venerdì 21 maggio 2010

ECO DI BERGAMO - 21/05/10 - LEGA INTERROGAZIONE A BERLUSCONI SUL RITIRO DELLE RACCOMANDATE

I deputati della Lega Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Pierguido Vanalli ed Ettore Pirovano, hanno inviato un'interrogazione a risposta scritta al ministro per lo Sviluppo economico (incarico assunto ad interim dal presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, in seguito alle dimissioni del Ministro Claudio Scajola) sui disagi provocati dal ritiro centralizzato delle raccomandante nella sede delle Poste di via Galimberti a Redona, chiedendo «se non ritenga opportuno invitare l'azienda Poste italiane a non peggiorare ulteriormente il già carente servizio offerto ai cittadini della Provincia di Bergamo, che già patiscono da lungo tempo i gravi disagi riguardanti problematiche puntualmente segnalate dagli interroganti, prevedendo un'adeguata prestazione in tutta la Bergamasca».«L'ufficio comunicazione di Poste Italiane – scrivono – fa presente che il ritiro delle raccomandate in via Galimberti, nel quartiere di Redona, riguarda tutti i residenti della città; ma tra i cittadini ci sono anche anziani senza auto che, se prima riuscivano a risolvere il problema prendendo i bus verso il centro, ora si trovano in difficoltà: per loro andare a ritirare una raccomandata in via Galimberti è diventata un'impresa piuttosto ardua, vedendosi costretti a raggiungere la periferia cittadina per eseguire l'operazione; inoltre, ci sono i cittadini che lavorano, alcuni pendolari, che non riuscirebbero ad arrivare con i mezzi pubblici (treno e bus) prima dell'orario di chiusura, essendo una zona periferica».

ECO DI BERGAMO - 21/05/2010 - "TERREMOTO, SERVE LO STATO D'EMERGENZA"

La richiesta dei parlamentari leghisti al presidente Berlusconi dopo i danni delle due scosse

«Nessun paese colpito dal sisma deve essere dimenticato». Con questo obiettivo si è sviluppata una doppia azione targata Lega Nord: i parlamentari leghisti hanno scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il gruppo consiliare regionale del Carroccio ha presentato un'interrogazione alla Giunta. I parlamentari in questione sono Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli che si rivolgono al presidente Berlusconi sottolineando la situazione che si è creata dopo le scosse di terremoto e chiedendo lo «stato di emergenza». «Visti i danni causati dalle due scosse sismiche che nei giorni scorsi (11 e 14 maggio) hanno colpito molti paesi della provincia di Bergamo, tra i quali Bracca, Algua, Selvino e Albino – scrivono i parlamentari –, con la presente Le chiediamo, seguendo le procedure normative vigenti, di deliberare lo "stato di emergenza" nelle aree colpite, e conseguentemente di far emanare al più presto l'ordinanza necessaria all'attuazione degli adeguati interventi, al fine di evitare situazioni di pericolo, o maggiori danni alle persone o alle strutture pubbliche e private colpite (tra cui otto chiese nella Val Serina) dall'evento calamitoso in questione».Ma la preoccupazione per l'onda sismica ha toccato anche il Pirellone. Infatti si sono mobilitati i consiglieri regionali Giosuè Frosio e Roberto Pedretti con una interrogazione all'assessore Romano La Russa. «La scorsa settimana – spiegano i consiglieri del Carroccio – si sono verificate due scosse sismiche in provincia di Bergamo, rispettivamente di 3,3 gradi e di 2,8 gradi. L'evento ha danneggiato strutture pubbliche e private, tra cui anche otto chiese in Val Serina, causando forte preoccupazione nella popolazione, che teme un ripetersi delle scosse. Siamo convinti che nessun paese che ha subito questi danni debba essere dimenticato e invitiamo l'assessore regionale alla Protezione civile a effettuare un sopralluogo nei Comuni colpiti dall'evento sismico». Nell'interrogazione si chiede all'assessore «di riferire quale sia la reale situazione dei territori colpiti, se si prevedono ulteriori scosse sismiche, le azioni si stanno programmando per la verifica dei danni subiti alle strutture pubbliche e private e quali risorse verranno messe a disposizione dei Comuni colpiti».

martedì 18 maggio 2010

ECO DI BERGAMO - 18/05/10 - "AMMORTIZZATORI DA PROROGARE OLTRE IL 2010"

