mercoledì 16 giugno 2010

ECO DI BERGAMO - 16/06/10 - LA LEGA E' CRESCIUTA DEL 15% L'ANNO

L'intervista Domenica il raduno. Previsto il pienone da Veneto e Piemonte dopo il successo elettorale
Il segretario provinciale Invernizzi: a Pontida sarà record, attese oltre 20 mila presenze
Domenica mattina il popolo della Lega torna a Pontida. Per Cristian Invernizzi sarà la quarta volta da segretario provinciale sul pratone, l'ultima prima del congresso d'autunno.Partiamo da Pontida. Numeri?«I pullman prenotati dai militanti sono un terzo in più degli altri anni. Quest'anno andremo oltre le 20 mila presenze».Da dove arrivano queste persone in più?«Ci aspettiamo il pienone da Piemonte e Veneto sull'onda dei risultati delle regionali».Quanti sono i volontari bergamaschi al lavoro?«Ci occupiamo di logistica e del ristoro. Sono impegnate tutte le circoscrizioni, con le 112 sezioni. I volontari sono almeno 250».I tesserati aumentano?«Nell'ultimo periodo del 10-15% ogni anno. Al dicembre 2009 i militanti erano 1.500 e i sostenitori iscritti 7 mila».A Pontida Umberto Bossi detta la linea. Cosa vi aspettate quest'anno?«Che ci dica quando parte il federalismo. Che ci dia delle conferme».Non è facile parlare di federalismo mentre i Comuni sono alle prese con i tagli record della finanziaria.«Noi siamo qui per cambiare il sistema. Ovvio che fino a che lo Stato sarà centralista ci saranno questi problemi, indipendentemente da chi sta al governo».Però siamo ai minimi storici nell'autonomia impositiva locale.«Siamo ai minimi storici anche per l'economia in generale. La speranza è che in fase di discussione la manovra venga alleggerita. Poi quello che conta è che i sacrifici li facciano tutti, non solo i Comuni virtuosi».Mario Borghezio ha annunciato che a Pontida sventoleranno centinaia di bandiere fiamminghe. Il voto in Belgio è esemplare?«È indicativo di un sentimento diffuso in Europa».Le politiche del 2008, le amministrative con le provinciali del 2009, ora le regionali. Durante il suo mandato ha visto la Lega raggiungere risultati importanti.«Ho avuto la fortuna di essere il segretario nel momento in cui la Lega ha iniziato a raccogliere i frutti di anni di attività politica».Nessun merito per la sua gestione di via Berlese?«Abbiamo puntato sui giovani e, lo dico con orgoglio, sulle donne. Ora abbiamo tantissimi sindaci donna: quello del leghista maschilista, del movimento celodurista, è un cliché. Poi credo nella compattezza, nella linea chiara da seguire pur nel rispetto della dialettica interna».Pena l'espulsione.«Su 1.500 militanti le espulsioni sono state meno di 30 e per questioni precise, soprattutto legate alla vita amministrativa. Se c'è la linea politica da seguire e uno fa di testa sua noi interveniamo. Ma anche statisticamente non mi sembra ci sia stata l'epurazione che qualcuno contesta».È in sella dal 2006. A quando il congresso?«Dovrebbe essere in autunno. Il mio mandato è in proroga perché di mezzo ci sono state le elezioni».Alcuni dei suoi predecessori, Cristiano Forte e Franco Colleoni, hanno lasciato in polemica.«Io sicuramente non lo farò».Invernizzi, si ricandida?«È presto per dirlo. Adesso vorrei vedere cosa si muove nel movimento. Se devo esprimermi, dico che mi piacerebbe più che altro tornare al giudizio dei militanti».Quando è stato eletto non era un momento facile per il Carroccio. Il referendum, il commissariamento della segreteria a Bergamo.«In politica un anno equivale a un'era, dal 2006 sembrano passati secoli, è cambiato moltissimo nel frattempo. E le letture date sul voto di allora si sono rivelate infondate. Un messaggio della base ai vertici, si era detto».Un po' difficile negare che la sua elezione sia arrivata a sorpresa. Ha superato il candidato indicato all'ultimo momento da Umberto Bossi, Giacomo Stucchi.