Una lettera del presidentedelle Ferrovie Turistiche Italine Silvio Cinquini, mette in allarme il futuro del "Treno- Blu" che «da anni fa scoprire le grandi ricchezze ambientali, paesaggistiche ed enogastronomiche della Val Calepio, Lago d’Iseo, tra Franciacorta e Val Camonica. Ma gli aumenti previsti da Trenitalia per l'anno prossimo non consentirebbero all'associazione di continuare con il servizio. L'aiuto è rivolto ai politici e agli amministratori bergamaschi per salvare il servizio. Appello accolto immediatamente dai consiglieri regionali Democratici Marcello Saponaro e Giuseppe Benigni presentando un’interrogazione al Presidente di Regione Lombardia Formigoni: «E' venuto il momento di mettere in pratica la sussidiarietà al turismo nelle province di Bergamo e Brescia tutelando un bel servizio ferroviario », afferma Saponaro. Anche Giacomo Stucchi chiede se «non sia opportuno che per il 2010 Trenitalia non chiede l'annunciato aumento contrattuale».
martedì 3 novembre 2009
DNEWS - 03/11/09 - TRENI D'EPOCA A UN BINARIO MORTO?
Salvate il treno blu”, è l’appello lanciato agli amministratori e ai politici lombardi da Silvio Cinquini, presidente delle Ferrovie turistiche italiane, con una lettera aperta. Dopo 16 anni di onorato servizio tra Val Calepio e Lago d’Iseo, tra Franciacorta e Val Camonica, infatti rischia di sparire per sempre. «Dal prossimo anno – scrive Cinquini - nell’ambito di una politica nazionale di revisione e trasparenza dei costi, Trenitalia (proprietaria dei treni storici utilizzati per il servizio) pur limitando le richieste a livello regionale, ci chiederà un aumento che comunque la nostra Associazione non potrà mai coprire visto che già oggi, con pochi e limitati contributi di alcuni Enti Locali, sopporta tutti gli oneri finanziari e gestionali del TrenoBlu, riuscendo comunque a garantire sempre un sostanziale pareggio di gestione dell’intera iniziativa». E sarebbe un peccato, visto che l’iniziativa sembra piacere sempre di più al pubblico: «In tutti questi anni alcune centinaia di migliaia di persone hanno viaggiato sui nostri treni con grande soddisfazione, scoprendo le grandi ricchezze ambientali, paesaggistiche ed enogastronomiche di un ampio territorio tra Val Calepio e Lago d’Iseo, tra Franciacorta e, recentemente, Val Camonica. Si tenga presente che, solo nell’ultima stagione, ora in conclusione, abbiamo riscontrato crescite di presenze attorno al 55% sui treni diesel e del 10% sui treni a vapore. Significativi sono stati anche i benefici per l’economia della zona visto che, da uno studio di alcuni anni fa, era risultato un ritorno sul territorio più che doppio rispetto a quanto speso per la gestione». Insomma, la politica deve muoversi, dice Cinquini, e deve muoversi in fretta: «Da mesi stiamo sollecitando con vari incontri, lettere e telefonate tutti gli enti interessati. Purtroppo ormai i tempi per decidere sono molto ristretti (un paio di settimane) e le risposte che attendiamo tardano ad arrivare con il rischio di compromettere i futuri programmi. Per questo rivolgiamo un appello a tutti gli Amministratori coinvolti ed ai politici lombardi nonché agli operatori del turismo locale, perché considerino attentamente (e con sollecitudine) la nostra richiesta di aiuto perché il TrenoBlu possa continuare a promuovere, in modo originale e concreto, questa parte del territorio lombardo che ruota attorno al Lago d’Iseo». I primi a rispondere all’appello sono i consiglieri regionali democratici Marcello Saponaro e Giuseppe Benigni, che hanno presentato presentato un’interrogazione al Presidente di Regione Lombardia Formigoni e agli assessori Prosperini e Cattaneo per chiedere di sostenere il servizio turistico di TrenoBlu: «Rilancio del turismo e sussidiarietà, sono espressioni che sentiamo ripetere tutti i giorni dal Governatore – dice Marcello Saponaro – è venuto il momento di metterlo in pratica tutelando un bel servizio turistico ferroviario a cavallo tra la province di Bergamo e Brescia». L’onorevole Giacomo Stucchi, della Lega, insieme al collega Davide Caparini, hanno invece sollecitato un intervento del ministro dei trasporti e dell’Economia, con un’interrogazione alla Camera. dei Deputati.
