martedì 6 ottobre 2009

BERGAMO NEWS - 06/10/09 - L'11 OTTOBRE GIORNATA PER LE VITTIME DEL LAVORO

Anmil - A Bergamo all’Auditorium della Casa del Giovane la celebrazione della 59esima Giornata con l'intervento del presidente provinciale Luigi Feliciani.

Anche quest’anno oltre 200.000 persone in tutta Italia si ritroveranno per ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro e per manifestare contro le morti bianche. Le cifre delle statistiche testimoniano la persistente gravità di questo fenomeno, che resta una delle principali cause di morte, quasi il doppio rispetto agli omicidi: ogni giorno, infatti, sul posto di lavoro si verificano 2.500 incidenti, 3 persone perdono la vita e 27 rimangono permanentemente invalide. L’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), come spiega il presidente provinciale di Bergamo Luigi Feliciani, attraverso le proprie sedi presenti in tutte le province italiane, l'11 ottobre celebrerà la 59ª Giornata dedicata alle vittime del lavoro, istituzionalizzata nella seconda domenica di ottobre, con direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1998, su richiesta della nostra Associazione. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Giornata commemorata dall’Anmil - che da oltre 60 anni si occupa della tutela delle vittime del lavoro e raccoglie oltre 470.000 iscritti - vedrà la celebrazione a Bergamo all’Auditorium della Casa del Giovane (via Gavazzeni n. 13 Bergamo), a partire dalle 10. Ad oggi hanno confermato la presenza alla manifestazione: il prefetto di Bergamo, Camillo Andreana, il segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, on. Giacomo Stucchi, il consigliere, segretario ufficio di presidenza Consiglio Regione Lombardia, Battista Bonfanti, il sottosegretario del Presidente per l’attuazione del programma della Regione Lombardia, Marcello Raimondi, l’assessore all’istruzione, formazione, lavoro e sicurezza sul lavoro della Provincia di Bergamo, Enrico Zucchi, l’assessore ai servizi sociali del comune di Bergamo, Leonio Callioni, la direttrice Inail, Maria Aurelia Lavore, il responsabile del servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’ Asl Bergamo, Giorgio Luzzana e il segretario Cgil, Martino Signori.Nel nostro Paese sono oltre 800.000 gli invalidi del lavoro e quasi 130.000 le vedove e gli orfani, per i quali è necessario prevedere una più equa tutela rispetto a quella finora garantita a causa di una legge obsoleta e inadeguata, quale il Testo Unico Infortuni che risale al 1965. Il Manifesto della 59ª Giornata è stato realizzato da Riccardo Venturi, fotoreporter di Contrasto e autore di tutte le straordinarie immagini della Mostra fotografica “NO! contro il dramma degli incidenti sul lavoro”, ideata e promossa dall’Anmil in collaborazione con l’Inail, che sta girando l’Italia come campagna di sensibilizzazione sul tragico tema degli incidenti sul lavoro.

BERGAMO SERA - 06/10/09 - LA VICENDA INAIL? INCONCEPIBILE. IL LEGHISTA STUCCHI CHIEDE L'INTERVENTO DEL MINISTRO

ROMA — Fuoco di fila dei politici bergamaschi sulla vicenda Inail, considerata una palese ingiustizia verso la famiglia del povero operaio morto nel giugno scorso sul cantiere del Nuovo Ospedale di Bergamo. Dopo l’interrogazione parlamentare presentata da Antonio Misiani del Partito Democratico, sul tavolo del ministro del Lavoro Sacconi stavolta arriva una nuova interrogazione firmata dai parlamentari della Lega Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli. “Un operaio di 56 anni, Mario Soggiu, originario di Alghero – si legge nel documento presentato dai leghisti è deceduto il 15 luglio scorso al cantiere del Nuovo Ospedale di Bergamo, a causa di una caduta da un vano scale, picchiando la testa sul pavimento. Inutili sono stati i soccorsi e i tentativi di rianimare l’operaio da parte dei medici del 118. L’uomo era entrato in cantiere per la prima volta proprio il giorno della tragedia, seguendo il percorso di accoglienza e frequentando un corso di formazione di circa due ore”.“Gli inquirenti – proseguono i parlamentari della Lega – hanno aperto un’inchiesta per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, che secondo una prima ricostruzione dei fatti, tra le cause non era da escludere la scarsissima illuminazione all’interno dell’edificio. L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) ha informato la vedova di Mario Soggiu che non le spetta alcuna indennità in quanto l’infortunio non risulta avvenuto per rischio lavorativo, bensì per il verificarsi di rischio generico incombente su tutti i cittadini e comune ad altre situazioni del vivere quotidiano”. Quindi la chiamata in causa di Sacconi: “Chiediamo al Ministro se non intenda verificare i fatti esposti in premessa, accertando eventuali responsabilità, al fine di provvedere a far luce sulla vicenda che vede l’ennesimo incidente sul lavoro nella Provincia di Bergamo e, in questo caso, anche l’inconcepibile mancata erogazione dell’indennizzo ai familiari per l’avvenuta tragedia”.