«È stata l'elezione di un segretario provinciale. Niente di catastrofico».Però Stucchi resta Stucchi. Cosa era successo?«Posso pensare che, vista la situazione dalla quale venivamo, con le polemiche di Colleoni e Forte, il capo (Bossi, ndr) temesse che da Bergamo partisse qualcosa di svilente per il messaggio della Lega o che mettesse in dubbio quanto fatto fino ad allora. Una preoccupazione indicativa anche di quanto significa Bergamo per il partito».Da subito ha dichiarato che quello per la segreteria non era un voto di rottura.«Ed è stato dimostrato. All'interno della Lega non mi sono mai sentito a rischio o sotto minaccia. Giacomo Stucchi stesso mi ha aiutato tantissimo e ancora mi aiuta, in modo leale e brillante. Per me è un modello. Lui che avrebbe potuto remare contro non l'ha mai fatto. È la dimostrazione che non c'è stato nessun voto contro il capo, contro l'establishment. Mi chiedo in quale altro movimento si sarebbe trovata questa compattezza».Sono passati quasi quattro anni. Ce lo dice cosa ha pensato davvero quando il conteggio delle schede ha decretato che il nuovo segretario era lei?«Ma sì... Ho pensato: l'ho fatta grossa. Mi immaginavo i commenti che sarebbero seguiti. E l'ultima cosa che volevo era creare problemi alla Lega».Adesso è anche assessore alla Sicurezza del Comune capoluogo. Come va?«Bene, mi trovo bene con i miei colleghi di Giunta».Cosa replica a chi dice che la Giunta sta facendo poco?«L'opposizione dovrebbe decidersi: una volta dicono che siamo immobili, un'altra che sbagliamo. Se siamo immobili come sostengono, come facciamo anche a sbagliare?».Critiche mosse anche a lei.«Ovvio che in un anno non si può cambiare un'impostazione dell'assessorato che esiste da tempo. Però quando mi sono mosso sono partiti all'attacco. Salvo poi dire che non stiamo facendo nulla».E come sono i rapporti con gli alleati?«C'è sicuramente la necessità di compattezza. L'esperienza dell'amministrazione Bruni, con le divisioni, sia da monito. Il mio è un appello: finiamola con i malumori, chiniamo la testa e giù a lavorare».Malumori nel Pdl o anche fra Pdl e Lega?«Se ci sono malumori nei confronti della Lega perché è cresciuta troppo, non saprei se dispiacermene o essere contento. Per il resto gli alleati risolvano velocemente certi problemi interni, arrivati anche in Consiglio. E sto parlando di prese di posizione che riguardano anche il mio assessorato».Altrimenti?«Dico solo che il segretario provinciale della Lega risponde ad altre logiche».Potrebbe sbattere la porta?«Sicuramente non sto qui a farmi logorare. È la prima volta che il centrodestra governa sia il capoluogo che la provincia, c'è molto da fare. Ecco perché a certe cose va messo un limite».L'alleanza è salda?«Il sindaco Franco Tentorio lo può confermare: la Lega non ha mai dato segni di sbandamento. Se i patti sono chiari e c'è l'impegno a rispettarli non c'è altro da aggiungere».Come va con il presidente della Provincia?«Benissimo, i contatti sono costanti».Ci sono stati episodi, come quello dello stadio, in cui lui ha detto di non essere stato bene informato dal Comune. Comune in cui lei è in Giunta.«Questione circoscritta, non ha creato particolari strascichi».Di sicuro Pirovano è uno che calamita l'attenzione.«Ma noi sapevamo chi era Pirovano quando Bossi ha deciso di candidarlo. Pirovano è uno che non ha intenzione di stare lì a scaldare la poltrona e fa benissimo. Forse sono gli altri che non lo sapevano. L'opposizione cerca di sfruttare la differenza di carattere fra Tentorio e Pirovano per creare dissapori fra Lega e Pdl? Non può fare che quello, altre idee non le ha».Anna Gandolfi