La richiesta dei sindacati agli esponenti della politica presenti al presidio di piazza Matteotti
Fare squadra e condividere la responsabilità, a tutti i livelli, per trovare ipotesi, percorsi, soluzioni legislative alla crisi, a breve e lungo termine. Questo l'invito dei sindacati confederali provinciali Cgil, Cisl e Uil, al mondo associativo e politico locale, regionale e parlamentare bergamasco, che ha risposto positivamente. Dando vita, ieri pomeriggio, a un insolito incontro a più voci, a cielo aperto, davanti al presidio di piazza Matteotti. «Bergamo si è sempre distinta nel fare gruppo nei momenti di difficoltà – ha detto Marco Cicerone, segretario provinciale Uil – e oggi è necessario rimettere in piedi un'iniziativa di squadra con chi fa politica a tutti i livelli, per contenere al massimo gli effetti degenerativi dei prossimi mesi». Al livello nazionale, i sindacati bergamaschi chiedono di prorogare oltre il 2010 gli ammortizzatori sociali e di intraprendere una politica di piano industriale, con un occhio all'assetto produttivo del nostro territorio. «A livello territoriale, invece, chiediamo di avere più coraggio per rimettere in moto la microeconomia», ha aggiunto Cicerone. L'attenzione principale va al welfare per le famiglie in difficoltà, per Ferdinando Piccinini, segretario generale Cisl Bergamo, che ha affermato la necessità di «offrire prospettive alle persone. Le famiglie, nei prossimi mesi, rischiano maggiori difficoltà e allora dobbiamo chiederci quali politiche sociali mettere in campo e che ruoli assumeranno i singoli comuni». A settembre-ottobre, i sindacati hanno in programma anche «un'iniziativa sui temi dello sviluppo a Bergamo – come ha anticipato Luigi Bresciani, segretario provinciale Cgil – perché crediamo che la politica con la P maiuscola debba dare un suo contributo».La risposta territoriale è arrivata dal sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, che si è detto ben volentieri disponibile a proseguire il confronto con una serie di incontri presso gli assessori competenti degli ambiti coinvolti. Proseguendo con il tema degli investimenti «volano per il lavoro, per i quali mancano i fondi, che si potrebbero ricavare da politiche di disinvestimento, sulle quali è necessario trovare una condivisione politica per accelerarne i tempi». Per la provincia di Bergamo, ha parlato l'assessore al Lavoro, Enrico Zucchi, precisando l'impegno concretizzatosi con stanziamenti di bilancio per le famiglie in difficoltà (1 milione i euro) e per il fondo rischi dei consorzi fidi (un altro milione di euro). «Proponiamo, inoltre, il rafforzamento dei centri per l'impiego, attraverso un uso più flessibile e territoriale del sistema delle doti – per Zucchi –. Questo territorio è, inoltre, pronto a fare un salto di sperimentazione in termini di flexicurity e sussidiarietà».Tra i rappresentanti bergamaschi al governo che sono intervenuti ieri, oltre a Sergio Piffari (Idv), Giovanni Sanga (Pd) ha sostenuto la necessità di «rivedere la composizione della formula del patto di stabilità della funzione pubblica, in modo che consenta anche di realizzare alcuni investimenti di sostegno nell'economia locale»; Giacomo Stucchi (Lega) ha sottolineato l'impegno per «ottenere le risorse per la cassa in deroga anche per il 2011». Per il Pd erano presenti anche i consiglieri regionali Maurizio Martina e Mario Barboni.L'analisi del senatore Mauro Ceruti (Pd) ha individuato, invece, tre motori di sviluppo che sono in crisi al nord, in generale, ma anche nella nostra provincia, in particolare: «Le reti, i cui nodi a Bergamo sono l'aeroporto, la fiera e il nuovo ospedale, per i quali mancano infrastrutture di collegamento adeguate; la formazione e la ricerca; e il welfare, che deve diventare politica, azione, motore di sviluppo». In particolare su Orio al Serio, «stiamo lavorando in silenzio a un progetto, attraverso un comitato – ha concluso Nunziante Consiglio (Lega) – per creare una Teb anche in Valle Brembana, sul modello di quella della Valle Seriana, collegando le due linee con Orio e innestandosi sul sistema ferroviario per collegarsi a Milano con l'alta velocità».Infine, assente per impegni, Savino Pezzotta (Udc), in un comunicato, ha avanzato la proposta di «un punto permanente di azione tra i parlamentari bergamaschi, le istituzioni e le forze sociali per determinare azioni convergenti sui problemi della nostra provincia».

