giovedì 22 aprile 2010

ECO DI BERGAMO - 22/04/10 - APPELLO ALLA GELMINI "BERGAMO HA BISOGNO DI UN LICEO MUSICALE"

Interrogazione della Lega al ministro. Roffia: sono d'accordoIl Secco Suardo pronto a ospitare la sezione: già 26 richieste
«Il territorio è pronto da tempo e le iscrizioni ci sono». Così ha dichiarato il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Luigi Roffia, in merito alla possibilità che dal ministero dell'Istruzione arrivi l'attribuzione a Bergamo di uno degli 11 licei musicali. Ricordiamo che la nascita del liceo musicale è il frutto della riforma della scuola superiore realizzata dal ministro Gelmini, riforma che prevede appunto l'istituzione del liceo musicale e coreutico. Grande attesa dunque per questa decisione che dovrebbe essere ormai prossima e per sollecitare la quale si sono mossi anche i parlamentari bergamaschi. È di ieri infatti l'interrogazione parlamentare presentata dall'onorevole Giacomo Stucchi insieme ai colleghi Nunziante Consiglio, Pierguido Vanalli e al presidente della Provincia, Ettore Pirovano nella quale si sottolinea come le scuole bergamasche da tempo si stanno preparando per l'avvio del nuovo liceo musicale. «Sono 21, erano 9 quattro anni fa le scuole secondarie di primo grado con sezioni musicali – si legge nell'interrogazione – segno questo di una forte crescita della richiesta di formazione musicale nella provincia orobica». Da parte sua il ministero, ancora nel 2009, in occasione di una prima ricognizione in vista dell'avvio della riforma per il 2010, aveva indicato nelle città di Milano, Cremona, Brescia e Pavia l'istituzione dei licei musicali, escludendo Bergamo, per la precisione il liceo socio psicopedagogico Secco Suardo in cui da anni è presente una sperimentazione musicale, adducendo come motivazione il numero insufficiente di domande di iscrizione. «Al momento – ha precisato in proposito il dirigente del Secco Suardo, Giovanni Pezzoni – abbiamo 26 richieste di iscrizione. Un numero più che sufficiente per istituire una classe prima. Da non dimenticare poi – sottolinea Pezzoni – che lo scorso febbraio la Regione Lombardia aveva previsto proprio nella nostra scuola l'istituzione del liceo musicale. Scelta supportata anche dalla dichiarata volontà degli enti preposti di attribuire al nuovo liceo la prestigiosa sede nel complesso di Astino. Ci attendiamo quanto prima una risposta positiva da parte del ministro anche per poter assicurare ai nostri alunni il percorso di studi che hanno indicato al momento della preiscrizione». «Ci fa piacere che i nostri parlamentari e rappresentanti in regione ci sostengano – ha commentato ancora Luigi Roffia – anche perché l'attivazione di un liceo musicale nella nostra città sarebbe la logica conclusione del lavoro avviato più di due anni fa con l'istituzione di un tavolo interistituzionale. Tavolo avviato proprio nella prospettiva di una, allora ipotetica, istituzione di un liceo musicale. La richiesta al ministero perché anche Bergamo abbia questo nuovo corso di studi è stata corale – ha sottolineato il dirigente dell'Usp – a partire dall'Ufficio scolastico, dal Comune, dalla Provincia, dai sindacati e dalle scuole medie che offrono l'indirizzo musicale». Ma se per il Secco Suardo, come possibile sede del liceo musicale, al momento non c'è certezza, non si può dire la stessa cosa per la scuola paritaria Collegio vescovile Sant'Alessandro dove invece è sicuro che, a partire dal prossimo anno, ci sarà una classe prima del nuovo liceo: «A settembre apre il liceo musicale – ha dichiarato il preside Lucio Sisana – stiamo solo aspettando l'estensione della parità da parte dell'Ufficio scolastico regionale a cui abbiamo inviato tutta la documentazione necessaria. Il nostro è un liceo musicale a tutti gli effetti, organizzato secondo il quadro orario indicato nella riforma Gelmini. Siamo attrezzati con aule insonorizzate, strumenti musicali e personale docente. Il diploma che conseguiranno i nostri alunni – ha sottolineato Sisana – sarà spendibile in qualunque università».Tiziana Sallese