BERGAMOSERA - 03/11/09 - IL TRENO BLU RISCHIA DI SPARIRE: STUCCHI INTERROGA IL MINISTRO
ROMA — La politica di razionalizzazione dei costi di Trenitalia non colpisce solo il Pendolino Bergamo-Roma ma rischia di appiedare anche il Treno Blu, il trenino turistico con locomotive a vapore lanciato dall’omonima associazione che potrebbe essere costretto allo stop dopo 16 anni di onorato servizio. Da 16 anni l’Associazione di volontariato “Ferrovia del Basso Sebino” che lo gestisce, l’unica in Italia a gestire regolari servizi ferroviari turistici su linee dismesse con la collaborazione di varie imprese ferroviarie, ha consentito a centinaia di migliaia di persone di scoprire grazie a questi treni storici le grandi ricchezze ambientali, paesaggistiche ed enogastronomiche di un ampio territorio tra Val Calepio e Lago d’Iseo, tra Franciacorta e, recentemente, Val Camonica. Ora però Trenitalia, che è proprietaria dei convogli chiede un canone d’affitto troppo alto, che l’Associazione che vive di contributi di enti locali, non può assolutamente permettersi. Il rischio, dunque, è la fine dell’epopea ferroviaria. Per questo i parlamentari della Lega Giacomo Stucchi e Davide Caparini hanno presentato quest’oggi un interrogazione parlamentare al Premier Berlusconi, al ministro dei Trasporti e al ministro dell’Economia Tremonti. “In un momento così particolare di grave congiuntura economico-occupazionale – sottolineano i due leghisti – sono stati molto significativi i benefici del servizio del Treno Blu per tutta l’economia della zona visto che, da uno studio di alcuni anni fa, era risultato un ritorno sul territorio più che doppio, rispetto a quanto speso per la gestione”. “Dal prossimo anno – prosegue il documento – la società Trenitalia SpA, proprietaria dei treni storici utilizzati per il servizio, chiederà un aumento del costo contrattuale, nell’ambito di una politica nazionale di revisione e trasparenza, che comunque l’Associazione non potrà mai coprire. L’Associazione sopporta tutti gli oneri finanziari e gestionali del Treno Blu riuscendo, con i contributi di alcuni Enti Locali, comunque a garantire sempre un sostanziale pareggio di gestione dell’intera iniziativa”. Pertanto Stucchi e Caparini chiedono ai ministri se “considerando anche le difficoltà derivanti dalla crisi economica in corso, non si ritenga opportuno invitare la società Trenitalia S.p.A. a soprassedere per tutto il 2010 all’applicazione dell’annunciato aumento contrattuale, al fine di consentire all’Associazione di poter continuare ad operare il servizio del Treno Blu”. E se in alternativa, “non ritengano opportuno erogare un contributo straordinario da destinare, tramite gli Enti locali interessati, all’Associazione Ferrovia del Basso Sebino garantendo quindi il servizio svolto dal Treno Blu che, in modo originale e concreto, contribuisce a creare ricchezza nella parte del territorio lombardo che comprende le province di Bergamo e Brescia”.