martedì 15 giugno 2010

ECO DI BERGAMO - 15/06/10 - COMUNI AL VERDE, ECCO TUTTI I TAGLI

La Finanziaria: tolti 36 milioni ai 70 paesi della Bergamasca con più di 5 mila abitantiIl Pd: insostenibile. La Lega: proporremo modifiche. Il Pdl: ognuno faccia la sua parte
La manovra finanziaria presentata dal governo provocherà un taglio di oltre il 10% dei trasferimenti dallo Stato per 14 Comuni bergamaschi. Sulla base delle previsioni elaborate dall'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), per i 70 Comuni della Bergamasca con più di cinquemila abitanti – tenuti, quindi, al rispetto del patto di stabilità – la manovra comporterà una riduzione di oltre 36 milioni di euro di trasferimenti: un taglio pari al 7,2%, corrispondente a 51 euro pro capite. Il taglio più pesante lo subirà il comune di Cisano con una riduzione del 35,7% pari a un milione 363 mila euro, corrispondente a 218 euro pro capite; segue Capriate San Gervasio che avrà una decurtazione del 31,7%. Il Comune di Bergamo avrà una diminuzione del 3,3% pari ad un importo di cinque milioni 135 mila euro e a 44 euro pro capite.Per Antonio Misiani, parlamentare del Pd, i tagli «sono insostenibili» e si rischia di creare «una situazione allarmante». Per Giacomo Stucchi, parlamentare della Lega nord «siamo tutti chiamati a fare sforzi» ma i parlamentari leghisti studiano già le possibili modifiche al provvedimento. E Gregorio Fontana, del Pdl, chiede che tutti facciano la loro parte e osserva: «Meglio tirare un po' la cinghia ora».