ECO DI BERGAMO - 06/10/09 - IL BERGAMINO E I POLITICI IN FIERA. "TAGLIATE I DISCORSI, IO LAVORO"

Taleggio. «Su, su però... muovetevi, tagliate corto coi discorsi, che noi siamo qui ad aspettare. È dalle 4 di questa mattina che siamo in piedi e vorremmo andare a casa». Spazientito forse dall'attesa e dalle parole dei politici, Agapito Locatelli, allevatore di Vedeseta, non ci ha pensato due volte a intervenire durante le premiazioni della fiera zootecnica di Taleggio. Più o meno il suo intervento (in dialetto) deve essere suonato così. Sul prato, tra vacche e bergamini, c'erano l'onorevole Giacomo Stucchi, gli assessori provinciali Silvia Lanzani ed Enrico Piccinelli, il consigliere regionale Giosuè Frosio, i sindaci di Taleggio Alberto Mazzoleni (presidente della Comunità montana) e Vedeseta Silvestro Arrigoni e l'assessore della Comunità montana Orfeo Damiani, impegnati nei discorsi. L'intervento del bergamino, in mezzo a tutto quel silenzio e al pubblico, ha creato un po' di scompiglio tra i «vip» imbarazzati, disapprovazione da parte di qualcuno e qualche «ghignata» sotto i baffi di altri, ma la richiesta è stata esaudita, i politici hanno stretto i tempi e la fiera è continuata senza intoppi.Un fuori programma che ha «acceso» una «Festa del ritorno» peraltro giù movimentata dalla grande affluenza di pubblico. Sabato si è svolta la cerimonia per i 400 anni della «Fidelitas Talegii» con la quale la popolazione di Taleggio aveva giurato fedeltà a Venezia. Assenti, però, i rappresentanti del Comune di Venezia, invitati a partecipare all'evento per la firma di una carta che riproduce il documento siglato già nel 1972. Tra gli interventi quelli degli storici Bernardino Luiselli e monsignor Daniele Rota sui rapporti tra Bergamo e Venezia. Anche i bambini delle elementari di Olda hanno voluto portare il loro contributo e hanno presentato i cartelloni realizzati riguardo la vicenda storica e letto alcune poesie. Domenica la fiera e gli spettacoli a cura dell'associazione Ecomuseo Valtaleggio. «Quest'anno – spiega il sindaco di Taleggio Alberto Mazzoleni – abbiamo voluto istituire il premio "Fidelitas Talegii" con il quale diamo merito a persone, gruppi o associazioni che si distinguono per la buona promozione del nome della Val Taleggio, premio che è stato assegnato alla "Arrigoni spa" di Peghera». In serata, infine, le premiazioni degli allevatori.