ECO DI BERGAMO - 03/11/09 - IL TRENO BLU RISCHIA IL CAPOLINEA "TARIFFE RADDOPPIATE, SI CHIUDE"
BASSO SEBINO. Se nel giro di due settimane le cose non si risolveranno, dopo 16 anni il Trenoblu arriverà al capolinea. «Per il 2010 Trenitalia ha quasi raddoppiato le tariffe per il noleggio dei mezzi d'epoca e la nostra associazione non è in grado di far fronte a questi aumenti. Abbiamo bussato a tante porte, ma finora nessuno ci ha dato una mano concreta». È amareggiato Silvio Cinquini, di Chiuduno, «patron» e ideatore di una stagione turistica all'insegna del recupero delle tradizioni e del rispetto per l'ambiente. Quella del Trenoblu, che con storiche locomotive a vapore, carrozze di fascino, vecchie littorine e macchinisti d'antan, è una stagione che dura da 16 anni senza perdere smalto. Anzi, centinaia di migliaia di persone hanno viaggiato sul Trenoblu da Bergamo, Palazzolo sull'Oglio verso il lago, ripercorrendo i vecchi binari dismessi ormai da anni e lasciati lì a morire fino all'arrivo dell'associazione Ferrovia del Basso Sebino (senza scopo di lucro), guidata da Cinquini. Che ieri ha deciso di passare all'attacco, inviando una lettera aperta a politici ed amministratori lombardi: «Da 16 anni – scrive – siamo gli unici in Italia a gestire regolari servizi ferroviari turistici su linee dismesse, con la collaborazione di varie imprese ferroviarie. Siamo un punto di riferimento nazionale per altri interventi simili e, oltre al Trenoblu in Lombardia, gestiamo anche il "Treno natura" in provincia di Siena. In tutti questi anni alcune centinaia di migliaia di persone hanno viaggiato sui nostri treni, scoprendo le grandi ricchezze ambientali, paesaggistiche ed enogastronomiche tra Val Calepio e lago d'Iseo. Solo nell'ultima stagione abbiamo riscontrato crescite di presenze attorno al 55% sui treni diesel e del 10% sui treni a vapore. Significativi sono stati anche i benefici per l'economia della zona. Tuttavia per il 2010 Trenitalia, proprietaria dei treni storici utilizzati per il servizio, ci chiede un aumento che, comunque, la nostra associazione non potrà mai coprire visto che già oggi, con pochi e limitati contributi di alcuni enti locali, sopporta tutti gli oneri finanziari e gestionali del Trenoblu. Da mesi stiamo sollecitando gli enti interessati per giungere alla firma di un accordo pluriennale per una programmazione a medio periodo come richiesto anche dalle tante agenzie di viaggio e dai numerosi tour operator, da tutta Italia e pure da altri Paesi europei, con cui lavoriamo».«Se nel 2009 noleggiare i treni storici è costato all'associazione circa 50 mila euro – continua Cinquini – dal prossimo anno si sale a circa 90.000. La tariffa piena sarebbe di 130 mila, ma siccome noi siamo convenzionati, è previsto uno sconto. Ma l'importo per noi è comunque troppo alto». Il presidente della Provincia Ettore Pirovano dice: «Conosco l'associazione e so che fa un ottimo lavoro per valorizzare il turismo. Il Trenoblu è un patrimonio da difendere, interverrò anche in Regione per cercare una soluzione». Anche l'assessore al Turismo provinciale, Giorgio Bonassoli, «promuove» il Trenoblu, pur ricordando che il bilancio di via Tasso è alle strettissime. L'onorevole Giacomo Stucchi (Lega Nord), insieme a Davide Caparini ha presentato ieri un'interrogazione al presidente Berlusconi e ai ministri competenti: «Considerando anche le difficoltà derivanti dalla crisi economica – indica –, chiediamo l'opportunita di invitare Trenitalia a soprassedere per tutto il 2010 all'applicazione dell'annunciato aumento contrattuale». In alternativa, Stucchi chiede un contributo straordinario. Da Trenitalia, contattata ieri più volte, ancora nessuna risposta.
ECO DI BERGAMO - 03/11/09 - SINDACATI E POLITICI: SI' AL "TAVOLO" ANTICRISI
Su un punto, perlomeno, sono d'accordo tutti, sindacati e politici: la crisi non solo non è affatto finita, ma sta per abbattersi pesantemente sulla nostra provincia proprio adesso. Sta per abbattersi sui posti di lavoro, sulle famiglie, ma anche sulla struttura economica e produttiva della nostra provincia se le imprese non riceveranno dal sistema creditizio le adeguate risorse e se il governo non prolungherà ed estenderà gli ammortizzatori sociali per tutto il 2010, consentendo in questo modo ai lavoratori di «restare in azienda», in attesa di quella possibile ripresa che si potrebbe affacciare alla fine dell'anno prossimo. Cgil, Cisl e Uil, ieri mattina al Centro congressi «Giovanni XXIII», hanno chiamato i parlamentari e i consiglieri regionali bergamaschi al capezzale dell'economia locale, non ancora moribonda per fortuna, ma comunque seriamente malata. E