ECO DI BERGAMO - 22/04/10 - CACCIA, STAGIONE PIU' LUNGA. MA SOLO DI 10 GIORNI

Il compormesso alla Camera: le Regioni potranno prorogare gli spari fino al 10 febbraio. Ora il testo torna al Senato
Alla fine, la Camera ci ha messo un paletto. L’estensione della stagione di caccia sarà possibile, ha stabilito l’aula di Montecitorio, solo per dieci giorni oltre il termine attuale. Niente «caccia nolimits», dunque. Le Regioni avranno la possibilità di posticipare al massimo fino al 10 febbraio (oggi il termine è fissato al 31 gennaio) la stagione degli spari agli uccelli, e solo dopo aver ottenuto il parere preventivo e vincolante dell’Ispra, l’istituto superiore di protezione e ricerca ambientale. Vietatissimo imbracciare le doppiette nei periodi di riproduzione e migrazione delle specie. La decisione è frutto di una lunga opera di mediazione, che ha portato alla stesura di un emendamento che ha ottenuto il sostegno principalmente di Pdl e Pd (anche se in entrambi gli schieramenti si sono registrati anche pronunciamenti contrari al provvedimento): i sì sono stati 349, 126 i no, 32 gli astenuti. Ora il testo della legge comunitaria (in cui il dibattuto articolo 43 sulla caccia è contenuto) fa ritorno al Senato, dove si prevede – se non ci saranno ulteriori modifiche – l’approvazione definitiva entro maggio. L’articolo 43 era in realtà già passato dalle stanze di Palazzo Madama, i cui occupanti avevano spedito ai colleghi di Montecitorio un testo che consentiva alle Regioni di modificare, per alcune specie, i termini di inizio e fine caccia stabiliti dalla legge (pur nel rispetto della direttiva comunitaria 79/406). In Commissione alla Camera il testo era però stato limato ed emendato, consentendo alle Regioni solo di posticipare i termini di legge. Soluzione che tuttavia non risultava per tutti soddisfacente: oltre alla forte protesta delle associazioni ambientaliste e dell’opposizione di centrosinistra, è emersa pure la contrarietà all’allungamento della stagione di alcuni esponenti del Pdl, che nei giorni scorsi avevano scritto una lettera al presidente del Consiglio annunciando che non avrebbero «legittimato con il voto il cedimento politico a meno di 750 mila cacciatori e alla loro volontà di sparare indiscriminatamente tutto l’anno e contro qualsiasi specie animale». L’esito del voto, dunque, era quantomai incerto: la quadra si è trovata solo ieri, con il «sub-emendamento» che limita la possibilità di estensione della caccia ai soli primi dieci giorni di febbraio. Un compromesso che ha raggiunto la maggioranza dei consensi in aula e suscitato moderata soddisfazione tra gli ambientalisti, ma che sul fronte dei parlamentari orobici vede anche diversi scontenti. Ha votato contro il limite dei dieci giorni, compatta, la Lega Nord: «L’articolo 43 uscito dal Senato, ma anche la versione elaborata in commissione, si potevano considerare mediazioni soddisfacenti – rileva il lumbard Giacomo Stucchi –. L’emendamento dei dieci giorni, invece, non ci va bene, è troppo restrittivo. Non si possono prendere in giro i cacciatori. Si parla di tutela degli animali pensando al proprio gatto, e non si capisce che la caccia è un’altra cosa: passione, tradizione, ma anche valore economico, con tante imprese artigiane attive sul territorio, e contenimento dei danni causati dal proliferare eccessivo di alcune specie animali. Per questo la decisione di oggi è politicamente miope». Non troppo convinto del limite alla prima decade di febbraio, si è astenuto Gregorio Fontana (Pdl): «L’estensione della stagione venatoria, per come era delineata nel testo approvato al Senato, non sarebbe andata a ledere l’ambiente. Il compromesso raggiunto oggi (ieri, ndr) è per certi aspetti peggiorativo, anche se perlomeno non raccoglie le istanze più oltranziste di quelli che io definisco ambientalisti fanatici. Auspico che nelle sedi opportune si torni a ragionare in modo più ampio del tema caccia. Spogliandoci, per prima cosa, dell’idea che i cacciatori non tutelino l’ambiente». Il sì al compromesso è arrivato invece da Antonio Misiani (Pd), che lo definisce «una soluzione ragionevole, frutto di un’intesa tra maggioranza e opposizione. Eravamo contrari a un’estensione indiscriminata della stagione venatoria. Certo, lascia un po’ perplessi constatare che, nonostante gli sforzi per trovare un accordo, parte della maggioranza abbia poi votato contro l’emendamento». Uscendo dalle aule del Parlamento, il provvedimento incassa le stoccate dei cacciatori orobici: «La montagna ha partorito il topolino – commenta Lorenzo Bertacchi, presidente provinciale di Federcaccia -. Questa decisione riduce ulteriormente un testo che era già troppo limitato rispetto alla normativa europea, che per determinate specie consente di sparare fino al 28 febbraio e per due decadi al massimo ad agosto». Bertacchi rileva poi che i giorni in più «non saranno nemmeno dieci: almeno 3 o 4 ricadranno nel silenzio venatorio, che è obbligatorio il martedì e il venerdì. Dunque, le giornate effettive in più diventano al massimo sette. Quello che ci ha fatto più male, però, è stata la campagna di disinformazione condotta sui principali giornali nazionali: si è insistito su una presunta "deregulation", quando in realtà si trattava di un allungamento di due o tre decadi a febbraio». Insoddisfatto, dal fronte Acl, pure Fortunato Busana, che ora punta su possibili modifiche in Senato: «Sono in contatto con il senatore Valerio Carrara (Pdl, ndr) che ha già annunciato che intende proporre alcune modifiche al testo. Anche per rendere obbligatorio, ma non vincolante, il parere dell’Ispra, visto che si tratta di un istituto che non funziona". Ieri sera, intanto, le associazioni venatorie orobiche si sono incontrate per parlare della bocciatura del piano faunistico provinciale. «E ci teniamo – conclude Busana – a rassicurare i cacciatori in merito: la stagione non è assolutamente pregiudicata. Insieme alla Provincia, troveremo la soluzione». Fausta Moran

