate. Ripeto possiamo anticiparle per partire subito, facendo uno sforzo finanziario, ma non possiamo sostituirci ad altri enti negli impegni presi». E ha aggiunto: «Sono contento di essere qui, per questa bella serata. Stasera si dà una prima attuazione a un importante Accordo di programma, su cui ha investito la Regione, un accordo che ha coinvolto Pubblico e Privato con un bell’esempio di leale collaborazione tra Istituzioni e tra Istituzioni e privati per questo vitale intervento di riqualificazione di una struttura molto importante per la località di San Pellegrino e per tutta la Valle Brembana». «San Pellegrino è un’eccellenza nel mondo - ha concluso il presidente - e abbiamo una grandissima occasione da sfruttare quale Expo 2015, in cui dovremo essere pronti ad accogliere le centinaia di migliaia di visitatori e farli venire qui a vedere questa splendida valle e San Pellegrino Terme». La serata ha eprmesso ai 150 ospiti, accolti dalla direttrice delle terme Francesca Martinelli, di visitare le terme: gli assessori regionali bergamaschi Claudia Terzi e Alessandro Sorte, il consigliere regionale Roberto Bruni, c’erano il senatore Giacomo Stucchi accompagnato dall’ex assessore provinciale Silvia Lanzani. Quindi il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il direttore dell’Asl di Bergamo Mara Azzi, il capitano della compagnia carabinieri di Zogno Andrea Pietracupa, il dirigente della Regione Claudio Merati, Carlo Vimercati presidente della Fondazione della Comunità bergamasca, il presidente della Banca popolare di Bergamo Giorgio Frigeri, i rappresentanti della Sanpellegrino spa e della Radici group, don Lucio Carminati per la Curia e il direttore de L’Eco di Bergamo Giorgio Gandola. La benedizione delle terme è stata data dal parroco di San Pellegrino monsignor Giacomo Locatelli.

venerdì 12 dicembre 2014

BERGAMO NEWS - 12/12/14 - "Giustizia per Nelo", in 700 a Cividate per il 72enne massacrato dai ladri


Un lungo corteo ha sfilato venerdì sera a Cividate al Piano per chiedere giustizia per Giovanni Balestra, l'imprenditore massacrato insieme al figlio Adriano da tre ladri che aveva sorpreso all'interno della propria azienda. Circa 700 le persone presenti alla manifestazione partita proprio dalla ditta dove si è consumata la tragedia, per arrivare di fronte alla villetta dove abita il 72enne con la famiglia. Alla sfilata, organizzata dai commercianti del paese della Bassa, hanno preso parte molti esercenti, gente comune ed esponenti politici. Presenti diversi sindaci della provincia di Bergamo, di diversi colori politici, oltre ad alcuni esponenti della Lega Nord. Tra loro il segretario bergamasco Daniele Belotti: "Il problema è che lo Stato continua a portare delinquenti in Italia, che poi commettono reati gravissimi come quello di cui è stata vittima la famiglia Balestra -ha tuonato Belotti -. Poi ci sono leggi troppo morbide, che favoriscono la delinquenza. Credo, e spero, che si ripeteranno nuovi casi come quello di Monella ad Arzago, di un imprenditore onesto che uccide un ladro che gli entra in casa. Lo spero proprio". Insieme a Belotti anche il presidente del Copasir Giacomo Stucchi e il deputato Cristian Invernizzi. Presente anche il figlio di Antonio Monella, il 26enne Alberto: "Sono qua per dimostrare la mia solidarietà alla famiglia Balestra. Anche mio padre in carcere è rimasto molto colpito da questa vicenda. Lui sta bene ma è molto provato dopo più di tre mesi di cella. Speriamo sempre nella grazia e siamo fiduciosi che possa arrivare". Prima della partenza, sul cancello della Bm costruzioni meccaniche è stato appeso uno striscione "Alfano siamo stanchi... Padroni a casa nostra". Il sindaco di Cividate Luciano Vescovi ha poi tuonato: "Non è giusto che due persone oneste che lavorano fino alle 9 di sera vengano massacrate da tre bast... Lo Stato deve intervenire". Il corteo ha poi sfilato in modo silenzioso e composto lungo le vie del paese, fino alla villa dei Balestra, dove è stato appeso un altro striscione: "Nelo mola mia". Giovanni Balestra è sempre ricoverato in coma farmacologico al Niguarda di Milano, in pericolo di vita, dopo che è stato colpito alla testa con una barra da 40 chilogrammi. Il figlio Adriano, invece, è stato operato al braccio e al volto, massacrato con un bastone dai ladri. Nel frattempo proseguono le indagini per trovare i tre, a quanto pare dell'est, che martedì sera si sono introdotti nella ditta dei Balestra e li hanno picchiati selvaggiamente per poi fuggire con il furgoncino della ditta. Il veicolo è stato ritrovato il giorno successivo a Pontoglio, mentre gli inquierenti stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza per trovare elementi utili all'identificazione. Ad affiancare i carabinieri di Treviglio e di Martinengo, sono arrivati anche gli agenti del nucleo investigativo di Bergamo, gli stessi che hanno lavorato sul caso di Yara Gambirasio.

