giovedì 10 giugno 2010

BERGAMO SERA - 10/06/10 - CASO INDESIT: LA LEGA CHIEDE L'INTERVENTO DI BERLUSCONI

BERGAMO — Riceviamo e pubblichiamo questa interrogazione parlamentare ai ministri dell’Economia, del Lavoro e al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, presentata dai parlamentari della Lega Giacomo Stucchi, Pierguido Vanalli, Nunziante Consiglio e Ettore Pirovano. Ecco il testo. Premesso che:- la Provincia di Bergamo sta per subire un altro duro colpo all’economia del territorio, come apparso sulle agenzie di stampa del 9/06/2010 in cui viene reso noto che il Consiglio di Amministrazione della Indesit Company ha deciso di chiudere due stabilimenti del nord Italia, ovvero l’impianto di Brembate nella Provincia di Bergamo e quello di Refrontolo nella Provincia di Treviso;- l’azienda Indesit ha contestualmente annunciato un piano di investimenti nel Paese da 120 milioni di euro nel triennio 2010-2012, e il potenziamento dei poli industriali di Fabriano (Ancona) e Caserta;- ai firmatari del presente atto, alla luce delle informazioni assunte nella giornata del 9/06/2010 dai rappresentanti sindacali bergamaschi interessati alla vicenda, appare inspiegabile lo smantellamento di uno stabilimento da 400 addetti come quello di Brembate Sopra (BG), non solo perché sito in un’area tra le più produttive e sviluppate del Paese, ma soprattutto perché i livelli produttivi e la qualità dei prodotti realizzati rasenta l’eccellenza nel settore;- l’azienda illustrerà i dettagli del piano aziendale in un prossimo incontro che dovrebbe svolgersi il 17/06/2010;- i rappresentanti degli Enti locali interessati, in primis il comune di Brembate Sopra (BG) su cui insiste il sito produttivo, oltre che tutti i comuni del circondario, hanno manifestato forti preoccupazioni per le ricadute estremamente negative, che metteranno in pericolo la tenuta complessiva del sistema economico-sociale della zona; se non ritengano, alla luce della drammatica situazione sopra esposta, di invitare la Indesit Company a rivedere le scelte annunciate, soprattutto in ordine al fatto che la proprietà intende chiudere gli stabilimenti nella Provincia di Bergamo e nella Provincia di Treviso, potenziandone però altri in zone diverse del Paese; se, qualora la Indesit Company dovesse confermare le decisioni assunte nel piano industriale già illustrato, non si ritenga opportuno attivare una specifica unità di crisi presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali, coinvolgendo pienamente i rappresentanti dei lavoratori e richiedendo la presenza al tavolo pure del Ministero per lo Sviluppo Economico, al fine di individuare ogni possibile soluzione che eviti o limiti notevolmente ripercussioni negative sugli attuali livelli occupazionali, garantendo comunque fin da ora la copertura economica di tutti gli ammortizzatori sociali necessari”.