domenica 4 ottobre 2009

ECO DI BERGAMO - 04/10/09 - L'EMOZIONE DEL CARROCCIO AL GRAN COMPLETO

«Non mangerò più carne al sangue», commenta in una battuta il Senatur ai giornalisti dopo aver visto il film Barbarossa. In quella notte tutta sua e dei suoi. Al Castello Sforzesco, tra politici del centrodestra, la Lega al completo, e buona parte del Pdl, compreso il premier. E tra un parterre di vip, per tutti i gusti, da Simona Ventura a Renato Pozzetto. Anche Federico Confalonieri e Fabrizio Del Noce, ovvero Mediaset e Rai. Intellettuali pochi, per il lancio in grande stile del film. C'è il premio Strega Antonio Scurati: «Sono qua perché ho un forte interesse per la materia etica. Verifico il fallimento dell'aspirazione etica nell'arte contemporanea».La serata si apre. L'atmosfera è medioevale. Luci basse. Novecento invitati. Ignazio La Russa abbraccia Daniela Santanchè sul red carpet che ha tappezzato il pavimento degli spazi nel cuore del Castello. Mentre i Berghem Baguette intonano «Noter de Berghem, de Berghem de sura». E la Confraternita del Leone di Brescia in costume presenzia: ha partecipato alla produzione del film nei combattimenti in cui è coinvolta la Compagnia della Morte di Alberto da Giussano. Berlusconi arriva di corsa col solito argento vivo addosso e, quando entra al Castello, si ferma davanti a Lori Del Santo e le dice: «Sei bellissima!», poi le fa il baciamano. Lori s'incanta e poi confessa: «È l'uomo più charmant d'Italia, per intelligenza, carisma e galanteria». Lei che c'entra con la serata, le chiediamo: «Ho studiato la storia. Io sono una nordica. Adesso c'è l'invasione dei barbari. È difficile trovare la propria identità», afferma l'attrice veronese.In prima fila Maroni con il figlio, accanto Berlusconi. Poi, più di lato, Bossi, Tremonti, Calderoli, Formigoni, la Moratti. Il sindaco di Milano prende la parola e parla di un «film simbolo per la nostra città, che mostra la nostra capacità di lottare per cause sempre giuste». Bossi urla: «Brava!». Letizia Moratti prosegue sul fatto che il film è un inno alla «libertà preziosa da consegnare ai nostri figli. Ringrazio Martinelli per questo regalo». Il regista ringrazia gli amici. Da Bossi «per la tua testardaggine, per avermi dato coraggio in questi quattro anni». All'assessore alla Cultura della Regione, Massimo Zanello, «per le tue serate in giro per la Lombardia a promuoverlo».Gli attori principali sono i grandi assenti. Non manca però Alberto da Giussano, il simbolo del Carroccio, Raz Degan, che spiega: «Questo personaggio complesso mi ha dato la possibilità di crescere come attore. È questo che conta. Il resto non mi interessa». E sulle dichiarazioni polemiche di Cécile Cassel, sul fatto che il film sarebbe il manifesto della Lega e che non sarebbe stata messa al corrente di questo prima di girare: «Le etichette possono rovinare il film, che va guardato con l'occhio del non pregiudizio. Per me Alberto da Giussano è il simbolo di tutti popoli che anche oggi non hanno voce. La morte per la libertà è un concetto bello e forte». Secondo Zanello «questo kolossal girerà Europa e America». Il ministro Calderoli crede incontri più «il gusto degli americani. È un bellissimo film: è riuscito ad esprimere quel simbolo di eroe della libertà che è stato Alberto da Giussano. Per me è esistito. Ma anche se non fosse vissuto, il suo valore simbolico non muta». Qualche dubbio sulla sua esistenza dal sindaco di Pontida, il deputato Pierguido Vanalli: «Non è provata la sua storicità. Ma Pontida è la capitale della storia moderna. E la scena nel film di quando Alberto da Giussano irrompe nella sala del monastero di Pontida, incitando le città lombarde a unirsi nel nome della libertà, mi fa venire i brividi. Sono emozionato, sto vivendo una serata storica». Altri bergamaschi, l'onorevole Giacomo Stucchi, Daniele Belotti, consigliere regionale, il collega Giosuè Frosio, l'onorevole Nunziante Consiglio. Berlusconi tiene il pallino in mano tra gli amici della Lega a tavola, scortatissimi, mentre mangiano. Il resto degli invitati è a mangiare in piedi a buffet. Cibi nostrani, pizzoccheri, polenta e zola, bresaola, panettone farcito. Il premier a notte inoltrata lascia il convivio: «Sono qui, ma ho fatto un'eccezione solo perché l'avevo promesso. In questo momento il Paese è costernato e isolato».

