Valle Seriana. Nuovo round nella polemica sulle bandiere nere. I giudizi negativi di Legambiente sul progetto del comprensorio sciistico in Valle Seriana e Valle di Scalve non sono andati giù agli esponenti della Lega Nord che hanno agito su due fronti: da una parte l'interrogazione ai ministri del Turismo e dell'Ambiente firmata dagli onorevoli Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Ettore Pirovano e Pierguido Vanalli; dall'altra la mozione del consigliere regionale Giosuè Frosio.Relativamente alla mozione del consigliere regionale Frosio, interviene il coordinatore provinciale di Legambiente Paolo Locatelli: «Con la bandiera nera data per il progetto di comprensorio sciistico, non siamo noi a penalizzare un territorio ma sono i suoi amministratori. Sono loro che scelgono di praticare politiche turistiche auto-penalizzanti e che vanno nella direzione opposta ad un turismo di qualità e che possa essere veramente sostenibile anche dal punto di vista economico oltre che occupazionale ed ambientale. Perché non pensano al turismo sostenibile come soluzione veramente alternativa e non solo di contorno e di facciata?».Legambiente sottolinea che la sua attività non si limita ad evidenziare le situazioni critiche, ma anche a valorizzare quanto di positivo viene fatto per l'ambiente: «Si stanno diffondendo nella nostra provincia buone pratiche che faremo di tutto per far conoscere e per diffondere in modo che la gente ne fruisca: sto pensando all'esperimento avviato a Ornica con la cooperativa "Le donne di montagna", all'ecomuseo della Valtaleggio, al progetto Seb1 (www.seb1.it) del lago d'Iseo, al percorso di ecolabel avviato in Valle Imagna. Insomma - continua Locatelli - altri hanno capito che si deve investire seriamente su un turismo che rispetti l'ambiente, le tradizioni, i luoghi, la cultura, i prodotti tipici e che è possibile in questo modo creare occupazione e indotto. Non diciamo solo no. Diciamo anche un sì convinto ad un turismo diverso e per certi versi innovativo e sicuramente non distruttivo».Anche il responsabile della carovana delle Alpi di Legambiente, Damiano Di Simine, replica all'interrogazione dei parlamentari leghisti: «Da decenni Legambiente, con le proprie campagne, dalla Goletta Verde alla Carovana delle Alpi, esprime giudizi, sia positivi che negativi; non lo fa per malevolenza ma per sollecitare la discussione su scelte importanti per il territorio, ovviamente in modo coerente con le proprie finalità di protezione ambientale e con la propria idea di sviluppo e promozione economica e sociale. In 24 anni di campagne le querele hanno prodotto una condanna a nostro carico. Segno che le opinioni che esprimiamo possono essere talvolta discutibili ma, evidentemente, non propaghiamo falsità».
venerdì 7 agosto 2009
giovedì 6 agosto 2009
BERGAMONEWS - 06/08/09 - COMPRENSORIO SCIISTICO, È GUERRA APERTA CARROCCIO-LEGAMBIENTE
Non conosce sosta la polemica sul progetto del comprensorio sciistico della Valle Seriana. All'interpellanza presentata dai deputati leghisti Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Ettore Pirovano e Pierguido Vanalli, risponde con un intervento Damiano Di Simine, responsabile della Carovana delle Alpi di Legambiente. Onorevoli Deputati, dalla stampa locale ho appreso del deposito di una Vostra interrogazione parlamentare tesa a suggerire ai Ministri dell'Ambiente e del Turismo l'opportunità di istituire 'opportuni strumenti di controllo' delle valutazioni 'discrezionali' di associazioni ambientaliste (nello specifico, di Legambiente) che rischierebbero di penalizzare 'ingiustamente' alcuni territori danneggiandone l'attrattività turistica. La richiesta ci pare francamente insolita, in quanto la libertà di opinione ed espressione è ben regolata nel