ECO DI BERGAMO - 10/06/10 - DAI POLITICI SUBITO DUE INTERROGAZIONI

Una leghista e una del Pd. In campo anche il senatore Carrara (Pdl)
Anche il mondo politico bergamasco reagisce all'annuncio della chiusura dello stabilimento Indesit di Brembate Sopra. Nel giro di poche ore ai ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro sono giunte due interrogazioni parlamentari. La prima da parte dei deputati Pd Antonio Misiani e Giovanni Sanga, l'altra da parte dei parlamentari della Lega Nord Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli. Secondo Misiani «la chiusura dello stabilimento Indesit di Brembate è una decisione assolutamente inaccettabile, rispetto alla quale è necessario reagire con la massima fermezza. È inaccettabile che vengano cancellati altre centinaia di posti di lavoro con una crisi che ha fatto esplodere disoccupazione e cassa integrazione, è inaccettabile che il nostro territorio perda l'ennesimo punto di forza del proprio sistema produttivo. Per quanto ci riguarda, faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per evitare che Indesit lasci la bergamasca e per salvaguardare i livelli occupazionali dell'azienda». Sempre sul fronte Pd, la segreteria provinciale «esprime la propria vicinanza e solidarietà ai 430 lavoratori coinvolti ed alle loro famiglie», mentre i consiglieri regionali Maurizio Martina e Mario Barboni chiedono «alle istituzioni locali, alla Regione e ai ministeri competenti, di attivarsi rapidamente verso la proprietà. In ogni sede noi non faremo mancare la nostra voce e il nostro contributo».L'interrogazione leghista chiede invece ai ministri se non ritengano «di invitare la Indesit Company a rivedere le scelte annunciate o in subordine attivare una specifica unità di crisi presso il ministero del Lavoro, coinvolgendo i sindacati e richiedendo la presenza al tavolo pure del ministero per lo Sviluppo Economico, per individuare ogni possibile soluzione che eviti o limiti notevolmente ripercussioni negative sugli attuali livelli occupazionali». All'interrogazione leghista farà seguito già oggi un ulteriore passo dei deputati del Carroccio non solo bergamaschi ma anche trevigiani, dato che il destino dello stabilimento di Brembate pare legato a quello veneto di Refrontolo. È infatti prevista un'interpellanza urgente sempre sul tema delle chiusure dei due stabilimenti a cui il governo è chiamato a rispondere entro 20 giorni.Sul fronte Pdl, il senatore Valerio Carrara, annuncia che, «come per la vertenza Tenaris Dalmine, mi impegnerò personalmente, chiedendo come primo passo un incontro con la proprietà per capire e verificare tutte le opportunità percorribili per salvaguardare i posti di lavoro». E già nella giornata di oggi il senatore incontrerà il responsabile dei rapporti istituzionali del gruppo marchigiano. Per Carrara pare «impossibile che uno dei distretti industriali presi ad esempio dal nostro Paese possa sopportare ulteriori perdite di lavoro».

ECO DI BERGAMO - 10/06/10 - "ACCUSA INGENEROSA VERSO CHI CONTINUA A CREDERCI"