mercoledì 21 aprile 2010

BERGAMO NEWS - 21/04/10 - "CARO MINISTRO, BERGAMO VUOLE IL LICEO MUSICALE"

Interrogazione leghista - Il presidente della Provincia Pirovano e i parlamentari Stucchi, Consiglio e Vanalli chiedono al ministro Gelmini di rivedere la decisione sul liceo musicale.


I parlamentari leghisti Ettore Pirovano, Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli hanno presentato martedì 20 aprile un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini in merito al ripristino del liceo musicale a Bergamo. Il Ministero infatti ha deciso di attribuire a Pavia, anziché a Bergamo, il liceo musicale che invece lo scorso febbraio la Regione Lombardia aveva previsto nella sede del liceo socio psicopedagogico “Secco Suardo”, scelta supportata anche dalla dichiarata volontà degli enti preposti di attribuire al nuovo liceo la prestigiosa sede nel complesso di Astino. La motivazione del Ministero è che le domande di iscrizione per il prossimo anno non raggiungerebbero il numero minimo richiesto. Spiega il presidente della Provincia Pirovano: "Facciamo presente che tuttavia agli atti dell’Ufficio scolastico regionale risultano circa 26 richieste di iscrizione, per questo chiediamo di verificare la correttezza dei dati, e qualora fossero esatti quelli dell’Ufficio scolastico regionale, che si attui il ripristino del liceo musicale. Le scuole bergamasche si stanno preparando da tempo al decisivo appuntamento per l’avvio del nuovo liceo musicale. Sono 21 (erano 9 quattro anni fa) le scuole secondarie di primo grado con sezioni musicali, segno di una forte crescita della richiesta di formazione musicale della provincia orobica".