ECO DI BERGAMO - 18/05/10 - GHISALBA, PREMIATI I SALAMI NOSTRANI

Vincono due norcini di Martinengo e Albano. Sul podio anche Antegnate
GHISALBA Due vincitori ex aequo per il «miglior salame nostrano bergamasco», titolo assegnato nel corso della sagra del salame di Ghisalba, quest'anno alla decima edizione. Sul gradino più alto del podio sono saliti Daniele Ranghetti di Martinengo e Renato Barcella di Albano Sant'Alessandro che hanno entrambi totalizzato 225 punti e sono stati premiati dal circolo «La buona tavola» di Ghisalba sia come migliori produttori che come migliori norcini. Al terzo posto è giunto Fiorenzo Arquati di Antegnate con 208 punti.Inutile dire che i 10 salami selezionati per la degustazione da parte della giuria ufficiale erano tutti di ottima qualità, a loro volta selezionati da norcini esperti tra i 45 salami in gara, provenienti da tutta la provincia di Bergamo: insaccati rigorosamente artigianali e prodotti secondo le regole della tradizione. Sabato sera i 10 salami selezionati sono stati analizzati da una apposita giuria secondo parametri precisi: aspetto esterno, colore e consistenza, rispondenza alla tipicità, aroma e gusto. Gli insaccati finalisti erano numerati in modo da non poter risalire al produttore e solo al termine della valutazione individuale, Giuseppe Rizzi, presidente del circolo «La buona tavola» e organizzatore della manifestazione, ha svelato i nomi dei norcini. In premio prodotti tipici e le targhe offerte dall'amministrazione comunale assegnate dal sindaco Samuele Vegini e dall'onorevole leghista Giacomo Stucchi.Prima dell'incoronazione del miglior salame nostrano si è svolto nel palazzo comunale un convegno dal titolo: «Agriturismo bergamasco, ospitalità e tradizione» con relatori e rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle associazioni di categoria, quali la Provincia di Bergamo, la Camera di Commercio, l'Università degli studi di Milano, la Coldiretti, Confagricoltura, l'Unione Agricoltori e Copagri. Apertura e conclusioni sono toccate all'assessore provinciale all'Agricoltura Enrico Piccinelli che ha spiegato le tendenze in atto di un comparto che, nonostante la generale crisi economica, mantiene buone prospettive, elogiando infine la sagra di Ghisalba come momento di festa comunitaria incentrata sulla riscoperta delle produzioni tipiche bergamasche. A chiusura del convegno un soddisfatto Giuseppe Rizzi ha voluto commemorare Pietro Ferranti, uno dei fondatore del circolo «La buona tavola» recentemente scomparso. Mentre in municipio si teneva il convegno, in piazza Garbali impazzava la festa (proseguita sino a tarda sera) con numerosi stand e punti ristoro dove associazioni locali e di volontariato hanno servito fino le più svariate specialità gastronomiche, non solo a base di salame ma comprendenti tutte le pietanze tipiche della tradizione bergamasca, favorevolmente accolte da un numeroso pubblico che da ormai dieci anni dimostra di gradire questa manifestazione, divenuto un appuntamento immancabile per molti buongustai.

ECO DI BERGAMO - 18/05/10 - "AMMORTIZZATORI DA PROROGARE OLTRE IL 2010"