nostro Ordinamento, che si preoccupa giustamente di tutelare sia le opinioni di chi liberamente le esprime, sia il diritto di ciascuno, persona fisica o giuridica, si senta ingiustamente danneggiato da affermazioni false o denigratorie. Da decenni Legambiente, con le proprie campagne, dalla Goletta Verde alla Carovana delle Alpi, esprime giudizi, sia positivi che negativi; non lo fa per malvolenza ma per sollecitare la discussione su scelte importanti per il territorio, ovviamente in modo coerente con le proprie finalità di protezione ambientale e con la propria idea di sviluppo e promozione economica e sociale. Ci sembra importante che le scelte che hanno a che fare con il futuro di un territorio e di una comunità siano oggetto di discussione allargata e non si limitino a 'piovere' sulla testa dei cittadini. Sovente siamo stati al centro di polemiche, talvolta chi si è sentito danneggiato ci ha minacciato di rivolgersi alla magistratura, quasi mai ciò è realmente avvenuto e in nessun caso, in 24 anni di campagne, le querele hanno prodotto una condanna a nostro carico. Segno che le opinioni che esprimiamo possono talvolta essere discutibili ma, evidentemente, non propaghiamo falsità. Riterrei sinceramente un po' sovietica l'idea di istituire una sorta di 'commissione centrale di controllo' delle opinioni espresse dalle associazioni ambientaliste, ravvisandovi anche qualche contrasto con i principi fondamentali della Costituzione Italiana. Il fatto che, come da voi affermato, tutti gli amministratori non condividano il punto di vista di Legambiente, non stento a crederlo. Ma è proprio questo il problema che poniamo noi, con la bandiera nera apposta al progetto di super-comprensorio sciistico della Valseriana: di fronte ad un contesto economico e sociale, quello delle Prealpi Orobie, che certo non può essere considerato 'edificante' dal punto di vista della qualificazione turistica, soprattutto a causa di scelte chiaramente sbagliate commesse da diverse generazioni di amministratori locali, è ancora possibile correggere la rotta oppure bisogna perseverare con le medesime ricette di 'sviluppo' fatte di impianti da sci, seconde case, pesanti manomissioni dei preziosi scenari d'alta quota che fanno del massiccio della Presolana uno dei più preziosi scrigni di biodiversità dell'intero arco alpino? Le montagne orobiche sono già costellate di impianti sciistici falliti, di cui nessuno si è fatto carico di provvedere alla rimozione, e detengono il record assoluto di seconde case costruite in tutto l'arco alpino italiano. E' possibile esprimere un dissenso rispetto alla ripetizione di questi errori del recente passato, che si suppone siano frutto di scelte unanimi di altri amministratori locali, ed indicare altri modelli e modalità di sviluppo economico che puntino sulla ricettività alberghiera e sull'impresa turistica anziché sulla speculazione immobiliare? E' possibile pensare che l'economia di una valle alpina possa puntare su una diversificazione di attività di impresa, che valorizzi l'iniziativa individuale, ostacolando la fuga di giovani e professionisti che continuano ad abbandonare la valle per assenza di sbocchi professionali adeguati alla propria specializzazione? O vogliamo continuare a pensare che il futuro della valle debba continuare ad essere legato allo sviluppo del mattone e che i giovani, se non vogliono fare i muratori o i maestri di sci, allora è meglio che vadano a far fortuna da un'altra parte? Noi la pensiamo diversamente, sappiamo di non essere i soli, e vorremmo continuare ad essere liberi di esprimere un diverso punto di vista, convinti anche noi, proprio come gli amministratori della Val Seriana, che questa nostra valutazione guardi esclusivamente all'interesse della popolazione locale.