La reazione del presidente di Confindustria Bergamo Mazzoleni. Presto all'orizzonte possibili novità
«Un'accusa ingenerosa verso chi ha lavorato e sta lavorando al progetto»: Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo, risponde «senza alcuna polemica», al segretario provinciale della Cgil Luigi Bresciani, che ha parlato senza mezzi termini di «fallimento del progetto Valle Seriana». Mazzoleni sottolinea, al contrario, i risultati già ottenuti e previsti anche per il futuro. «A breve – sottolinea Mazzoleni – ci sarà una convocazione della cabina di regia del progetto proprio perché ci sono novità. Le azioni previste sono molteplici: alcune richiedono procedure più semplici, stanno già andando avanti e sono in fase di attuazione; altre necessitano di tempi più lunghi anche in considerazione dei diversi livelli di complessità. Non userei, quindi, toni così pesanti come quelli di Bresciani». Alcune linee d'intervento, rimarca il presidente Mazzoleni, «coinvolgono tre livelli di responsabilità: Regione, Stato, Europa. E questi richiedono tempi più lunghi, ma lo sapevamo già in partenza. Certo ora occorre fare in fretta». «Voglio leggere la presa di posizione di Bresciani – aggiunge Mazzoleni – come un modo per smuovere i livelli istituzionali che ora devono prendere le decisioni. La sua mi sembra un'accusa ingenerosa verso chi lavora al progetto al quale, tra l'altro, partecipano anche i sindacati». Anche Gregorio Fontana, parlamentare bergamasco del Popolo della libertà, rassicura: «dopo aver parlato con l'Ufficio di Gabinetto del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi – sottolinea Fontana – posso confermare la massima disponibilità da parte del ministro a seguire la vicenda. Si sta lavorando per cercare di fare in modo che l'accordo sottoscritto sia coerente al cento per cento con le norme europee e per poter così attingere al Fondo di internazionalizzazione». Si tratta, osserva Fontana, «di un lavoro lungo e complesso, già iniziato da tempo, ma che porterà i suoi frutti. I fondi sono stati richiesti e ci sono; occorre trovare la convergenza tra tutti gli attori interessati: è un lavoro di squadra iniziato già da qualche tempo. Ora ci sono passaggi da perfezionare». «L'impressione – conclude Fontana – è che si voglia sollevare un polverone strumentale e politico: la Cgil ha deciso di ribaltare il tavolo, di mettere in campo una lotta dura contro il Governo e la manovra. E tutto questo è funzionale al suo disegno. Credo occorra senso di responsabilità da parte di tutti». Il parlamentare della Lega Nord Giacomo Stucchi, raggiunto telefonicamente a Berlino dove è impegnato per il Salone internazionale dell'aeronautica, ricorda che quello della Valle Seriana «è un progetto pilota che ha l'obiettivo di sostenere il recupero produttivo di un'area importante: si tratta di fare investimenti mirati». «L'iter è ancora in corso – conferma Stucchi – e il ministero non ha espresso un diniego. Il problema è che prima c'erano più risorse; oggi, anche in considerazione di fattori esterni come la crisi economica in atto, occorre scegliere con attenzione i progetti e servono i necessari controlli. Il percorso per la richiesta non è ancora concluso e quella di Bresciani è un'accusa infondata perché non c'è stato diniego da parte del ministero». Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio ricorda che nei giorni scorsi i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil «hanno chiesto a me ad ogni assessore un incontro per affrontare diversi temi: mi sono detto assolutamente disponibile. Credo che il giudizio vada dato dopo». Dal canto suo, il presidente della Provincia Ettore Pirovano ha preferito non commentare le dichiarazioni di Bresciani.

ECO DI BERGAMO - 10/06/10 - PISCINA, CONTRO I RUMORI BARRIERA LUNGA 27 METRI

Grumello: i pannelli isolanti in corrispondenza degli scivoliL'aveva stabilito il tribunale, su richiesta di un privato cittadino
GRUMELLO. Si sta chiudendo con la posa in questi giorni di una barriera lunga 27 metri su parte del perimetro delle piscine comunali di Grumello, il «braccio di ferro» tra l'amministrazione comunale, proprietaria dell'impianto natatorio, e un privato cittadino che aveva dichiarato causa a «rumori e schiamazzi» provenienti dalla zona degli scivoli esterni. Dovrebbero concludersi a breve, infatti, i lavori per la posa delle barriere fonoassorbenti e isolanti, in coincidenza con la riapertura, oggi dopo la pausa invernale, del parco acquatico esterno delle piscine di via Don Belotti. La «grande muraglia», alta sei e lunga circa 27 metri, è stata installata sulla recinzione in corrispondenza degli scivoli, proprio per attutire i rumori provocati dai bagnanti che d'estate accedono alla piscina esterna. Per mitigare l'impatto ambientale della barriera sono già stati posati gli alberi tra la recinzione e la pista ciclabile che corre all'esterno dell'impianto, mentre all'interno è stata realizzata un'alta massicciata di terra contro cui poggiano i pannelli, ricoperta da essenze arboree. Contro l'impianto sportivo si era «scagliato» Lorenzo Rivellini, che abita in una casa a fianco di via Don Belotti, proprio in corrispondenza del parco acquatico esterno, per lui troppo rumoroso. Ad agosto 2009 la piscina era stata messa sotto sequestro dai carabinieri, in attuazione di una disposizione del giudice che aveva ritenuto «eccessivamente rumoroso» l'impianto. Dopo gli accertamenti da parte del consulente tecnico d'ufficio del tribunale, a cui si era rivolto Rivellini, era arrivata l'ordinanza del giudice: l'«Aquaclub» doveva posare i pannelli fonoassorbenti. Per qualche giorno, la piscina posta sotto sequestro era rimasta chiusa. Si era scatenato un putiferio in paese, con i 50 dipendenti dell'impianto che avevano protestato in strada insieme a decine di cittadini. Con loro anche i gestori dell'impianto, che è di proprietà del Comune ma è in gestione alla società «Aquaclub» che fa capo alla famiglia Locatelli. La questione era addirittura approdata sul tavolo del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, con un esposto dell'onorevole Giacomo Stucchi e dell'attuale assessore regionale all'Urbanistica, Daniele Belotti: i due politici bergamaschi volevano vederci chiaro e avevano chiesto di verificare, con un'ispezione, la correttezza della procedura adottata dal giudice riguardo al sequestro cautelativo dell'impianto comunale.Il giorno di Ferragosto dello scorso anno il parco era stato dissequestrato e, quindi, riaperto al pubblico, ma restavano chiusi gli scivoli esterni, ancora sotto sequestro. Ora, a distanza di quasi un anno, la vicenda sembra avviarsi alla conclusione, con la realizzazione di una parete isolante alta sei metri e lunga 27. Che la maggior parte dei cittadini di Grumello non voleva, perché toglie parte della vista sulla collina. Le opere dovrebbero essere completate a breve, e da oggi, primi tuffi nel parco acquatico esterno, che per tutta la stagione estiva resterà aperto ogni giorno a orario continuato, dalle 9 alle 19.