La richiesta dei sindacati agli esponenti della politica presenti al presidio di piazza Matteotti
Fare squadra e condividere la responsabilità, a tutti i livelli, per trovare ipotesi, percorsi, soluzioni legislative alla crisi, a breve e lungo termine. Questo l'invito dei sindacati confederali provinciali Cgil, Cisl e Uil, al mondo associativo e politico locale, regionale e parlamentare bergamasco, che ha risposto positivamente. Dando vita, ieri pomeriggio, a un insolito incontro a più voci, a cielo aperto, davanti al presidio di piazza Matteotti. «Bergamo si è sempre distinta nel fare gruppo nei momenti di difficoltà – ha detto Marco Cicerone, segretario provinciale Uil – e oggi è necessario rimettere in piedi un'iniziativa di squadra con chi fa politica a tutti i livelli, per contenere al massimo gli effetti degenerativi dei prossimi mesi». Al livello nazionale, i sindacati bergamaschi chiedono di prorogare oltre il 2010 gli ammortizzatori sociali e di intraprendere una politica di piano industriale, con un occhio all'assetto produttivo del nostro territorio. «A livello territoriale, invece, chiediamo di avere più coraggio per rimettere in moto la microeconomia», ha aggiunto Cicerone. L'attenzione principale va al welfare per le famiglie in difficoltà, per Ferdinando Piccinini, segretario generale Cisl Bergamo, che ha affermato la necessità di «offrire prospettive alle persone. Le famiglie, nei prossimi mesi, rischiano maggiori difficoltà e allora dobbiamo chiederci quali politiche sociali mettere in campo e che ruoli assumeranno i singoli comuni». A settembre-ottobre, i sindacati hanno in programma anche «un'iniziativa sui temi dello sviluppo a Bergamo – come ha anticipato Luigi Bresciani, segretario provinciale Cgil – perché crediamo che la politica con la P maiuscola debba dare un suo contributo».La risposta territoriale è arrivata dal sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, che si è detto ben volentieri disponibile a proseguire il confronto con una serie di incontri presso gli assessori competenti degli ambiti coinvolti. Proseguendo con il tema degli investimenti «volano per il lavoro, per i quali mancano i fondi, che si potrebbero ricavare da politiche di disinvestimento, sulle quali è necessario trovare una condivisione politica per accelerarne i tempi». Per la provincia di Bergamo, ha parlato l'assessore al Lavoro, Enrico Zucchi, precisando l'impegno concretizzatosi con stanziamenti di bilancio per le famiglie in difficoltà (1 milione i euro) e per il fondo rischi dei consorzi fidi (un altro milione di euro). «Proponiamo, inoltre, il rafforzamento dei centri per l'impiego, attraverso un uso più flessibile e territoriale del sistema delle doti – per Zucchi –. Questo territorio è, inoltre, pronto a fare un salto di sperimentazione in termini di flexicurity e sussidiarietà».Tra i rappresentanti bergamaschi al governo che sono intervenuti ieri, oltre a Sergio Piffari (Idv), Giovanni Sanga (Pd) ha sostenuto la necessità di «rivedere la composizione della formula del patto di stabilità della funzione pubblica, in modo che consenta anche di realizzare alcuni investimenti di sostegno nell'economia locale»; Giacomo Stucchi (Lega) ha sottolineato l'impegno per «ottenere le risorse per la cassa in deroga anche per il 2011». Per il Pd erano presenti anche i consiglieri regionali Maurizio Martina e Mario Barboni.L'analisi del senatore Mauro Ceruti (Pd) ha individuato, invece, tre motori di sviluppo che sono in crisi al nord, in generale, ma anche nella nostra provincia, in particolare: «Le reti, i cui nodi a Bergamo sono l'aeroporto, la fiera e il nuovo ospedale, per i quali mancano infrastrutture di collegamento adeguate; la formazione e la ricerca; e il welfare, che deve diventare politica, azione, motore di sviluppo». In particolare su Orio al Serio, «stiamo lavorando in silenzio a un progetto, attraverso un comitato – ha concluso Nunziante Consiglio (Lega) – per creare una Teb anche in Valle Brembana, sul modello di quella della Valle Seriana, collegando le due linee con Orio e innestandosi sul sistema ferroviario per collegarsi a Milano con l'alta velocità».Infine, assente per impegni, Savino Pezzotta (Udc), in un comunicato, ha avanzato la proposta di «un punto permanente di azione tra i parlamentari bergamaschi, le istituzioni e le forze sociali per determinare azioni convergenti sui problemi della nostra provincia».