Cordiali saluti,
Damiano Di Simine
responsabile Carovana delle Alpi,
Legambiente
martedì 4 agosto 2009
ECO DI BERGAMO - 04/08/09 - L'UNITA' DI'TALIA E LA FREDDEZZA DELLA LEGA
Caro direttore, la posizione della Lega - che si dichiara apertamente contraria a celebrare con enfasi il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, nel 2011 - merita un approfondimento, prima d'essere valutata. L'intervista, peraltro esplicita, all'onorevole Giacomo Stucchi - che L'Eco pubblica nell'ambito di una pagina ottimamente riuscita sul numero di domenica - lascia aperta, secondo me, un'importante problematica. Tanta freddezza, in dichiarata polemica col Sud, deriva dalla convinzione che tanto laggiù - piagnoni come sono - non cambieranno mai e continueranno a chiedere assistenzialismo (sicché c'è poco da festeggiare) oppure che la valorizzazione delle realtà locali debba prevalere sul sentimento nazionale (ma esiste davvero?) da Trapani a Belluno? Stucchi dà l'impressione di non formalizzarsi troppo, ma il primo argomento possiede una sua validità, mentre alimentare il secondo è molto pericoloso. D'accordo che accusare la Lega di voler disgregare il Paese è improprio e ingiusto, visto che «noi del Nord tiriamo da sempre la carretta»: quindi «se non ci fosse il Nord che lavora sarebbe peggio per tutti». Ma piano col discorso che la gente sarebbe attaccata al luogo in cui vive, al punto che «verso chi viene da fuori occorre rispetto, ma l'identità comunitaria va protetta». Questo vecchio cavallo di battaglia della Lega, ad uso elettorale, denota un atteggiamento non interessato all'ovvia crescita culturale di chi vuol imparare dagli altri, perché tanto nel proprio triangolino ci sta quanto serve. Inoltre si finisce inevitabilmente per dar linfa continua ai campanilismi. A forza di non prendere sul serio quest'indisponibilità sostanziale nei confronti del forestiero, dimenticando che i contributi esterni, anche caratteriali, non fanno mai male, la deriva dell'incomprensione reciproca s'avvicina sempre di più. Sul tema dell'Unità, per dichiarare da che parte sto, ho apprezzato molto l'impalcatura della pagina, con la grande foto «Bergamo - Città dei Mille» a campeggiare in apertura. Mi piacque molto l'iniziativa del sindaco Bruni di installare quel cartello in sostituzione del «Berghem» della precedente amministrazione. E sto apprezzando, ora, che i leghisti vincitori delle elezioni non stiano insistendo per un nuovo avvicendamento. Che i Mille erano per metà bergamaschi «e sono morti, quasi tutti, per fare l'Unità d'Italia», come dice nella sua intervista lo storico Campi, mi sembra autentico motivo d'orgoglio, più che sottolineare un senso d'appartenenza al proprio territorio che talvolta s'esprime volgarmente quando non in modo becero.
ECO DI BERGAMO - 04/08/09 - IL MEDIOEVO FINISCE SOTTO I RIFLETTORI
Approfittando anche del comodo bus-navetta da Ranzanico, un fiume di spettatori ha raggiunto Bianzano per assistere alla rievocazione storica «Alla corte dei Suardo», che ha tenuto banco nel piccolo borgo per tutto il weekend. Conclusasi con il corteo nuziale e la donazione del castello agli sposi Bernarda Visconti, alias Veronica Manella, e Giovanni Suardo, al secolo Luca Caglioni, entrambi di Bianzano, la kermesse aveva preso il via giovedì alla presenza, tra gli altri, dell'onorevole Giacomo Stucchi, dell'assessore provinciale ad Attività produttive e turismo Giorgio Bonassoli, e del consigliere provinciale Alberto Finazzi, sindaco di Trescore. Quest'anno dame e cavalieri, sbandieratori e arcieri, falconieri e maestri d'arme, cavalieri e musici, giullari e trampolieri, fachiri e poeti cortesi, danze medievali, trampolieri, mangiafuoco e tanti altri personaggi, erano sotto gli occhi anche delle telecamere di Sat 2000. La rievocazione, affiancata ad eventi quali il Palio di Asti e della Quintana o gli scacchi viventi di Marostica, è stata infatti selezionata da Pupi Avati tra le venti manifestazioni storiche più prestigiose d'Italia, e sarà «ritratta» in un documentario che verrà trasmesso su Sat 2000 nei primi mesi del 2010. In regia Fredo Valla, che si è occupato, con il regista Giorgio Diritti, della sceneggiatura del film «Il vento fa il suo giro», vincitore della Rosa Camuna 2006 al Bergamo Film Meeting. Applausi anche per il raduno «CornamuseInCorte» e per il Palio dei rioni, vinto dai gialli. Gran pienone naturalmente sabato sera, con quadri viventi, varie esibizioni di gruppi ospiti.«Oltre alla presenza della troupe per le riprese televisive - commenta Marilena Vitali, sindaco e presidente dell'Associazione Pro Bianzano che organizza la manifestazione -, molte sono le novità di quest'anno: quasi tutti i gruppi di spettacolo presenti, nonché liutai e musicisti di "CornamuseInCorte", sono nuovi rispetto agli anni passati. E novità si trovano anche tra i quadri viventi, per esempio il conio delle monete, la produzione del pane, la lavorazione dell'orzo dalla tostatura alla produzione del caffè e il maniscalco che ferra i cavalli a caldo. Anche in cucina, grazie alla collaborazione del gruppo cuochi e volontari di Riva di Solto, quest'anno ci siamo distinti per maggior organizzazione e qualità». Chiusura alla grande domenica, con il grande corteo in stile medievale e il contorno di esibizioni, tra gli altri, della Junior Band di Casazza e del fachiro Thomas Blackthorne, dalla Gran Bretagna.
