venerdì 1 agosto 2008

ECO DI BERGAMO 01/08/08 - "FUNGHI NEL PIATTO E IN ESPOSIZIONE A VILLA D'OGNA"

di Enzo Valenti

Per due settimane nei ristoranti di Villa d'Ogna i piatti a base di funghi faranno da padrone. La proposta gastronomica della Pro loco (per informazioni chiamare il 348.2587178) e dell'Associazione micologica Bresadola accompagnerà da domani al 17 agosto la 32ª Mostra del fungo e della natura che si terrà alle scuole elementari. La mostra sarà inaugurata domani alle 15, alla presenza dei parlamentari Ettore Pirovano, Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio e del consigliere regionale Giosuè Frosio, con il sottofondo del Corpo musicale del paese e uno speciale annullo filatelico. Rimarrà aperta nei giorni prefestivi e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 19, mentre nei giorni feriali dalle 14,30 alle 19. Superato l'ingresso, allestito a tema dalla compagnia «Era del 900» di Rovetta, nelle ampie aule delle scuole elementari, oltre alla determinazione e all'esposizione di funghi freschi, i visitatori – lo scorso anno superarono i ventimila – potranno ammirare la mostra botanica di Gabriele Galasso, le foto di Sergio Pezzoli sul Parco delle Orobie e quelle di Emilio Menin su Maslana, sculture e quadri di Antonio Bellini. Ma anche i bonsai e la collezione di piatti con ricette gastronomiche di Guido Maino, le collezioni a tema micologico di Adriano Beretta e gli intarsi su noccioli di Ferdinando Bergamini.Paolo Capitanio e Luca Ranza esporranno i minerali delle valli bergamasche, Luigi Zanoletti quadri intarsiati, Dory Morstabilini composizioni di fiori pressati, Paolo Pasini sculture in legno, Carlo Rossi le sue bibite a base di erbe, Andrea Eterovich legni in sezione e la bottega artigiana Alleria una serie di sue visioni sulla natura. Anche i ragazzi disabili del Centro diurno di Piario esporranno i loro lavori, insieme ai bambini delle elementari di Piario, Clusone e Villa d'Ogna che porteranno in mostra i loro poster sulla natura. Dalle 15,30 alle 17 si potrà seguire il laboratorio di decoupage di Sandra Nembrini e, nei pomeriggi di giovedì 7 e 14, il laboratorio per la realizzazione di poster a tema micologico, con Angela Grignani. Quest'anno la manifestazione prevede anche alcune iniziative collaterali: la Messa in suffragio dei soci defunti, alle 20,30 del 6 agosto nell'atrio della mostra ed escursioni, il 5 e il 12 agosto, nella Pineta della Selva, con le Guardie ecologiche volontarie e la Turismo Pro Clusone. Il 10 agosto il gruppo «Foto 93» di Villa d'Ogna proietterà le sue diapositive, mentre il 16 agosto è in programma un'escursione alle miniere di Piagher, guidata dal geologo Daniele Ravagnani.

mercoledì 30 luglio 2008

ECO DI BERGAMO 30/07/08 - "LA VICENDA FILLATTICE APPRODA AL GOVERNO"

C'è forte attesa tra i 250 lavoratori della Fillattice (150 occupati nello stabilimento di Capriate San Gervasio e un centinaio nello stabilimento comasco di Geronico) per sapere quale destino li attende dopo che l'azienda ha deciso di mettersi volontariamente in liquidazione a fronte delle difficoltà riscontrate sui mercati di sbocco che hanno di fatto compromesso la situazione finanziaria stessa dell'impresa.Assoluto riserbo, da parte dei sindacati, circa gli sviluppi delle ultime ore. Ieri azienda e rappresentanti dei lavoratori si sono infatti incontrati in un vertice alla direzione regionale del Lavoro per cercare di fare il punto della situazione ed individuare delle vie di uscita alla grave crisi che rischia di creare una nuova emergenza occupazionale sul territorio provinciale.Al centro della discussione, per quanto si è potuto appurare, ieri sono stati i capitoli ammortizzatori sociali (si starebbe lavorando infatti affinché i lavoratori possano essere «coperti» in questa delicata fase dalla cassa integrazione straordinaria) e possibili interessamenti di soggetti industriali disposti a rilevare anche solo parte delle attività produttive e contemporaneamente una parte di lavoratori. Su questo fronte, nei giorni scorsi sembrava fossero stati avanzati alcuni interessamenti poi non concretizzatisi nei fatti. E anche ieri, sul capitolo, non sarebbero emerse sostanziali novità. Oggi pomeriggio, in ogni caso, i sindacati hanno convocato i lavoratori in assemblea per fare il punto sulla situazione.Intanto ieri la vicenda Fillattice è approdata all'attenzione del governo con una interrogazione a risposta scritta ai ministri del Lavoro e Politiche sociali, dell'Economia e Finanze e dello Sviluppo Economico presentata da alcuni parlamentari della Lega Nord capeggiati dall'onorevole Giacomo Stucchi. Spiegata la situazione d'emergenza in cui versano l'azienda Fillattice e i 250 lavoratori, ai ministri si chiede un intervento con urgenza «al fine di accelerare l'iter per la concessione degli ammortizzatori sociali straordinari per i lavoratori coinvolti», ma anche la convocazione di «azienda e rappresentanti dei lavoratori al fine di individuare ogni utile soluzione che possa permettere ai dipendenti interessati di ottenere garanzie circa il loro futuro occupazionale» invitando a prendere posizione con «iniziative per far fronte alla crisi industriale e produttiva che da diversi anni investe pesantemente il comparto manifatturiero lombardo coinvolgendo migliaia di lavoratori».