i politici sono accorsi in gran numero. I dati e i numeri della crisi, presentati dai segretari di Cgil, Cisl e Uil, Luigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e Marco Tullio Cicerone, non danno adito a dubbi: 10 mila posti di lavoro persi nel 2009, altri 5 mila che si perderanno nei primi mesi del 2010; 20 mila lavoratori interessati dalla Cassa integrazione; precari e interinali cacciati per primi dai loro posti già mal retribuiti. Un quadro a tinte fosche, che nessuno dei politici presenti ha cercato di contestare o di minimizzare. Bresciani ha citato, a mo' di esempio, i casi TenarisDalmine (più di 800 posti a rischio) e della Frattini, dove i lavoratori non percepiscono lo stipendio da quattro mesi. Ed è indicativo di una situazione drammatica quanto aggiunto da Cicerone: è la prima volta che l'economia bergamasca, abituata nel passato a fare orgogliosamente da sé, è costretta a chiedere l'aiuto pubblico. «Ammortizzatori per tutto il 2010». Alla politica i sindacati hanno chiesto soprattutto una cosa: intervenire sul governo per prolungare ed estendere gli ammortizzatori sociali per tutto il 2010, in particolare raddoppiando (da uno a due anni) la durata della Cassa integrazione, prorogando la Cassa in deroga per le piccole imprese, dando più incentivi ai contratti di solidarietà (per i quali è anche chiesto un impegno più convinto agli imprenditori). Misure che vanno tutte in una direzione: trattenere in azienda i lavoratori per l'intero 2010, evitando cioè espulsioni che sarebbero inevitabilmente irreversibili. Ma Cgil, Cisl e Uil hanno anche sollecitato parlamentari e consiglieri regionali a guardare oltre la crisi e a preparare la ripresa, con modelli di sviluppo come quello previsto dal «patto per la Val Seriana» che potrebbe essere esteso ad altre aree critiche e per il quale, secondo i sindacati, sono comunque ancora attesi i necessari investimenti nei comparti innovativi da parte degli imprenditori.Le richieste sindacali non si sono fermate qui ma hanno riguardato anche le banche («Non devono "strozzare" le piccole imprese e possono anticipare la Cassa a tutti lavoratori») e gli enti locali (che possono venire incontro ai lavoratori in difficoltà con aiuti su tariffe, rette e bollette). Per sollecitare, infine, la costituzione di un «tavolo» provinciale strategico sulla crisi, coordinato dalla Provincia. Ad ascoltare i sindacati c'erano i parlamentari Alessandra Gallone, Savino Pezzotta, Giacomo Stucchi, Gregorio Fontana, Giorgio Jannone, Mauro Ceruti, Antonio Misiani, Giovanni Sanga e Sergio Piffari, e i consiglieri regionali Marcello Raimondi (sottosegretario alla presidenza), Daniele Belotti, Marcello Saponaro, Giuseppe Benigni, Battista Bonfanti, oltre all'assessore provinciale al Lavoro Enrico Zucchi.Fontana (Pdl) nel riconoscere la gravità della crisi ha detto di temere ora «l'onda lunga della disoccupazione», ma ha anche elencato quanto fatto dal governo, come le risorse messe a disposizione per gli ammortizzatori sociali, pur ammettendo che queste non sempre arrivano speditamente; si è detto anche d'accordo con i sindacati sulla battaglia per estendere il più possibile la Cassa integrazione. Misiani (Pd) ha criticato la Finanziaria che, almeno per come si presenta oggi, prevede tagli del 37% ai fondi per le politiche sociali e del 7% agli investimenti per le nuove infrastrutture. «Occorre poi - ha aggiunto - un atto di disobbedienza collettiva nei confronti del patto di stabilità che penalizza i Comuni virtuosi, come i nostri». E servono, per Misiani, aiuti a quella fascia di quaranta-cinquantenni rimasti senza lavoro.«Se è in difficoltà la Lombardia - ha detto Pezzotta (Udc) - significa che la crisi è ancora più profonda per il Paese». Ma nonostante questo, Pezzotta non ha notato che l'Italia abbia adottato, come l'America e la Germania, una politica anticiclica. «Come parlamentari bergamaschi - ha aggiunto - dobbiamo coalizzarci per esercitare una pressione più forte su governo e Regione a favore del nostro territorio». Bisogna comunque agire in fretta a sostegno delle famiglie, soprattutto quelle monoreddito e con il capofamiglia in Cassa o senza lavoro. E cercare anche di capire quale sarà il «paradigma» tecnologico ed economico della nostra provincia.Jannone (Pdl) ha proposto il «modello Pigna» (di cui si sta occupando personalmente) per far ripartire l'industria toccata dalla crisi, puntando in particolare sul patrimonio immobiliare e recuperando lavoratori in nuove occupazioni. Ha poi lanciato l'allarme credito: «Se le banche continueranno a tagliare risorse alle imprese, queste non sopravviveranno e la crisi da grave