lunedì 17 maggio 2010

BERGAMO NEWS - 17/05/10 - LA CASA DEI PARLAMENTARI OROBICI: ECCO DOVE VIVONO A ROMA

L'indagine - Dove vivono deputati e senatori di Bergamo quando scendono nella capitale? Quasi tutti in piccoli appartamenti attorno a Montecitorio o Palazzo Madama, in affitto. Qualcuno in albergo. Solo Carolina Lussana in casa di proprietà del marito.
Il parlamentare bergamasco non compra casa a Roma. Vive in affitto per lo più, in appartamenti piccoli, ma centralissimi oppure sceglie l’albergo. E’ questa dunque, mentre al centro della cronaca giudiziar-politica si collocano particolarissimi rapporti di compravendita di immobili della casta (o della cricca), la tipologia dell’alloggio targato Bg nella capitale.L’unica deputata che sta in casa di appartenenza (“è di mio marito, parlamentare pure lui) è Carolina Lussana, della Lega Nord: “Prima alloggiavo in albergo, poi, da sposata mi sono trasferita a casa di mio marito, Giuseppe Galati (Pdl): un appartamento, un po’ fuori, in zona Teulada”. Degli altri lumbard orobici, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli hanno fatto una scelta un po’ particolare: “Ogni martedì via internet scegliamo un albergo per stare a Roma un paio di notti durante la settimana – spiega Consiglio. Non importa che sia vicinissimo a Montecitorio, semmai ci spostiamo in taxi. Quanto ci costa? Dipende molto dal luogo, dal periodo… però si va dagli 80 ai 130 euro a notte. Se facciamo due conti, taxi compreso spendiamo a testa 300-350 euro a settimana, tutto sommato ci sta rispetto agli affitti che girano”. E Vanalli conferma: “Ci sembra più comodo e anche un po’ più risparmioso e poi andando in hotel ci sentiamo psicologicamente più legati a casa nostra, qui in provincia”.Tra i deputati del Carroccio, Giacomo Stucchi dal 2000 e cioè da dieci anni sta in via Persiana, una parallela della centralissima via del Corso: “Un monolocale con solo il letto e una libreria dell’Ikea, neanche un quadro alle pareti. È pago poco più di mille euro al mese: l’ho avuto da un privato”.Il presidente della Provincia di Bergamo, nonché deputato, Ettore Pirovano invece sta in un “solaio, non scriva attico mi raccomando, pensi che se mi alzo di colpo batto la testa sul soffitto. Insieme a un collega parlamentare dividiamo uno spazio micro, saranno undici metri quadrati a testa più la cucina in comune, dietro la sede del Messaggero, in centro. A settecento euro al mese”.Sul fronte opposto, politicamente parlando, tra i parlamentari del Partito democratico solo Antonio Misiani sta in affitto: “In via Baccina, vicino a via Nazionale, in pieno centro: un appartamento che divido con un collega e per il quale pago 1.500 euro al mese”. Giovanni Sanga invece sceglie l’albergo, hotel vicino a Montecitorio: “Il prezzo cambia a seconda del periodo”, spiega senza aggiungere dettagli.E il senatore Mauro Ceruti invece va “a prestito”: “Sono stato per tre mesi ospite di un amico che ha vissuto negli Stati Uniti, a volte sto in albergo. All’inizio del mandato alloggiavo in un convento. Appena avrò risolto alcune questioni personali e potrò dedicarmi a definire il mio soggiorno romano penso che opterò proprio per il ritorno in convento”.Tornando agli esponenti della maggioranza di governo e quindi al Popolo della libertà Giorgio Jannone, che peraltro è il presidente della commissione bilaterale di controllo degli enti di gestione (vale a dire Inail, Inps… e tutti gli enti a cui fanno capo palazzi e case di gran pregio) sta in affitto nella capitale, da un privato, in un appartamento di 50 metri quadrati nella piazza del Parlamento pagando 1.600 euro al mese. Così come Gregorio Fontana che da un decennio abita in via Della Croce, vicinissimo a Montecitorio (così mi muovo a piedi, perché Roma in auto è impossibile): 75 metri quadrati di proprietà di un ingegnere a 1.900 euro al mese.Dal canto suo Valerio Carrara ha affittato da un’agenzia immobiliare un appartamentino di 35 metri quadrati in via Dei Pianellari vicino a via Della Scrofa, ma preferisce non dire quanto lo paga.Affitto anche per Alessandra Gallone: “Stavo in hotel poi un giorno per caso mi sono imbattuta in un’agenzia immobiliare che mi ha proposto un francobollo, 40 metri quadrati con soppalchino, a 1.200 euro al mese più le spese in via D’Ascanio, trasversale di via Della Scrofa. Meglio così: più comodo e in fondo anche meno costoso dell’albergo”.Mirko Tremaglia, veterano del Parlamento italiano, da anni e anni quando scende nella capitale dorme in un appartamento centrale affittato. Torniamo agli eletti dell’opposizione e al movimento che fa della legalità la propria bandiera. Per l’Italia dei valori Sergio Piffari a Roma soggiorna in un appartamento in affitto dalla Banca Popolare di Bergamo a 2.000 euro al mese più le spese condominiali dalle parti della fontana di Trevi: “Divido l’appartamento, e il suo costo, con il mio collega di partito Ivan Rota (pure eletto a Bergamo) e nello stesso edificio c’è la sede dell’Idv”.Anche Gabriele Cimadoro ha affittato dall’assicurazione Ausonia un appartamento “in un palazzo meraviglioso in cui ha vissuto il presidente Sandro Pertini. Pago 1.700 euro al mese più le spese. Me l’ha suggerito un ex collega parlamentare”.