ECO DI BERGAMO - 15/06/10 - IL MINISTRO CALDEROLI: INTERVERREMO DIRETTAMENTE

Cresce l'interessamento del mondo politico all'emergenza dello stabilimento di Brembate Sopra
Un grande applauso ha accolto il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli quando, ieri mattina, ha varcato i cancelli della Indesit di Brembate Sopra per incontrare i lavoratori e accogliere la loro richiesta di aiuto. Dalla scorsa settimana i 430 dipendenti sono in presidio permanente per bloccare le merci in uscita dallo stabilimento, dopo aver appreso dal consiglio di amministrazione del gruppo marchigiano l'annuncio della chiusura del sito bergamasco per spostare la produzione al Sud.Per quanto riguarda i possibili sviluppi sulla vertenza Indesit, è in programma per oggi un incontro dei sindacati all'assessorato Attività produttive in Regione Lombardia. E sempre oggi la dirigenza Indesit è attesa per un confronto a livello ministeriale a Roma, come ha sottolineato il ministro Calderoli. Inoltre il 17 giugno si terrà, presso la Confindustria di Ancona, un incontro tra direzione aziendale Indesit e coordinamento sindacale del gruppo. Carrara: difendere il territorio. Il primo rappresentante politico ad incontrare ieri mattina i dipendenti dell'azienda di Brembate è stato il senatore del Pdl Valerio Carrara. «Porterò le vostre aspettative – ha esordito – sui tavoli che contano, poiché ritengo sia un mio preciso dovere tutelare la mia gente e il mio territorio evitando così che si perdano posti di lavoro. Il vostro è oggi un problema immediato, ma occorre pensare anche alle generazioni che verranno. Quindi credo che una soluzione si debba trovare». Il gruppo di dipendenti attorno al senatore Carrara ha manifestato la propria amarezza sottolineando che a loro interessa essenzialmente lavorare, anche se fosse necessario cambiare tipologia di prodotto. Una lavoratrice ha urlato tra le lacrime: «Si dovrebbe vergognare chi ha deciso di mettere sulla strada tutte queste persone». «Tra il 2005 e il 2006 – ha detto un altro operaio – siamo arrivati ad assemblare un milione di pezzi e non si può negare che l'azienda abbia preso dei bei soldi». Un lavoratore ha poi gridato: «Si sta spopolando di braccia la Bergamasca, quindi bisogna fare di tutto per mantenere l'occupazione». Il ministro: occorre fare reteVerso mezzogiorno sono giunti alla Indesit il ministro Roberto Calderoll, accompagnato dal presidente della Provincia, onorevole Ettore Pirovano, dall'assessore regionale Daniele Belotti, dall'onorevole Giacomo Stucchi e dal vice presidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli. «Non si può parlare di una chiusura dall'oggi al domani – ha detto Calderoli – senza che vi siano alternative certe. È evidente che nessuno deve restare a casa dal lavoro. Addirittura ho saputo che gli operai hanno appreso la notizia della chiusura dai giornali. Domani (oggi per chi legge NdR) a Merloni queste cose gliele dico tutte». «Purtroppo – ha aggiunto Calderoli – ne stiamo seguendo diverse di queste crisi. Finora siamo sempre riusciti ad uscirne bene, e faremo lo stesso anche con la Indesit. Di solito quando il governo centrale, la Regione, la Provincia e le altre istituzioni si mettono tutte insieme per raggiungere un obiettivo, lo si porta a casa. Quindi tutto quello che si rivelerà necessario fare lo faremo. Però finché non ci sarà il federalismo fiscale non si potrà fare altro che cercare di tamponare delle situazioni come questa».«Il paradosso – ha sottolineato Ettore Pirovano – è che il 10 giugno l'impresa Merloni ha dichiarato la chiusura della fabbrica di Brembate ai giornali. Solo il giorno prima, il 9 giugno, ha ricevuto un premio dal Presidente della Repubblica come industria dell'anno». «Dobbiamo cercare di far capire all'aziernda – ha detto l'on. Giacomo Stucchi che non se ne può andare da questo territorio senza pagare dazio. Ritengo sia in debito verso questa gente. Qualcosa deve fare e glielo faremo fare».«L'importante è muoversi come è già stato fatto per la Dalmine – ha detto l'assessore regionale Daniele Belotti – ovvero coinvolgendo tutte le istituzioni, dal Comune per arrivare fino al governo, in modo da indurre la proprietà a rivedere il suo piano industriale che riteniamo assolutamente inaccettabile».Treu: agire su governo e RegioneNel pomeriggio ha incontrato i lavoratori il senatore del Pd Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, accompagnato dagli onorevoli Antonio Misiani e Giovanni Sanga, dal segretario provinciale Gabriele Riva, dal consigliere regionale Mario Barboni, dal consigliere provinciale Alberto Vergalli e dal capogruppo del Pd in Consiglio provinciale Francesco Cornolti che ha annunciato di portare il caso nel prossimo Consiglio. «Oltre all'intervento già fatto in Parlamento – ha detto Treu – ci proponiamo un'interlocuzione diretta con il ministero e con la Regione. Bisogna vedere se Calderoli, come si spera, manterrà la parola perché se lui vuole può fare qualcosa. Come minoranza faremo la nostra parte perché non si può chiudere una fabbrica così e soprattutto vedremo se la maggioranza, oltre alle chiacchiere, è disposta a combinare qualcosa di concreto oltre ad imporre sacrifici».Vergalli e il consigliere comunale Pd di Bergamo Sergio Gandi in una nota rimarcano, chiedendo conto ai rappresentanti della Lega, come il problema della delocalizzazione al Sud delle imprese «padane» rischia di essere accentuato dalla «fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno» introdotta in attuazione della legge sul federalismo fiscale tanto cara ai leghisti, e prevista nell'ambito della manovra economica appena licenziata. Cimadoro: interrogazione Sulla vicenda Indesit è da registrare ieri anche la presa di posizione dell'onorevole Gabriele Cimadoro (Italia dei Valori): «Una decisione gravissima» sottolinea. «Ne riferirò in Commissione Attività produttive per interrogare il governo sulle azioni che intende intraprendere per scongiurare il pericolo disoccupazione di 430 dipendenti. Con Sergio Piffari abbiamo presentato anche un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro perché destinino parte delle risorse derivanti dai risparmi conseguiti per effetto della manovra economica per favorire il rilancio competitivo di Indesit e la riconversione industriale dello stabilimento produttivo di Brembate».