diventerà gravissima». Ma senza chiudere le porte in faccia alla speranza: «Questo è comunque un grande Paese che può uscire più forte dalla crisi».Per Piffari (Italia dei valori) è importante prolungare la Cassa integrazione da uno a due anni e sarebbe utile affiancare all'ipotizzato «tavolo provinciale» anche uno sportello in grado di dare risposte rapide ai bisogni della gente. Ha anche lamentato ritardi nell'apertura dei cantieri Brebemi. Raimondi (Pdl) ha elencato quanto messo a disposizione dalla Regione Lombardia in termini di risorse sia per il sostegno al reddito delle famiglie sia, più in generale, come misure anticrisi e a favore delle infrastrutture, grandi e piccole. «Nessuno in Lombardia - ha garantito - sarà lasciato solo». Grazie agli interventi regionali, 40 mila posti di lavoro potrebbero essere creati nei prossimi anni nei settori innovativi. Si è anche soffermato sull'aeroporto di Orio al Serio, «la prima azienda per occupazione della nostra provincia con 18 mila posti di lavoro» a cui va dato un sostegno strategico.Marcia sul lavoro il 12 dicembre?«Il tavolo provinciale serve - ha detto Stucchi (Lega) - ma cerchiamo di tenerlo fuori dalle polemiche politiche, come quella sui cantieri Brebemi che, in realtà, sono aperti in ben cinque punti. Come parlamentari dobbiamo muoverci in sintonia avendo un'unica preoccupazione: portare a casa risultati concreti per il nostro territorio». Saponaro (Pd) ha insistito sulla necessità di finanziare gli ammortizzatori sociali in esaurimento, intervenendo per evitare che la crisi aggravi i suoi deleteri effetti; e va anche rivolta maggiore attenzione alle donne, le più colpite dalla crisi. Un problema, quest'ultimo, ripreso dalla Gallone (Pdl) sul quale occorre mantenere alta l'attenzione; e anche a proposito dei fondi sociali si è augurata che in sede di emendamenti la Finanziaria possa essere corretta garantendo un'adeguata dotazione finanziaria. «Procedure accelerate d'urgenza» ha invece sollecitato Sanga (Pd) per gli ammortizzatori sociali, per poi lamentare il fatto che non si sta discutendo di una politica industriale per il futuro: «Abbiamo sollecitato il governo, ma all'orizzonte non c'è nulla». Infine Belotti (Lega): alcuni Comuni - ha detto - si stanno muovendo per venire incontro alle famiglie in difficoltà attraverso la costituzione di cooperative. Poi ha posto un quesito ai sindacati bergamaschi che hanno promosso (oltre a un'assemblea pubblica per il 20 novembre) una «marcia per il lavoro» per sabato 12 dicembre, vigilia di Santa Lucia: «È proprio opportuno organizzarla in quella giornata che è molto importante per il settore del commercio? Non sarebbe utile chiedere un parere in merito alle associazioni di categoria?».A tirare le somme del lungo confronto con i politici è stato il segretario Cisl Piccinini: «Al di là delle diversità politiche, il senso di questa iniziativa era di trovare dei punti convergenti e uno sforzo generale di coesione». E il consenso, ad esempio, non è mancato sul «modello Val Seriana» da estendere su basi provinciali. Ma per Piccinini occorre anche, e urgentemente, eliminare i ritardi burocratici che rallentano il rinnovo degli ammortizzatori sociali: «A fine novembre scadono i termini per 800 domande. E se non arriva il via libera le aziende potrebbero decidere di licenziare».
lunedì 2 novembre 2009
BERGAMONEWS - 02/11/09 - POLEMICA PIFFARI-STUCCHI SUI CANTIERI
I cantieri, le opere pubbliche, e in particolare le infrastrutture come elemento “anticiclico”, contro la crisi. Non lo dice la politica italiana: è un caposaldo dei programmi del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. E se ne parla anche a livello locale ogniqualvolta l’argomento è la “crisi economica”. E’ stato così anche oggi, all’incontro tra sindacati e politici bergamaschi al Centro Congressi Papa Giovanni: “Certo, va bene parlare di opere pubbliche e infrastrutture in questa chiave – ha dichiarato Sergio Piffari, Italia dei Valori -. Ma se poi la realtà è quella dei cantieri Brebemi siamo a posto: vengono inaugurati a luglio e a metà ottobre si scopre che i lavori non sono ancora partiti”. Una nota polemica, dovuta a quell’inaugurazione di luglio avvenuta a Urago d’Oglio (al confine tra Brescia e Bergamo) in presenza del premier Silvio Berlusconi. E alla successiva comunicazione, di settimana scorsa, degli affidamenti dell’opera. “Non facciamo polemica, i cantieri sono assolutamente aperti, in più punti – ha ribattuto Giacomo Stucchi, Lega Nord -. Confrontiamoci, facciamo fronte comune, apriamo il tavolo strategico della Provincia. Ma cerchiamo di tenere fuori le rispettive posizioni di parte”.