lunedì 3 agosto 2009
ECO DI BERGAMO - 03/08/09 - LA LEGA BACCHETTA GLI AMBIENTALISTI
La Lega Nord prende posizione contro Legambiente e lo fa con un’interrogazione a firma di quattro parlamentari. Gli onorevoli bergamaschi Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio, Ettore Pirovano e Pierguido Vanalli hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Ambiente e al ministro del Turismo “sull’opportunità di provvedere all’istituzione di specifici strumenti di controllo, al fine di evitare che alcuni territori vengano ingiustamente penalizzati da valutazioni discrezionali da parte delle associazioni ambientaliste, o che altri siano sopravvalutati, spostando l’ago della bilancia dell’economia del territorio rispettivamente verso il basso o verso l’alto, soprattutto in virtù della grave crisi economico-occupazionale che ha colpito pesantemente la provincia di Bergamo, e che potrebbe trovare sollievo proprio tramite la valorizzazione turistica di zone come il comparto dell’alta Valle Seriana e della Valle di Scalve”. Il riferimento è al comprensorio sciistico contro la cui realizzazione l’associazione ambientalista ha espresso forti riserve. Queste le premesse dell’interrogazione del Carroccio: “ Legambiente ha bocciato alcune zone montane della Bergamasca che comprendono le Comunità montane di Clusone e Vilminore e i Comuni di Valbondione, Colere e Gromo, assegando loro la “bandiera nera” per il proseguimento di un modello di sviluppo turistico montano che, a partire dall’unificazione del comprensorio sciistico della Presolana, vuole riprodurre gli errori di un turismo aggressivo e speculativo. Legambiente sostiene anche che il comprensorio sciistico di Lizzola-Colere-Gromo costituisce una minaccia incombente per il Parco delle Orobie e per la zona speciale di conservazione”. Seconodo i quattro parlamentari leghisti, inoltre, “la posizione di Legambiente non viene assolutamente condivisa dagli ammnistratori dell’alta Valle Seriana e della Valle di Scalve che hanno agito nell’interesse e per il bene della popolazione”.
domenica 2 agosto 2009
ECO DI BERGAMO - 02/08/09 - ACCUSARCI E' INGIUSTO, NOI DEL NORD TIRIAMO DA SEMPRE LA CARRETTA
Onorevole Stucchi, è vero che la Lega è un po' fredda sulle celebrazioni previste per l'Unità d'Italia?«Esatto. Fredda è l'aggettivo giusto. La nostra vera tradizione è quella del Lombardo-Veneto che ha lasciato qualcosa di ben più duraturo nella nostra identità rispetto ai pochi anni dall'Unità d'Italia». Giacomo Stucchi deputato leghista bergamasco della prima ora, allarga le braccia e conferma: «Non siamo entusiasti. Speriamo solo che non sprechino troppi soldi, ma facciano pure».Allora, onorevole qual è l'identità dell'Italia?«Preferisco parlare dell'identità dell'Europa, che è quella dei popoli e non degli Stati nazionali. Richiamare sempre il sentimento nazionale è antistorico. Il futuro va in un'altra direzione, cioè quella della valorizzazione delle realtà locali». E con il principio di solidarietà nazionale come la mettiamo?«Diciamo che prima vale all'interno delle piccole comunità locali e poi sale alle istanze superiori. La gente è attaccata al luogo in cui vive. Verso chi viene da fuori occorre rispetto, ma l'identità comunitaria va protetta».Non le sembra egoismo territoriale?«No. È solo orgoglio della propria identità. Nessun egoismo. Chi produce, chi fatica vuole prioritariamente i benefici per sé. Non è egoismo. Nessuno impedisce poi di aiutare gli altri. Ma gli altri devono accettare di farsi aiutare e non pretendere tutto e comunque».Parla del Sud?