BERGAMO SERA - 21/04/10 - LICEO MUSICALE: LA LEGA PORTA LA VICENDA IN PARLAMENTO

BERGAMO — Nelle scuole bergamasche la musica ha un ruolo importante. Con questa motivazione i parlamentari della Lega hanno chiesto al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini di concedere a Bergamo un nuovo liceo musicale. “Le scuole bergamasche – si legge nell’interrogazione parlamentare firmata da Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Pierguido Vanalli e Ettore Pirovano – si stanno da tempo preparando al decisivo appuntamento per l’avvio del nuovo liceo musicale previsto dalla riforma Gelmini. Sono ventuno (erano nove quattro anni fa) le scuole secondarie statali di primo grado con sezioni musicali. Tale notevole incremento è il segno di una forte crescita della richiesta di formazione musicale nella Provincia orobica”.“Quattro istituti di istruzione secondaria superiore di Bergamo e provincia – prosegue il documento – ospitano sperimentazioni musicali attivate nell’ambito dell’autonomia scolastica sin dall’anno scolastico 2002-2003. In quest’ottica la Regione Lombardia con proprio decreto del 24/02/2010 n. 1632 ha indicato il liceo sociopsicopedagogico statale “Secco Suardo”, come sede del nuovo liceo musicale a Bergamo; la scelta è stata anche supportata dalla dichiarata volontà degli enti preposti di attribuire al nuovo liceo musicale una sede prestigiosa nel complesso di Astino”. Inoltre “agli atti dell’Ufficio Scolastico Regionale (U.S.R.) risultano circa 26 richieste di iscrizione per il prossimo anno al liceo sociopsicopedagogico Secco Suardo. Secondo i dati del MIUR, contraddetti come sopra riportato dall’U.S.R., le iscrizioni al liceo musicale bergamasco non raggiungerebbero il numero minimo e ciò motiverebbe l’attribuzione a Pavia, anziché a Bergamo, di un liceo musicale”. Per questo i parlamentari della Lega chiedono al ministro di “verificare la correttezza dei dati espressi e, qualora risultassero esatti i dati forniti dall’U.S.R., attribuire a Bergamo il nuovo liceo musicale”.

martedì 20 aprile 2010

ECO DI BERGAMO - 20/04/10 - LETTERA-APPELLO DEI POLITICI: APRITE S.SIRO AGLI ATALANTINI

I 16 firmatari chiedono al Casms di rivedere la decisione: basta divieti, è il momento decisivo della stagione

Viminale ripensaci, Inter-Atalanta smuove la politica. San Siro off-limits sabato per i tifosi atalantini? I politici bergamaschi chiedono un segno d'apertura e in una lettera inviata ieri al Ministero degli Interni, all'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive e al Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive) invitano a sospendere i divieto di trasferta e a spalancare i cancelli del settore ospiti alla tifoseria atalantina, già ripetutamente penalizzata in questa stagione.La lettera è un documento bipartisan, firmato dal sindaco di Bergamo Franco Tentorio; dal presidente della Provincia Ettore Pirovano; dalla senatrice Alessandra Gallone (Pdl); dagli onorevoli Nunziante Consiglio, Giacomo Stucchi e Pierguido Vanalli (Lega Nord), Giorgio Jannone (Pdl), Antonio Misiani e Giovanni Sanga (Pd) e Sergio Piffari (Idv); dai consiglieri regionali Daniele Belotti e Roberto Pedretti (Lega Nord), Marcello Raimondi e Carlo Saffioti (Pdl), Maurizio Martina (Pd); dal consigliere comunale di Bergamo Elena Carnevali (Pd). Trasversalmente uniti, i politici bergamaschi chiedono di rivedere la decisione del Casms di vietare la vendita dei biglietti di Inter-Atalanta in provincia di Bergamo con l'eccezione degli iscritti agli Inter Club (anche bergamaschi) e comunque con non più di un tagliando a testa. Il Casms considera Inter-Atalanta una partita ad alto rischio per la rivalità storica tra tifoserie e l'episodio della sassaiola a un bus-navetta di tifosi interisti, innescata da un piccolo gruppo di atalantini alla fine della gara d'andata a Bergamo. Proprio sulla sproporzione tra il ridotto gruppetto protagonista della sassaiola e il resto della tifoseria atalantina, bloccata in seguito ma sempre più responsabile, punta la richiesta dei politici bergamaschi. Preso atto che, si legge nel documento, «all'andata a Bergamo, nonostante l'alto rischio è stata consentita la presenza dei tifosi interisti adottando la limitazione della vendita di un solo biglietto a testa; per quegli incidenti tutta la tifoseria atalantina ha già subito una forte sanzione col divieto alle trasferte di Bologna, Roma e Genova.., migliaia di tifosi non possono essere penalizzati per responsabilità di pochi facinorosi.., da quell'episodio.. la tifoseria atalantina non ha fatto segnalare atti d'intemperanza».Insomma, caro Casms, mettiti una mano sul cuore e riapri i cancelli anche per evitare assembramenti fuori da San Siro, come già a Parma. Per evitare spiacevoli bis, i politici bergamaschi consigliano «di considerare l'ingresso dei tifosi ospiti in un orario differenziato», cioè due ore prima del fischio d'inizio e in congruo anticipo sull'arrivo dei tifosi dell'Inter. Come dire, osservati ma presenti.la partita GRATIS in diretta tv?E se la lettera restasse carta? In quel caso Sergio Piffari, coordinatore regionale dell'Idv, in un comunicato a parte chiede la trasmissione gratuita della partita «attraverso una televisione locale». Che dirà il Casms?Simone Pesce