lunedì 28 luglio 2008

ECO DI BERGAMO 26/07/08 - "NOZZE DI COMODO, BLOCCATA CLANDESTINA"

di G. V.

SERIATE - Un altro matrimonio di comodo è andata in fumo, bloccato un attimo prima che andasse in porto. È successo a Seriate: ieri mattina alle 9,30 una donna boliviana di 29 anni si presenta in Comune per sposarsi civilmente con un uomo residente a Seriate di 34 anni, di cittadinanza italiana ma di origine sudamericana.
Qualcosa però è andato storto: i funzionari del Comune si accorgono che i documenti della donna non sono regolari. E in effetti, la boliviana è una clandestina. Era rimasta al centro di permanenza temporaneo di Milano fino a qualche giorno fa, poi il questore di Milano aveva emesso un provvedimento di espulsione. Ma la donna non se n'era andata. Anzi, è ricomparsa a Seriate con il trentaquattrenne italiano per sposarsi. Ma ieri mattina la cerimonia è stata interrotta dai carabinieri. Oggi sarà processata per direttissima per violazione della legge Bossi-Fini.
Il matrimonio «sventato» a Seriate è l'ultimo di una serie di unioni di comodo venute alla ribalta dopo un inasprimento dei controlli sui promessi sposi da parte degli uffici comunali. L'apripista era stato il Comune di Caravaggio, su iniziativa del sindaco Giuseppe Prevedini, promotore di un'ordinanza che ha fatto discutere.
E sulla vicenda di Seriate c'è un intervento del deputato della Lega Nord Giacomo Stucchi: «È giusto che i sindaci intervengano sui matrimoni sospetti come accaduto nel Comune di Seriate, dove una donna boliviana clandestina è stata bloccata mentre stava per sposarsi con un italiano». «L'ordinanza di Caravaggio – continua l'esponente del Carroccio –, che sostanzialmente inibisce ai propri ufficiali di stato civile la celebrazione del matrimonio da parte di un cittadino straniero senza permesso di soggiorno, funziona, e dimostra che i riti nuziali di comodo sono prassi piuttosto diffuse per ottenere facilmente la cittadinanza, che vanno contrastate ad oltranza con ordinanze specifiche».
«In una parola – conclude Stucchi – l'ordinanza di Caravaggio si dimostra essere un modo che funziona per individuare i furbi e mi auguro che altri Comuni l'adottino presto».

giovedì 24 luglio 2008

ECO DI BERGAMO 24/07/08 - S. PELLEGRINO LA LEGA CHIEDE IL CASINO'

Un progetto di legge per dare la facoltà a Regione Lombardia di autorizzare l'apertura di una sala da gioco a San Pellegrino Terme. Lo ha presentato oggi al Pirellone il consigliere regionale del Carroccio, Giosuè Frosio, incontrando il plauso del parlamentare leghista Giacomo Stucchi: «Un ottimo progetto di legge. Vada avanti veloce». «In quasi tutti i Paesi europei – spiega Frosio – esiste una regolamentazione precisa in tema di case da gioco, purtroppo l'Italia è ancora sprovvista di una normativa generale salvo un regime speciale a favore di quattro specifiche case da gioco: Sanremo, Venezia, Campione d'Italia e Saint-Vincent. Un vuoto legislativo causato dalla presenza di articoli del codice penale che sanciscono il divieto di praticare il gioco d'azzardo. Il comportamento dello Stato è tutto sommato paradossale visto che ogni anno si aumenta in maniera considerevole la pubblicizzazione di giochi e lotterie, dal superenalotto ai gratta e vinci, con entrate sempre più ingenti per le casse statali».Frosio fa presente che molti italiani ricorrono a sale da gioco in Francia, Montecarlo, Croazia «Il nostro Plp (progetto di legge al Parlamento) – spiega Frosio – chiede che si possa riaprire lo storico Casinò di San Pellegrino Terme, che ebbe il suo periodo più fulgido nei primi due decenni del novecento. L'obiettivo è quello del rilancio turistico di San Pellegrino e dell'intero comprensorio della Val Brembana. Un potenziamento che avrebbe benefici riflessi anche per le numerose attività artigianali ed industriali presenti nella zona».«Va segnalato – conclude il consigliere – che Regione Lombardia ha recentemente deciso lo stanziamento di 498.500 euro proprio per i lavori di restauro dell'edificio liberty del Casinò municipale di San Pellegrino Terme. Riportarlo al suo originario utilizzo rappresenterebbe il degno completamento della sua riqualificazione».