sabato 3 ottobre 2009

ECO DI BERGAMO - 03/10/09 - POSTE, SINDACI IN CAMPO CONTRO LA CHIUSURA POMERIDIANA DEGLI UFFICI

VALLE BREMBANASan Pellegrino e Zogno dicono no alla chiusura pomeridiana dei propri uffici postali. E lo fanno con due lettere ufficiali inviate alla direzione delle Poste dai rispettivi sindaci, Gigi Scanzi e Giuliano Ghisalberti. Recentemente, infatti, l'azienda aveva comunicato alle amministrazioni comunali l'intenzione di chiudere gli ultimi due turni pomeridiani del servizio rimasti in Valle Brembana, ovvero a San Pellegrino e Zogno. E in caso di chiusura di pomeriggio, il Comune della cittadina termale è pronto a revocare l'affitto alle Poste dei locali finora utilizzati in via Belotti.«Il nostro Comune – spiega il sindaco di San Pellegrino, Scanzi – riconoscendo l'importanza del servizio postale, una decina di anni fa, sostenne una spesa di 850 milioni di lire per acquisire e sistemare l'immobile oggi adibito a sede del servizio. Se l'ipotesi di chiudere il servizio pomeridiano dovesse essere confermata siamo pronti a ritirare l'affitto dei locali. Dovranno cercare altri spazi».«Riteniamo assolutamente inaccettabile e intollerabile – continua il sindaco – ogni ipotesi di ridimensionamento del servizio perché l'ufficio di San Pellegrino è storicamente punto di riferimento per la Valle Brembana (ospita anche il personale di recapito di San Giovanni Bianco e Camerata Cornello), sia per il prestigio della cittadina sia per la centralità geografica. Vorremmo poi ricordare che San Pellegrino ha da poco avviato un'operazione di rilancio che prevede investimenti per oltre 140 milioni di euro con l'obiettivo di sviluppo dell'intera valle. E che la Valle Brembana è già stata oggetto di una penalizzante riorganizzazione del servizio postale che ha portato alla chiusura di diversi uffici e all'apertura a giorni alterni di altri, con pesanti disagi alla popolazione soprattutto anziana dei piccoli comuni. Infine le caratteristiche del territorio della valle e la carenza dei trasporti pubblici non consentono spostamenti in tempi rapidi e richiedono, quindi, che i servizi esistenti, vengano garantiti».A Zogno il turno pomeridiano è già chiuso dall'estate ma, stando al sito Internet delle Poste, il servizio dovrebbe essere riattivato a partire dal 19 ottobre, a meno che venga confermata l'intenzione comunicata all'Amministrazione zognese. Comune che ha ribadito la contrarietà alla chiusura sottolineando la centralità e l'importanza del servizio.E in tal senso sono scesi in campo anche gli onorevoli bergamaschi della Lega Nord Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Ettore Pirovano e Pierguido Vanalli, che hanno presentato un'interrogazione sull'argomento ai ministri per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, e per l'Economia, Giulio Tremonti.