ECO DI BERGAMO - 15/06/10 - COMUNI, SCURE SULLE CASSE. IN 14 PAESI TAGLI OLTRE IL 10%

Gli effetti della Finanziaria sulle comunità sopra i 5.000 abitanti Stucchi e Fontana: «Ma così evitiamo di fare la fine della Grecia»
Sono quattordici i Comuni bergamaschi che avranno una riduzione di oltre il dieci per cento dei trasferimenti dallo Stato a seguito della manovra finanziaria presentata dal Governo. Una manovra che, sulla base delle previsioni elaborate dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), comporterà per i settanta Comuni della Bergamasca con più di cinquemila abitanti – tenuti, quindi, al rispetto del patto di stabilità – una riduzione di oltre 36 milioni di euro di trasferimenti: un taglio pari al 7,2 per cento, corrispondente a 51 euro pro capite. Il taglio più pesante lo subirà il comune di Cisano con una riduzione del 35,7 per cento pari a un milione 363 mila euro, corrispondente a 218 euro pro capite; segue Capriate San Gervasio che avrà una decurtazione del 31,7 per cento. I comuni di Curno e di Sovere avranno entrambi una riduzione del 25 per cento. Dieci i Comuni che avranno riduzioni tra il dieci e il venti per cento: Albano Sant'Alessandro (con una decurtazione del 17,1 per cento), Boltiere (-15,9), Grumello del Monte (-15,7), Brignano Gera d'Adda e Romano di Lombardia (-13,8), San Giovanni Bianco (-13,5), Bottanuco (-12,6), Sorisole (-11,9), Almenno San Salvatore (-10,7) e Brembate Sopra (-10,2). Il Comune di Bergamo avrà una diminuzione del 3,3 per cento pari ad un importo di cinque milioni 135 mila euro e a 44 euro pro capite. I Comuni più «fortunati» saranno Terno d'Isola, per il quale è previsto una riduzione del due per cento, Urgnano (-2,1), Gorle e Osio Sotto (-2,3).I tagli previsti dalla manovra, sottolinea Antonio Misiani, parlamentare del Partito democratico, «sono insostenibili. I problemi che i Comuni hanno avuto nel 2009-2010 avranno ricadute a cascata nel 2011-2012 creando una situazione allarmante». Misiani ricorda che «oltre a questi tagli, fatti in modo diretto ai Comuni, ci saranno poi quelli indiretti come effetto dei tagli previsti per le Regioni e che ricadranno sugli Enti locali. Il Patto di stabilità interno non è cambiato nei sui meccanismi di funzionamento. Occorre, invece, una manovra che investa sui Comuni e un Patto di stabilità più razionale».Giacomo Stucchi, parlamentare della Lega nord, osserva che «in momenti come questi siamo tutti chiamati a fare sforzi; le risorse pubbliche devono essere sempre gestite con oculatezza e oggi i soldi pubblici diventano preziosi. Si partecipa a uno sforzo comune che coinvolge tutti i livelli istituzionali per prevenire una situazione come quella della Grecia».«Capisco – sottolinea Stucchi – che si chiedono sacrifici agli amministratori pubblici e ai cittadini; ognuno deve assumersi l'onere di fare le proprie scelte e compartecipare». «Questa sera (ieri, per chi legge, ndr) – anticipa Stucchi – i parlamentari della Lega nord incontreranno i sindaci del movimento preoccupati proprio per la manovra: sarà un incontro per verificare come è possibile intervenire per modificare il provvedimento». E Stucchi apre uno spiraglio: «L'idea – sottolinea – è quella di avanzare un proposta che preveda di penalizzare di meno i Comuni che hanno sempre avuto i conti regola e di più gli Enti locali che non sono stati virtuosi e che hanno sprecato risorse pubbliche. Ho già parlato con il ministro Roberto Calderoli riguardo alla possibilità di modificare in tal senso la manovra. E questo è uno degli ambiti dove intendiamo intervenire con proposte di modifica».Gregorio Fontana, parlamentare del Pdl, osserva che «quelle dell'Anci sono simulazioni che, poi, vanno verificate sul campo. Resta il fatto che per far fronte alla situazione attuale viene chiesta una dieta alla pubblica amministrazione: anche i Comuni dovranno fare la loro parte». «Verranno fatte le opportune verifiche – prosegue Fontana – perché questi tagli non pesino sui servizi ai cittadini e sull'assistenza. Verificheremo la possibilità di piccoli aggiustamenti per non gravare sul sociale, ma la manovra non potrà essere stravolta nella sua essenza e nelle sue linee portanti». Riguardo alle preoccupazioni espresse dai Comuni, Fontana osserva: «Siamo tutti preoccupati, ma meglio tirare un po' la cinghia ora che fare come i greci. Le varie parti interessati vengono ascoltate in questi giorni nelle Commissioni parlamentari e possono così esprimere la loro: il Parlamento farà, poi, la sua parte».