martedì 22 luglio 2008

ECO DI BERGAMO 22/07/08 - MA LA SOLUZIONE VERRA' TROVATA IN CHIAVE REGIONALE

di Dino Nikpalj

Roberto Castelli è un ingegnere, categoria (almeno sulla carta) atta a trovare soluzioni semplici a problemi complessi. Il che, unitamente a una sensibilità politica notevole, lo ha portato a dire la più profonda delle verità: le candidature di peso – quelle del sindaco del capoluogo e del presidente della Provincia – non si decidono qui. E qui sta per Bergamo e dintorni, dove la corsa a Via Tasso e Palafrizzoni è già iniziata e il centrodestra è alla ricerca di candidati validi: come il centrosinistra per la Provincia, del resto.
Normale quindi che il caso Bergamo verrà trattato in un'ottica ben più ampia, come successo in passato: nel 2004, tre quarti di Forza Italia aveva fatto fuoco e fiamme per convincere i vertici nazionali a non ricandidare l'uscente Cesare Veneziani a Palafrizzoni, indicando come alternativa Carlo Saffioti. Un tentativo del tutto inutile, perché al momento delle scelte aveva prevalso la vicinanza di questo o quel personaggio (allora) influente a Roma o in subordine a Milano. In più va considerato che questa volta il centrodestra dovrebbe presentarsi alle amministrative finalmente unito, e non come cinque anni fa, dove il mancato riavvicinamento in corsa era stato però determinato anche dall'improvvisa malattia di Umberto Bossi. La scena è facilmente immaginabile e senza nemmeno troppa fantasia: la location potrebbe essere la villa del Cavaliere a Macherio (o in subordine la romana via dell'Umiltà), intorno ad un tavolo i leader del centrodestra a decidere chi e soprattutto dove. E qui la differenza la farà l'appoggio che i singoli candidati potranno avere ai piani alti dei propri partiti, unitamente a logiche di spartizione interne alle singole coalizioni. Ma questo vale anche per il centrosinistra, a meno che non decida per le primarie.
Quindi restando in un'ottica lombarda, Bergamo va messa nel calderone con le altre amministrazioni chiamate alle urne: su tutte, le Province di Brescia e Milano. Chiaro che la Lega chiederà la presidenza di una di queste ed è facile che la scelta ricadrà su Bergamo, sia per l'alto valore simbolico che per il reale minor peso nelle altre due. In più non ci sono altre significative (per il Carroccio) amministrazioni in ballo, visto che Varese e Como hanno già compiuto la pratica. Al limite ci sarebbe Lecco, ma Bergamo è Bergamo: in più in città la Lega non è così forte e la strada per Palafrizzoni rischierebbe di farsi in salita.
Chiaro però che la candidatura di Marco Pagnoncelli in Via Tasso (al di là degli aspetti compensativi per l'addio al Pirellone) qualche trambusto lo crea: sia perché è un messaggio degli azzurri alla Lega che forse aveva dato troppo per scontato quel posto, ma anche perché – sotto sotto, ma nemmeno tanto – dalle parti del Carroccio non tutti sarebbero convintissimi sull'ipotesi Ettore Pirovano. Vero che Bossi lo ha ancora indicato come possibile presidente, ma da qui alla prossima primavera le cose potrebbero cambiare, e per esempio c'è anche chi non vedrebbe male la riproposizione di Giacomo Stucchi, nonostante il flop del 2004. E quando si parte con due candidati interni alla stessa coalizione, a volte la quadra viene trovata su un terzo. Certo è che il centrodestra avrà le sue belle gatte da pelare, perché ora come ora di nomi in lizza per la Provincia ce ne sono addirittura due, per Palafrizzoni nessuno: a parte diverse autocandidature, ma questo è un altro discorso. E poi c'è il capitolo An che, vista così, s'avvia sempre di più a ribadire il suo status storico di partito dei vice: in chiave Pdl magari un candidato sindaco poteva spuntarlo, ma nell'ottica del centrodestra, difficile che le posizioni di peso sfuggano a Forza Italia e Lega.