«Parlo in generale. Nelle nostre valli c'erano zone depresse, dove contavano le stesse leggi del Meridione. Eppure i bergamaschi, con laboriosità e ostinazione, si sono occupati del proprio riscatto, hanno creato non solo un tessuto economico forte, ma hanno anche saputo generare coesione sociale, solidarietà nazionale e internazionale. Imprese importanti, gente forte, gente determinata, gente soprattutto laboriosa, che non s'è mai seduta, ma ha cercato di inventare qualcosa di meglio per sé e la propria comunità. Qui nessuno ha mai regalato niente e nessuno ha mai aspettato la manna dal cielo, seduto e tranquillo. Come invece accade sempre al Sud».Dove sbaglia il Sud?«Si lamenta sempre, recrimina per questioni economiche, pretende più soldi».Ma bisogna proprio dividere l'Italia?«No, le rivendicazioni identitarie e culturali legittime vanno fatte all'interno della cornice dello Stato. Ma non si possono pretendere sempre risorse che non ci sono nel territorio».Cioè, lei dice che il Sud ruba risorse?«In Italia si sottrae ossigeno alla Padania produttiva per mandarlo al Sud. L'assistenzialismo ha portato via risorse ai settori produttivi del Nord e questo ha provocato danni al Nord e anche al Sud».Berlusconi ha sbagliato a dare i quattro miliardi al Meridione?«No, perché ha fatto un'operazione diversa da tutti i precedenti governi. Non ha concesso soldi a fondo perduto, per pagare stipendi o per creare posti di lavoro improduttivi. Li ha destinati alle opere, tramite il Cipe, li ha legati alla programmazione di investimenti seri. Se il Sud lo capisce, può cominciare anche il suo riscatto. Berlusconi è stato bravissimo ad opporsi a Lombardo e al suo partito piagnone».Non si rischia di riproporre, comunque, la vecchia Cassa del Mezzogiorno?«Assolutamente no. L'ente che controllerà come i soldi vengono spesi sarà fortemente padano e pragmatico. Ci saranno controlli severi».Il futuro è sempre quello dell'Italia federale?«Certamente. Io sono iscritto alla Lega da 22 anni. Ho scritto un libro sul federalismo nel 1995. Il federalismo è la nostra storia, lì ci sono le nostre radici. Il federalismo permette la coesistenza di più popoli in un Paese che sarà sicuramente migliore. Ma va rispettata la volontà dei singoli e delle comunità dove si lavora e si produce di più».Nel dibattito che s'è sviluppato fra gli intellettuali in vista dei 150 anni dall'Unità, voi venite accusati di essere una forza disgregante. Come risponde?«Che accusare il Nord e la Lega di voler disgregare il Paese, dopo che per anni noi abbiamo tirato la carretta, è improprio. E aggiungo ingiusto, soprattutto in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo. Se non ci fosse il Nord che lavora, sarebbe peggio per tutti».
sabato 1 agosto 2009
ECO DI BERGAMO - 01/08/09 - "UN PASSO IMPORTANTE"
È positiva la strategia dei dazi antidumping adottata dalla Ue sui prodotti siderurgici provenienti dalla Cina. I parlamentari bergamaschi della Lega Nord esprimono in questi termini la loro soddisfazione evidenziando come, questa scelta, contribuisca a tutelare le produzioni italiane.«Il Comitato tecnico del Consiglio Ue alzerà le sue barriere contro il dumping dell'industria siderurgica cinese e introdurrà un balzello fino al 39,2%. Queste sono le misure protettive per i mercati comunitari, al fine di prevenire forme di concorrenza sleale a danno dei produttori europei e nazionali, ciò grazie anche a un ordine del giorno della Lega Nord che ha impegnato il governo in tal senso» hanno commentato i parlamentari della Lega Nord Giacomo Stucchi, Pierguido Vanalli, Ettore Pirovano, Nunziante Consiglio, Marco Reguzzoni e Andrea Gibelli. «Siamo molto soddisfatti per il risultato ottenuto: si tratta di un passo importante a sostegno della produzione del gruppo Tenaris di Dalmine, di tutto il comparto siderurgico e potrà essere esteso anche ad altri settori produttivi».I parlamentari della Lega Nord avevano denunciato con il loro ordine del giorno che «importanti settori del sistema produttivo sono fortemente minacciati dalla sleale concorrenza proveniente dai Paesi del sud est asiatico, dove i metodi di produzione sono difficilmente controllabili dall'Unione europea».
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