lunedì 14 giugno 2010

ECO DI BERGAMO - 14/06/10 - INDESIT, IL MINISTRO CALDEROLI AL PRESIDIO DEI LAVORATORI

La Lega scende in campo per dar man forte agli operai della Indesit di Brembate Sopra. Lunedì 14 giugno, al mattino, il ministro Roberto Calderoli, il presidente della Provincia Ettore Pirovano, l'assessore regionale Daniele Belotti, i parlamentari Giacomo Stucchi, Pierguido Vanalli del Carroccio e Valerio Carrara (Pdl), il vicepresidente della Regione Andrea Gibelli e altri rappresentanti del Pirellone si sono incontrati all'esterno dello stabilimento per parlare con i lavoratori. A tutti i dipendenti della Indesit parole di conforto e solidarietà, ma anche un impegno comune per uscire nel migliore dei modi da questa crisi. Calderoli, in particolare, ha detto che si attiverà presso il Governo per trovare una via d'uscita al problema che rischia di lasciare a casa centinaia di persone. Intanto il "fermo" magazzino sta creando alcuni problemi. Gli elettrodomestici non posso uscire dallo stabililmento per essere consegnati e pertanto il magazzino è bloccato oltre che saturo di elettrodomestici. Il presidio alla Indesit intanto continua. Questa sera i lavoratori si concederanno 90 minuti di svago per assistere alla partita del campionato mondiale fra Italia e Paraguay. Ma non abbandoneranno i cancelli della fabbrica visto che si sono attrezzati portando alcuni televisori per vedere il match. La mobilitazione degli operai insomma continua. I lavoratori continueranno a scioperare davanti ai cancelli fino al 17 giugno, quando ci sarà l'incontro fra parti sociali e vertici aziendali ad Ancona. Per i sindacalisti "è incomprensibile che l'azienda dichiari di voler investire 120 milioni di euro per potenziare il sito di Caserta e allo stesso tempo decida di chiudere due fabbriche che occupano complessivamente circa 510 lavoratori".