IL GIORNO BERGAMO - 20/04/10 - APRITE SAN SIRO AI NOSTRI

BERGAMO — Per una volta hanno lasciato da parte polemiche e discussioni e hanno deciso di fare fronte comune in nome dell’Atalanta, la squadra allenata da Lino Mutti che con la vittoria di domenica sulla Fiorentina è tornata a sperare nella salvezza. Un gruppo di politici bergamaschi, di destra e di sinistra, con in testa il sindaco Franco Tentorio, ha scritto al ministro degli Interni Roberto Maroni, all’Osservatorio delle manifestazioni sportive, al Comitato analisi sicurezza delle manifestazioni sportive e al prefetto di Bergamo Camillo Andreana chiedendo che sia autorizzata la presenza dei tifosi dell’Atalanta nel settore ospiti dello stadio di San Siro per la partita di sabato contro l’Inter (la gara è considerata a rischio per la rivalità tra le due tifoserie, ndr), «previa disposizione di limitazioni particolari alla vendita dei biglietti, considerando eventualmente anche l’ingresso dei tifosi ospiti in un orario differenziato». «CONSIDERATO che da quanto emerge da informazioni raccolte - scrivono -, pare che diverse centinaia (potrebbero essere anche 2 mila) di tifosi atalantini, per testimoniare la loro vicinanza alla squadra, abbiano intenzione di presentarsi comunque all’esterno dello stadio di San Siro, ripetendo così quanto fatto a Parma, si invitano le autorità, vista anche la recente responsabilizzazione della tifoseria organizzata dell’Atalanta e al fine di mettere tutte le squadre sullo stesso piano in questa fase finale del campionato, a valutare la possibilità di autorizzare la presenza dei tifosi atalantini».Il documento è stato firmato, oltre che dal primo cittadino di Bergamo, anche dai parlamentari Alessandra Gallone (Pdl), Giorgio Jannone (Pdl), Antonio Misiani (Pd), Giovanni Sanga (Pd), Giacomo Stucchi (Lega Nord), Nunziante Consiglio (Lega Nord), Pierguido Vanalli (Lega Nord), Sergio Piffari (Idv), e dai consiglieri regionali e comunali Daniele Belotti (Lega Nord), Roberto Pedretti (Lega Nord), Marcello Raimondi (Pdl), Carlo Saffioti (Pdl), Maurizio Martina (Pd) e Elena Carnevali (Pd). M.A.

lunedì 19 aprile 2010

ECO DI BERGAMO - 19/04/10 - IL MONDO POLITICO BERGAMASCO: SI AGLI ATALANTINI SABATO A SAN SIRO

Il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, i parlamentari bergamaschi e diversi consiglieri regionali e comunali hanno scritto al ministro degli Interni, all'Osservatorio delle manifestazioni sportive, al Comitato analisi sicurezza delle manifestazioni sportive e al prefetto di Berrgamo chiedendo che sia autorizzata la presenza dei tifosi atalantini nel settore ospiti di San Siro per la partita di sabato 24 aprile contro l'Inter, previa disposizione di limitazioni particolari alla vendita dei biglietti, considerando eventualmente anche l'ingresso dei tifosi ospiti in un orario differenziato. La lettera è stata firmata da: Franco Tentorio – sindaco di BergamoEttore Pirovano – presidente della Provincia di Bergamodai parlamentari: Alessandra Gallone (Pdl) Giorgio Jannone (Pdl) Antonio Misiani (Pd) Giovanni Sanga (Pd) Giacomo Stucchi (Lega Nord) Nunziante Consiglio (Lega Nord)Pierguido Vanalli (Lega Nord) Sergio Piffari (Idv) dai consiglieri regionali: Daniele Belotti (Lega Nord) Roberto Pedretti (Lega Nord)Marcello Raimondi (Pdl) Carlo Saffioti (Pdl) Maurizio Martina (Pd)dai consiglieri comunali:Elena Carnevali (Pd)