BERGAMONEWS - 02/11/09 - JANNONE: "LA CRISI C'E' E RISCHIA DI DISTRUGGERCI TUTTI"
Tutto, fuorchè ottimismo. Dall’incontro tra i parlamentari e i consiglieri regionali bergamaschi con i sindacati, nella mattinata del 2 novembre al Centro congressi Papa Giovanni, sono emerse proposte comuni e qualche spunto polemico tra schieramenti opposti. Ma nessuno ha avuto l’ardire di spingersi oltre o di sbilanciarsi sui labili segnali di ripresa in corso, liquidati da Savino Pezzotta con l’espressione: “E’ giusto qualche fibrillazione del Pil in vista di Natale”.A partire da Giorgio Jannone, il deputato Pdl presidente di Cartiera Pigna spa, che ha parlato di “futuro del sistema economico e industriale in particolare molto pericoloso, anche a causa dell’azione delle banche, che tagliano risorse alle imprese, senza farle respirare. In questo modo si rischia una progressione inarrestabile, e rischiamo di uscire tutti distrutti da questa crisi”. Quindi un pensiero di carattere sociale, da parte del deputato bergamasco più “tremontiano”: “Qui il problema rischia di avere grosse conseguenze soprattutto sui lavoratori e in particolare sui lavoratori immigrati, quelli che ti dicono: se mi lasciate a casa da domani non so cosa fare e andrò a trovarmi anche qualcosa di irregolare da fare”.La crisi c’è, i sindacati chiamano all’unità tutta la politica, e da parte di tutti sono stati sollecitati tempi brevi per l’apertura di un “Tavolo strategico” coordinato dalla Provincia, riconosciuta anche da Luigi Bresciani, Cgil, come “l’ente che può riunire tutti attorno ad un obiettivo comune tramite uno sguardo complessivo sul territorio”.Non è mancato, da parte di Antonio Misiani (deputato Pd), l’attacco al governo, “che se confermerà gli attuali numeri per la finanziaria 2010 porterà ad una diminuzione del 37% dei fondi agli enti locali e del 7% delle risorse per nuove infrastrutture. Invece di fare una politica anticiclica si va in una direzione ben diversa. In tal senso sono i Comuni e la Provincia, ovvero gli enti locali, a poter avere un ruolo importante per gli investimenti pubblici. Ma il patto di stabilità strozza anche loro e a questo punto servirebbe un atto di disobbedienza civile e collettiva, in ragione di una situazione molto difficile”.Opinioni non condivise da Gregorio Fontana, Pdl: “Ritengo che il governo abbia fatto e stia facendo molto. C’è certamente bisogno di fare di più, muovendosi in due direzioni: una sollecitazione continua sugli ammortizzatori sociali, con l’estensione della cassa integrazione ordinaria; un maggior investimento sullo sviluppo per il futuro, e ci sono già decreti operativi che vanno nella direzione di nuovi incentivi”.La politica cerca l’unità, ma i punti di disaccordo non mancano. E se Jannone ha messo l’industria al centro, pur parlando di “necessità di riconversione occupazionale”, per Savino Pezzotta “non si tratta tanto di mantenere la vocazione industriale di determinati siti, quanto di capire quale sarà il paradigma tecnologico ed economico del futuro. Tenaris Dalmine, ad esempio, con tanti industriali illuminati, perché non dimostra di saper andare oltre il tubo, tentando investimenti diversi sul territorio? E’ un’azienda che ha un debito forte nei confronti della Bergamasca. Si muova in tal senso”. Erano presenti anche i deputati Giacomo Stucchi (Lega Nord), Alessandra Gallone (Pdl), Sergio Piffari (Idv), Giovanni Sanga (Pd), e i consiglieri regionali Beppe Benigni e Marcello Saponaro (Pd), Battista Bonfanti, Daniele Belotti (Lega), oltre all’assessore provinciale al Lavoro Enrico Zucchi e il senatore Mauro Ceruti (Pd).
Iscriviti a:
Post (Atom)