domenica 16 maggio 2010

ECO DI BERGAMO - 16/05/10 - TERREMOTO, RESTA CHIUSA LA PARROCCHIALE BRACCA

Ieri il sopralluogo sulle chiese danneggiate in Val SerinaI parroci a sindaci e politici: «Aiutateci a restaurarle»
BRACCA - La chiesa di Bracca, danneggiata dalle due scosse sismiche dei giorni scorsi, resterà chiusa ancora per tutta la prossima settimana. Per le funzioni religiose si continuerà quindi a far capo alla chiesetta di Sant'Antonio di Truchel-Bruga.È il verdetto emsso dai tecnici che hanno compiuto un secondo sopralluogo sull'edificio, che pare il più colpito degli otto della Valle Serina lesionati dalle scosse di terremoto di martedì e venerdì scorsi. A Bracca, tra l'altro, poco lontano dalla parrocchiale risulta anche l'unica casa privata – di Michel Carobbio – in cui si sarebbero aperte delle fessure dopo il terremoto. A proposito della chiesa, «le crepe si sono ulteriormente allargate e se ne sono aperte di nuove – ha precisato l'ingegner Franco Solvetti –: sono necessarie altre verifiche. E si dovrà procedere a un'attenta verifica della cella campanaria, che pure ha subito danni. Beninteso che non ci sono pericoli imminenti di crolli, ma è necessario un esame approfondito della situazione, nell'ottica del recupero». Sempre nel corso dello stesso sopralluogo è stato fatto il punto sulle chiese di Pagliaro e di Sambusita, dove ha subito danni anche la canonica, mentre si è rimandata alla prossima settimana la verifica sui restanti edifici sacri danneggiati dal sisma, tra cui la chiesa di Trafficanti. I tecnici hanno osservato che il territorio interessato dal terremoto è molto delicato in termini geologici: si ricorda, ad esempio, che nel 1888 scese la grande frana di Truchele che formò il laghetto di Algua, che un paio di decenni fa furono necessari interventi di consolidamento del pendio su cui sorge la chiesa di Sambusita e che nel 2002 ci fu una grande frana, ancora a Bracca, poco oltre l'hotel della fonte omonima. La conclusione è che sarebbe auspicabile uno studio di tutto il territorio della bassa Valle Serina. Al sopralluogo hanno partecipato il parroco di Bracca e vicario locale della Valle Serina, don Francesco Mangili; don Pierangelo Redondi, parroco di Rigosa, Sambusita e Ambriola; don Stefano Pellegrini, parroco di Costa Serina, Ascensione e Trafficanti. C'erano anche i sindaci Marco Muttoni, di Bracca, e Bruno Cimarra, di Costa Serina, i tecnici Franco Solvetti, Alessandro Chiodelli, Giorgio Fanti, Antonio Altieri, Lino Micheli ed Ernesto Mattoni. Quest'ultimi – sacristi rispettivamente della chiesa di Bracca e di quella di Pagliaro – sono stati i primi a rilevare e segnalare i danni del terremoto ai due edifici. Hanno partecipato anche il deputato Giacomo Stucchi e il consigliere regionale Giosuè Frosio. «Abbiamo apprezzato il loro interessamento – ha osservato don Mangili –. Hanno risposto con sollecitudine alla nostra richiesta di essere in Valle per una verifica della situazione, convocando anche i tecnici per i primi rilievi. Io e gli altri sacerdoti abbiamo sottolineato che le nostre chiese sono ormai l'unico punto di riferimento sociale, oltre che religioso, per le nostre comunità che hanno generosamente contribuito negli anni a mantenere intatto quel grande patrimonio artistico e morale che sono le nostre chiese. Per questo abbiamo richiesto la presenza dei sindaci al sopralluogo. Ora siamo fiduciosi che ci saranno vicini».