venerdì 5 dicembre 2014

ECO DI BERGAMO - 05/12/14 - INTERROGAZIONE DEL SENATORE STUCCHI: NON E' IL CASO DI SOSPENDERE IL PRESIDE?

In merito alla vicenda del presepio nella scuola De Amicis di Bergamo, il senatore leghista Giacomo Stucchi ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e al ministro dell’Interno. Per sapere, premesso che: Gli organi di stampa e vari siti web riferiscono che il dirigente scolastico della scuola pubblica De Amicis di Bergamo quartiere Celadina, Luciano Mastrorocco abbia nei giorni scorsi negato l’autorizzazione ad allestire un presepe nell’istituto; il dirigente Mastrorocco ha spiegato in un’intervista apparsa sulla stampa locale come a suo parere l’allestimento di un presepe creerebbe discriminazioni in quanto la scuola è frequentata anche da alunni di religioni diverse; il presepe è la rappresentazione di un messaggio di pace e di speranza che da sempre accomuna tutte le popolazioni del mondo. Non appare logicamente accettabile e sostenibile che utilizzando la facile giustificazione della tutela dei diritti religiosi di una minoranza, di fatto si impedisca alla stragrande maggioranza degli alunni della Scuola in questione di poter godere della gioia del Santo Natale, cancellando in pratica aspetti importantissimi della nostra identità storica e culturale. Se alla luce di quanto dichiarato dal dirigente scolastico Mastrorocco non ritengano urgente verificare i fatti riportati in premessa; se le SSVV. non ritengano opportuno disporre di un’immediata ispezione per verificare la correttezza del comportamento e della decisione assunta dal dirigente Mastrorocco e delle motivazioni pubblicamente utilizzate a sostegno della sua scelta; se, nelle more dei risultati dell’ispezione sopra richiesta, non si ritenga opportuno sospendere dalle proprie funzione il preside della scuola pubblica De Amicis di Bergamo.

sabato 15 novembre 2014

ECO DI BERGAMO - 15/11/14 - Zogno manifestano in 500: la Valle Brembana chiede lavoro