giovedì 3 giugno 2010

BERGAMO SERA - 03/06/10 - SERIATE, LE POSTE: DISSERVIZI SUPERATI E SERVIZIO ADEGUATO

SERIATE — “Data l’analisi dei flussi di traffico l’ufficio postale di Seriate è risultato in grado di soddisfare adeguatamente le richieste della clientela nel rispetto degli standard di qualità previsti”. E’ quanto si legge nella risposta scritta del viceministro delle Sviluppo Economico Paolo Romani all’interrogazione parlamentare presentata dai deputati della Lega Giacomo Stucchi, Pierguido Vanalli, Nunziante Consiglio e Ettore Pirovano che segnalava continui disagi e disservizi. Ebbene, le Poste, attraverso il ministro, fanno sapere che va tutto bene a Seriate. Che là ci sono 6 sportelli, 2 aree prodotti finanziari, un cash dispenser in funzione h24, adeguati al numero di abitanti del paese – 23mila circa – e alle loro esigenze. Non ci voleva l’intervento di un ministro per contare il numero di sportelli. La questione, come avevano sottolineato i leghisti nella loro interrogazione, era ben altra. Era quella dei disservizi continui che aveva portato il sindaco di Seriate Sivana Saita a convocare d’urgenza un incontro urgente con i vertici delle Poste locali per mettere fine ai guai di distribuzione e servizio postale cittadino, da anni problematico. E poi la promessa mancata dell’apertura di un secondo ufficio postale. Oppure la mancata ricezione di lettere e le lunghe attese agli sportelli. Tanto che molti seriatesi anche in questi giorni scelgono i paesi limitrofi per spedire la loro posta. E poi che dire dell’inagibilità di una parte dell’ufficio attuale? “Determinata da problemi strutturali dell’edificio – risponde il ministro, su indicazione delle Poste – dovute all’infiltrazione d’acqua attraverso il tetto a causa delle abbondanti nevicate delle festività natalizie. I lavori di manutenzione, nonostante la tempestività – sottolinea il documento – sono ancora in corso e richiederanno qualche mese per il completamento”. Era questo il motivo dello spostamento di parte del personale del recapito all’ufficio di Gorle, dove notoriamente hanno un tetto migliore. “Quanto ai disservizi nel recapito che si erano verificati per le difficoltà sopracitate – conclude il documento – sono stati superati e il servizio è tornato alla normalità”. Concetto abbastanza arbitrario quello della normalità. In ogni caso, “il ministero non mancherà di vigilare”. Siamo tutti più tranquilli…