martedì 29 settembre 2009

ECO DI BERGAMO - 29/09/09 - L'ISOLA CHE CAMBIA SI INTERROGA SUL SUO FUTURO

Le grandi infrastrutture tra problemi e opportunitàDue giorni di lavori a Filago per gli Stati generali
FilagoCome sarà il futuro dei ventuno Comuni dell'Isola con l'avvento delle due nuove infrastrutture (Brebemi e Pedemontana) che attraverseranno il territorio? Quali opportunità e possibilità potrà avere l'Isola con l'Unione dei Comuni? Sono due delle domande alle quali cercherà di rispondere l'ottava edizione degli Stati generali dell'Isola bergamasca – che avrà per tema «Governare il futuro dell'Isola» – che quest'anno si terrà a Filago e sarà articolato su due convegni: venerdì al castello di Marne e sabato al centro polifunzionale di Filago.Gli Stati generali si concluderanno poi con la grande manifestazione della sfilata dei ventun sindaci – compreso quello di Suisio, che ha recentemente deliberato di rientrare nella Comunità dell'Isola – per le vie di Filago con bande musicali, gruppi storici e folcloristici e majorettes. «Venerdì si parlerà delle due nuove infrastrutture, Brebemi e Pedemontana, che attraverseranno l'Isola, con particolare attenzione alle ricadute positive su viabilità, occupazione e prospettive di sviluppo. Ma si discuterà anche delle problematiche che ne conseguiranno, come aumento del traffico e inquinamento acustico – spiega il presidente della Comunità, Guido Bonacina –. Sabato siamo invitati a ragionare sulle possibilità e sulle opportunità previste dal nuovo statuto regionale. Nel contempo si stanno sviluppando altri progetti: un'azione con le associazioni di categoria, i sindacati e le amministrazioni provinciale e comunali che porterà, anche nell'Isola, alla realizzazione di progetti e programmi per il rilancio economico dell'Isola. La costruzione del "Progetto Isola", con una sperimentazione volta a creare la figura del "temporary manager" a supporto delle piccole imprese, oltre allo "sportello innovazione". E infine la realizzazione dell'"Antenna del lavoro", struttura che dovrà essere da supporto sia dei lavoratori sia delle imprese di categoria». «Ora che il Comune di Suisio è tornato a far parte della Comunità dell'Isola – prosegue soddisfatto Bonacina – posso dire di aver concluso positivamente il mandato con la realizzazione di un punto significativo del programma, che sembrava un sogno: l'adesione di tutti i ventun Comuni alla Cib».Il programma dell'ottava edizione degli Stati generali dell'Isola bergamasca, organizzata dalla Cib e da Promoisola, dal titolo «Governare il futuro dell'Isola», prenderà avvio venerdì al castello di Marne a Filago. Apriranno il convegno il sindaco di Filago Massimo Zonca, il presidente della Cib Guido Bonacina e il presidente di Promoisola Silvano Ravasio. Seguiranno quindi i vari interventi: Giulio Achille De Capitani, presidente del Consiglio regionale lombardo; Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo; Giacomo Stucchi, segretario di Presidenza della Camera dei deputati; Ercole Galizzi, vicepresidente di Confindustria Bergamo; Silvia Lanzani, assessore alle Infrastrutture della Provincia di Bergamo; Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia; Bruno Bottiglieri, direttore generale della società Brebemi; Fabio Terragni, presidente della società Pedemontana; Gianfranco Bonacina, presidente della Banca di credito cooperativo di Treviglio.Sabato alle 9, al centro polifunzionale in via Locatelli a Filago, si terrà il convegno su «Unione dei Comuni: opportunità e sinergie», con la partecipazione di Alberto Bernini, dirigente del «Rapporto con enti locali» della Regione, Stefano Cofini, del Centro studi di Confindustria Bergamo e i sindaci dell'Isola. Domenica alle 15, al centro polifunzionale a Filago, la chiusura della manifestazione.

giovedì 24 settembre 2009

ECO DI BERGAMO - 24/09/09 - APPUNTAMENTO A BERGAMO

Un modello, quello che è stato sperimentato in edilizia sui temi della bilateralità e della contrattazione, che può essere "esportato" anche in altri settori. È in questo solco che domani si svolgerà allo Starhotel Cristallo Palace di Bergamo (inizio alle 9.30) il convegno sul tema «Bilateralità e contrattazione» organizzato dalla Uil Lombardia e dalla Feneal Uil regionale insieme alla Fondazione Anna Kuliscioff di Milano. L'iniziativa punta ad approfondire i temi e i problemi legati alla questione della bilateralità affinché possa diventare strumento d'importanza crescente nel panorama economico-sociale del nostro Paese. Al convegno parteciperanno oltre a segretario provinciale Uil di Bergamo, Marco Cicerone, e al segretario provinciale Feneal Duilio Magno, anche Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Buozzi, l'europarlamentare Antonio Panzeri, Maurizio Ballistreri, docente di diritto del Lavoro all'Università di Messina, il deputato bergamasco Giacomo Stucchi, Stefano Malandrini, responsabile dell'Area sindacale di Confindustria Bergamo, Franco Marabottini presidente Feneal nazionale, Paolo Ferretti presidente Ance Bergamo, Giuliano Capetti, vicepresidente della Provincia, Angelo Carrara di Imprese & Territorio, e Pia Locatelli, presidente della Fondazione Zaninoni. Le conclusioni saranno affidate al segretario della Uil Lombardia, Walter Galbusera.