Un corteo di circa 500 persone, bandiere, ombrelli, slogan eloquenti («Non chiudete la val Brembana!») e domande amare, «l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma il lavoro dov’è?». Si sono conclusi, sabato 15 novembre a Zogno, il corteo e il confronto pubblico fra lavoratori, sindacati, amministratori locali e politici sul futuro della valle e in particolare dei 310 dipendenti di Mvb rimasti senza prospettive dopo il fallimento e la chiusura dello stabilimento. Il corteo si è mosso dai cancelli della storica azienda tessile per arrivare al teatro dell’oratorio, dove si è tenuto il comizio finale. Oltre al sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti, e a molti primi cittadini della zona, erano presenti anche il presidente della Provincia, Matteo Rossi, e i parlamentari Giovanni Sanga, Antonio Misiani, Giacomo Stucchi, Franco Bordo e Nunziante Consiglio. A dare solidarietà ai lavoratori di Mvb si è presentata anche una delegazione di lavoratori della Sanpellegrino. Quarantamila abitanti in trentotto comuni, diciannovemila lavoratori, un tasso di occupazione al di sotto della media provinciale e disoccupati più che raddoppiati nell’arco di cinque anni: organizzando la manifestazione di sabato Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno voluto chiedere interventi in tempi brevi in tema di politiche attrattive per nuovi investimenti produttivi sulle aree industriali dismesse, con la priorità alla Mvb; attivazione delle reti per il lavoro, attraverso il finanziamento regionale, in modo da poter dare un punto di riferimento e un vero supporto alle persone in cerca di occupazione e ai lavoratori in cassa integrazione; interventi di formazione e riqualificazione seria e mirata ad effettivi sbocchi lavorativi con il coinvolgimento delle parti sociali; sostegno alle famiglie in particolari condizioni di marginalità sociale colpite dalla crisi del lavoro. Ad aprire il confronto nel teatro dell’oratorio di Zogno è stato Ferdinando Piccinini, segretario generale provinciale della Cisl: «Mai come in questi tempi il lavoro è fondamentale per una piena cittadinanza che poi significa piena dignità dei lavoratori. Qui ci sono tanti amministratori locali che quotidianamente si misurano con le difficoltà del territorio: dobbiamo impiegare tutte le forze disponibili, farlo non tanto a parole ma con iniziative e progetti mirati e concreti. Non si fanno promesse a vanvera, quello che stiamo facendo è pensare a strumenti concreti per prospettive reali di lavoro. In passato abbiamo sperimentato quanto la riconversione e la formazione possano (se non fate con attenzione) essere inutili. È obbligatorio ora capire le reali necessità del territorio. Chiediamo anche sostegno per le famiglie più a rischio di marginalità e povertà, perché oggi c’è anche questo rischio. È ora il tempo di un’alleanza forte tra impresa e lavoro: presentando qualche giorno fa questa iniziativa abbiamo usato parole dure contro il mondo imprenditoriale. Eppure ci sono imprenditori che nonostante le difficoltà resistono su questo territorio. Il nostro lamento era nei confronti delle associazioni imprenditoriali, non verso chi sta resistendo ai colpi della crisi». «Ci troviamo qui questa mattina dopo 10 anni di gestione fallimentare da parte di un imprenditore che non ha mai voluto condividere con noi le strategie aziendali» ha continuato, Raffaele Salvatoni, segretario generale provinciale della Femca-Cisl:«Più volte avevamo lanciato l’allarme. Così è successo anche altrove. E ora siamo alle prese con vallate quasi deserte dal punto di vista imprenditoriale. Quello di oggi deve essere un momento di protesta ma anche di proposta: da soli le crisi non riusciamo più a gestirle. O tutti si prendono una parte di responsabilità oppure non si va da nessuna parte. La priorità è la mappatura dei bisogni occupazione del territorio: inutile fare corsi di formazione che in passato non hanno portato posti di lavoro”. Ha poi preso la parola il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti: «Ho avuto diversi incontri con i protagonisti di questa vicenda, una visione di quello che è successo ce l’ho. Auspico per i lavoratori e per il territorio che la procedura fallimentare riesca a far tornare nel patrimonio Mvb tutti gli stabili in modo che si possano avere aree per costruire un percorso nuovo. L’area Mvb è infatti l’ultima di queste dimensioni su cui si può lavorare. Imprenditori, fatevi