martedì 1 giugno 2010

BERGAMO SERA - 1/06/10 - STUCCHI: NESSUNO RISPONDERA' MAI CHE VIVE NELLA BERGOMATVM AGER

BERGAMO — La Lega fa quadrato intorno al presidente della Provincia Ettore Pirovano, finito al centro delle polemiche per l’ormai annosa questione della bandiera “padana”. Ecco cosa ne pensa il deputato della Lega Nord Giacomo Stucchi. “Ha fatto bene il Presidente Pirovano a chiarire che il vessillo esposto ieri al Passo San Marco non è la bandiera ufficiale della Provincia di Bergamo, che non esiste, ma la semplice riproposizione del Gonfalone ufficiale (compreso lo sfondo verde non certamente scelto da Pirovano o dalla Lega) con la sola modifica dell'idioma utilizzato -dalla lingua latina a quella bergamasca- per esprimere la parola "Bergamo". Quindi, chiarita utilmente e con buona pace degli antileghisti di professione la questione cromatica, il grave delitto di cui si sarebbe macchiato il Presidente Pirovano sembrerebbe essere quello di aver utilizzato su un vessillo non ufficiale -in aggiunta alla scritta in lingua italiana- una fastidiosa parolina in lingua bergamasca, un idioma ancora vivo, parlato, la cui importanza non solo identitaria non possiamo certo dimenticare, in sostituzione del medesimo termine riprodotto però utilizzando la "più nobile", ma sicuramente meno utilizzata nelle conversazioni quotidiane dei bergamaschi, lingua latina. Rispetto e ammiro chi alla domanda posta da uno sconosciuto circa la provincia di sua residenza risponde convinto di vivere nella "BERGOMATVM AGER", guardo però con meno sospetto e più simpatia colui che, al contrario, risponde: "me so de Bèrghem”.