domenica 13 giugno 2010

ECO DI BERGAMO - 13/06/2010 - E DAL CIPE OLTRE 4 MILIONI DI EURO PER GLI INTERVENTI

Andranno a dieci istituti

Arrivano 4 milioni e 420 mila euro per interventi di manutenzione per la messa in sicurezza delle scuole bergamasche. Li assegna la delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del 13 maggio scorso. Alla Regione Lombardia sono state assegnate risorse per un totale di 49.890.000 euro.Gli interventi autorizzati in Bergamasca sono dieci, dei quali quattro in scuole superiori e sei in istituti comprensivi della provincia. In particolare, andranno 500 mila euro alla scuola di Castelli Calepio, 350.000 a Foresto Sparso, 500 mila a Lovere, 350 mila a Ranica, 350 mila a Sorisole e 500 mila a Tavernola. Le opere di manutenzione saranno a cura dei Comuni. Per quanto riguarda le scuole superiori, gli istituti interessati sono il professionale Pesenti (690 mila euro), l'istituto Agrario (500 mila), il Vittorio Emanuele II (400 mila) e il Fantoni di Clusone (280 mila). Roberto Anelli, assessore all'Edilizia scolastica della Provincia spiega: «Avevamo richiesto fondi per una ventina di istituti, quasi la metà della scuole superiori della Bergamasca. Gli istituti finanziati erano già stati inseriti nel Piano delle opere pubbliche del 2010 della Provincia. Si tratta di interventi antisfondellamento e per la sicurezza al Pesenti e all'Agrario e per completare la sostituzione dei serramenti al Vittorio Emanuele e al Fantoni. Adesso, appena avremo i fondi del Cipe, potremo spostare lo stanziamento provinciale su altre scuole che sono in lista d'attesa: pensiamo di intervenire al liceo Lussana, al Marconi e all'Einaudi di Dalmine, infine al Riva di Sarnico. Inoltre vorremmo acquisire a Trescore l'area per il polo di interscambio dei pullman».Gli onorevoli Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli, deputati bergamaschi della Lega Nord, in un comunicato esprimono «piena soddisfazione per il risultato raggiunto e per lo sforzo del governo che, in un momento di congiuntura economica negativa ha saputo realizzare questo importante intervento a favore delle Regioni, in attuazione al vero spirito del federalismo».«Tali stanziamenti saranno velocemente impiegati – spiega Stucchi, segretario di presidenza della Camera dei deputati – in quanto saranno assegnati direttamente ai sindaci e alla Provincia, che potranno direttamente gestirli per migliorare la sicurezza negli edifici scolastici a beneficio di studenti, famiglie e professori».

giovedì 10 giugno 2010

BERGAMO NEWS - 10/06/10 - INTERROGAZIONI AI MINISTRI: TROVATE SOLUZIONI

Lega e Pd - Si muovono i parlamentari bergamaschi della maggioranza e dell'opposizione e presentano interrogazioni ai ministri.
Si muovono i parlamentari bergamaschi della maggioranza e dell'opposizione e presentano interrogazioni ai ministri. Lo fanno per la Lega Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Guido Vanalli e per il Pd Antonio Misiani e Giovanni Sanga.La Lega chiede al governo se "non ritenga di invitare la Indesit Company a rivedere le scelte annunciate, soprattutto in ordine al fatto che la proprietà intende chiudere gli stabilimenti nella Provincia di Bergamo e nella Provincia di Treviso, potenziandone però altri in zone diverse del Paese". E se "qualora la Indesit Company dovesse confermare le decisioni assunte nel piano industriale già illustrato, non si ritenga opportuno attivare una specifica unità di crisi presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali, coinvolgendo pienamente i rappresentanti dei lavoratori e richiedendo la presenza al tavolo pure del Ministero per lo Sviluppo Economico, al fine di individuare ogni possibile soluzione che eviti o limiti notevolmente ripercussioni negative sugli attuali livelli occupazionali, garantendo comunque fin da ora la copertura economica di tutti gli ammortizzatori sociali necessari".Anche i deputati bergamaschi del PD Antonio Misiani e Giovanni Sanga hanno presentato un'interrogazione parlamentare sulla vicenda Indesit. Secondo Misiani "la chiusura dello stabilimento Indesit di Brembate è una decisione assolutamente inaccettabile, rispetto alla quale è necessario reagire con la massima fermezza. E' inaccettabile che vengano cancellati altre centinaia di posti di lavoro con una crisi che ha fatto esplodere disoccupazione e cassa integrazione, è inaccettabile che il nostro territorio perda l'ennesimo punto di forza del proprio sistema produttivo. Per quanto ci riguarda, faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per evitare che Indesit lasci la bergamasca e per salvaguardare i livelli occupazionali dell'azienda."