avanti, qualcosa possiamo davvero costruire». E ha fatto riferimento, oltre alle infrastrutture, a quello che considera il primo ostacolo nella sua esperienza di dialogo con gli imprenditori, anche quelli disponibili a collaborare: «È il Patto di Stabilità: incontro i piccoli artigiani, mi chiedono di farli lavorare, le risorse l’amministrazione le avrebbe, ma sono bloccate dal Patto di Stabilità». È stato poi il turno di Matteo Rossi, presidente della Provincia di Bergamo: «L’impegno che ci prendiamo questa mattina è un impegno chiaro, non vi si lascia soli. Queste non vogliono essere solo parole. Su questa vicenda la nostra azione deve essere rapida ed efficace: giovedì si aprirà il tavolo tecnico. La prima questione è quella della formazione, che in passato ha imboccato una direzione sbagliata. È evidente che bisogna ritarare gli interventi. Ci siamo mossi personalmente con i piccoli e medi imprenditori per avere una rappresentanza al tavolo e per immaginare con loro quali possano essere gli spazi di mercato tra due e tre anni, anche fuori dalla valle. Oltre al tema della formazione c’è poi quello delle infrastrutture, in particolare della variante di Zogno. Ci siamo impegnati a dare priorità a questo intervento: la Regione entro lunedì deve mettere nero su bianco il finanziamento per l’opera nel 2015, che si diano risposte! L’attrattività della zona parte anche da lì». Ha concluso poi il suo intervento con un invito all’unità: «Abbiamo bisogno di tutto in questo territorio meno che dividerci: serve compattezza, volontà politica, velocità». Anche don Cristiano Re ha voluto intervenire portando la «solidarietà di tutte le parrocchie della val Brembana e dei loro parroci. Vogliamo camminare insieme a voi. È necessario che la solidarietà diventi concreta, ciascuno ci metta qualcosa di concreto, metta mano al proprio portafoglio. Le comunità cristiane siano luogo di sinergia, senza guardare alle etichette. Al centro si mettano innanzitutto le persone che hanno bisogno». Sono intervenute brevemente anche due lavoratrici: la prima ha parlato di corsi inutili che in passato non hanno portato (come ricordato da più parti durante la mattinata) a nuovi posti di lavoro; la seconda si è chiesta: «Se non trovano lavoro i figli di vent’anni, come lo troveranno le madri di 50?». Ha chiuso il confronto di Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil: «Negli ultimi giorni, dopo che siamo stati severi nel giudizio sugli imprenditori, qualcuno si è sentito offeso. Ci sono bravi imprenditori ma anche imprenditori cattivi, delinquenti. La crisi della val Brembana è la crisi di un modello. Questo processo riguarda questa zona ma anche la val Seriana, la vicenda Honegger ne è la testimonianza. Ora si ripete la stessa storia in questa valle. È la crisi anche di un certo modo di fare impresa: c’è chi resta qui, certo, (e non è facile), ma cosa direbbero oggi questi lavoratori di Mvb rispetto a chi ha condotto la loro azienda in questi anni?”. Bresciani ha anche puntato il dito contro il mondo del credito: «Ci dimentichiamo di parlare di questo protagonista della partita. Entità astratta, con cui non si riesce mai ad avere un confronto. Caro presidente della Provincia, non riusciamo mai a portare gli istituti di credito al tavolo delle trattative, eppure le banche non possono chiamarsi fuori dalla discussione». Poi ha concluso dicendo: «Quale è la nostra grande preoccupazione? Quando una persona perde il lavoro perde il salario, ma perde anche l’identità. Noi siamo quello che facciamo. E quindi occorrono tutele, ammortizzatori sociali, percorsi formativi che consentano, a chi lo desidera, di essere ricollocato, di avere un altro lavoro. Serve costruire un futuro, una prospettiva di rilancio economico per Zogno e la valle. Cosa può fare la politica, cosa il mondo delle imprese? Noi pensiamo che la politica debba creare le condizioni favorevoli all’iniziativa imprenditoriale, ma basta con le parole servono i fatti. Il Patto di Stabilità è una follia, milioni di euro di disponibilità nei Comuni senza la possibilità di poterli utilizzare, frutto di politiche europee sbagliate che hanno conseguenze sui singoli cittadini, qui come altrove. Parte di una politica che noi respingiamo che noi consideriamo sbagliata. Infine vorrei dire che non è rendendo più facili i licenziamenti che si arriva alla crescita e si supera la crisi. Da questi lavoratori viene una forte richiesta: non assistenza, ma lavoro».