ECO DI BERGAMO - 1/06/10 - BANDIERA DELLA PROVINCIA SVENTOLA ANCORA LA POLEMICA

Il presidente Pirovano: «Pinzillacchere? Ecco cosa facciamo per il lavoro»Frizioni col Pdl. Il vice Capetti: «Io contro su Facebook? Errore dal palmare»
Il tema è «Cosa fa la Provincia per il lavoro». Ma la conferenza stampa convocata per replicare a sindacati e opposizioni, che accusano via Tasso di pensare solo alle «bandiere» (dopo il debutto del nuovo vessillo verde con scritta Bèrghem alla Cà San Marco) e non alla crisi, una volta esaurito il resoconto, diventa un «one man show» del presidente leghista Ettore Pirovano.Prima riferendosi alla polemica del segretario provinciale della Fiom sventola 120 euro (ogni bandiera costa 60 euro, ndr), dicendo di voler offrire il caffè a 120 sindacalisti. Poi se la prende col parlamentare del Pd Antonio Misiani: «Forse è preoccupato soprattutto del suo posto di lavoro, visto che il suo partito si sta sciogliendo». Trasferisce tutti nel suo ufficio, fa srotolare tutte le bandiere della Provincia che si sono succedute nel tempo, dice che «l'Inno di Mameli è provvisorio dal 1948, e quindi se la bandiera della Provincia resterà provvisoria per un po' (cioè senza autorizzazioni, ndr) nessuno scandalo: e poi come si fa a cantare "Che schiava di Roma" senza prurito?». Non risparmia neppure gli alleati del Pdl, che sulla bandiera è andato in ordine sparso (per il capogruppo in Provincia Giuseppe Bettera «Nessuno scandalo», mentre dal coordinatore provinciale Carlo Saffioti pieno dissenso): «Non c'è nessuna nube. Forse se la prendono perché li surclassiamo. Da loro io sto ancora aspettando delle idee». In barba al fatto che pochi minuti prima avesse presentato il piano di aiuti ad aziende, cassaintegrati e famiglie con al fianco l'assessore al Lavoro Enrico Zucchi e l'ex Giuliano Capetti (ora vicepresidente di via Tasso), entrambi piedellini. Da quest'ultimo, in sede ufficiale, nessun accenno all'adesione su Facebook al gruppo «Boicottiamo la nuova bandiera». Ma interpellato spiega: «È stato un errore. Mi è arrivata un'email sul palmare e per sbaglio ho cliccato "conferma". Mi sono già cancellato. Comunque in Giunta non si è approvata nessuna bandiera nuova. Servono degli iter ben precisi per cambiarla». «Non ci occupiamo solo di pinzillacchere, già dal 2005 con Capetti si andava al ministero di Maroni per le questioni occupazionali», ricorda Pirovano. E il vice conferma che «la cassa in deroga è nata proprio qui in Bergamasca, dove si sono create una normativa e una Commissione provinciale, per poi diventare esperienza nazionale». Zucchi cita i 30 casi aziendali «aperti», affrontati in altrettanti tavoli; il milione di euro per i Confidi e l'ugual cifra per le famiglie (si stanno definendo i criteri per assegnarli), stanziati nell'ultimo Bilancio di previsione; le cifre dell'apprendistato e e dell'inserimento disabili, oltre ai 40 cassaintegrati «divisi» tra Procura e Tribunale. Due le questioni particolari trattate. Per la Valle di Scalve si sta ragionando su possibili forme di aggregazioni d'imprese o gruppi d'acquisto; per le imprese del legno della Valle Brembana i leghisti hanno depositato in Parlamento un'interrogazione con la richiesta di attivare velocemente la «fiscalità zero».E proprio la Lega rinserra i ranghi. Al tavolo della conferenza ci sono anche i consiglieri regionali Giosuè Frosio e Roberto Pedretti, per ribadire la piena sintonia tra Regione e Provincia sui temi del lavoro: «Noi ci siamo. Piuttosto i sindacalisti non mettano il bastone tra le ruote. La crisi non è colpa di nessuno, c'è e va affrontata come stiamo facendo». Da Roma si fa sentire il deputato Giacomo Stucchi: «Il grave delitto di cui si sarebbe macchiato il presidente Pirovano sarebbe quello di aver usato su un vessillo non ufficiale, in aggiunta alla scritta in lingua italiana, una fastidiosa parolina in lingua bergamasca, un idioma ancora vivo, parlato, la cui importanza non possiamo dimenticare, in sostituzione del termine latino, più nobile ma sicuramente meno utilizzato. Rispetto e ammiro chi dice di vivere nella "Bergomatum ager" ma guardo con meno sospetto e più simpatia chi risponde "me so de Bèrghem"». E da Madrid (dov'è in corso un summit su economia e lavoro in Europa) il collega Nunziante Consiglio: «Che ci azzecca tirare in ballo i problemi del territorio quando si parla di una bandiera? Il presidente Pirovano bene ha fatto, con la scritta Bèrghem, ad esprimere pienamente l'appartenenza dei bergamaschi, e questo non gli ha impedito di occuparsi con incisività delle questioni occupazionali della nostra provincia». Ma la polemica non si placa. «L'elemento inquietante della nuova bandiera della Provincia pirovaniana – interviene il consigliere provinciale di Sinistra per Bergamo, Paolo D'Amico – è la scritta in dialetto che rimarca l'elemento identitario. Il principio dell'identità è fortemente connotato ideologicamente, è escludente dell'"altro", è una barriera, crea distanza anziché consolidare i valori della convivenza e del rispetto reciproco». E un lettore: «La bandiera verde con scritta in dialetto dimostra ancora una volta come questa gente abbia vedute molto corte e mentalità chiusa. Già da sempre nella tipologia del bergamasco c'è questa caratteristica di chiusura e isolazionismo. Ora la cosa si aggrava con l'apporto dello spirito leghista. Spero che tutte le forze politiche più aperte e il Cai facciano in modo che queste grette posizioni e queste manovre non si ripetano. Anche per il buon nome della terra bergamasca».