ECO DI BERGAMO 22/07/08 - PROVINCIA, LA LEGA NON ARRETRA, "PIROVANO RESTA CANDIDATO"

Il nome di Pagnoncelli per il Pdl. Ma Invernizzi: la novità non ci preoccupa «Caso interno a Fi». Castelli: certe cose non si decidono a livello locale
di Anna Gandolfi

«Va bene. Prendiamo atto». Cristian Invernizzi, segretario provinciale del Carroccio, è piccato ma neanche più di tanto. Marco Pagnoncelli, coordinatore provinciale di Forza Italia e assessore uscente all'Ambiente in Regione, sarà il candidato del Pdl per le elezioni Provinciali: l'annuncio ufficiale arriverà domani sera, ma ufficiosamente il dado è tratto. Fra i leghisti, che un candidato bell'e pronto già ce l'hanno da tempo, la notizia non crea grandi sconvolgimenti. O, almeno, l'intenzione è non darlo a vedere. «Si tratta di sfumature. Dire che Pagnoncelli è il candidato del Pdl non vuole dire che Pagnoncelli è il candidato del centrodestra», continua Invernizzi. Per due motivi: «Prima di tutto il confronto prosegue, e avanzare un nome non significa imporlo». Secondo: «Sono convinto che l'alleanza si debba fare. Ma da qui a dire che la cosa è certa ce ne passa». Come dire: il Pdl ha fatto la sua mossa, ora palla al centro. Anche perché, si diceva, la Lega il suo nome l'ha avanzato da un po'. Si tratta del parlamentare ed ex sindaco di Caravaggio Ettore Pirovano, per cui è arrivato l'imprimatur ufficiale anche di Umberto Bossi, in pieno stile senatùr: «Pirovano è piccolo, ma morde».Lui, Pirovano, interpellato sul caso Pagnoncelli in realtà questa volta morde poco poco e la butta in battuta: «Quelli di Forza Italia hanno piantato la loro bandiera. Fanno bene. Però lo sanno anche loro che in provincia, e basta guardare i risultati delle politiche in cui siamo risultati primo partito, la bandiera più alta ce l'abbiamo noi».
L'impressione è comunque che, dalle parti del Carroccio, si stia alla finestra. C'è una convinzione di fondo, ossia che il nome dell'ex assessore sia stato fatto nell'ambito di una dinamica tutta dentro a Forza Italia. Roba di nomi che salgono e nomi che scendono. Taglia corto Invernizzi: «Sono cose interne ad altri partiti, noi non ci entriamo. E comunque non siamo preoccupati». Considerando quanto la Lega tiene alla poltrona di Via Tasso, il fatto che si giri al largo la dice lunga su come la vicenda sia stata inquadrata, almeno per ora. Certo, la Lega, a parte una battuta di Bossi su Roberto Castelli sindaco, non si era spinta a ipotizzare un candidato lumbard al ruolo di sindaco. Ruolo cui il Pdl tiene almeno quanto la Lega tiene alla Provincia. Invasione di campo? «Macché, nessuna scorrettezza del Pdl – prosegue imperterrito Invernizzi –. Il gesto sarebbe stato scorretto se il nome di Pirovano fosse stato ufficializzato come candidato di tutto il centrodestra, cosa che di fatto non c'è ancora. Che anche il Pdl avanzasse un nome ce lo aspettavamo, anche se non sapevamo quale». Ma sarebbe pronta la Lega a correre sola? Il segretario usa una perifrasi per dire che la Lega sul suo nome non molla un centimetro: «Pirovano è la persona con i requisiti ideali, ha la preparazione e i consensi adatti per vincere questa corsa. Il meglio è metterci tutti insieme. Ma il confronto è aperto e non si può dire ora come si chiuderà». L'ultima volta che il Carroccio si è presentato solo in Provincia non è andata molto bene, con Giacomo Stucchi fuori dal ballottaggio: «La situazione era molto più confusa allora». Pirovano, da parte sua, caldeggia l'alleanza: «I bergamaschi della città e della provincia meritano chiarezza e pragmatismo, è ora che presidente della Provincia e sindaco di Bergamo facciano squadra. E per fare squadra si deve partire dalle alleanze».Mentre c'è ressa su Via Tasso, però, il candidato del centrodestra per Palazzo Frizzoni (dove dall'altra parte il sindaco Roberto Bruni si è già fatto avanti per il centrosinistra) ancora latita. «Sì, ma guardi che Bruni lo battiamo», chiosa il coordinatore cittadino e sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli. Riferendosi allo scatto del Pdl afferma: «Queste sono pretattiche che io non uso, ma sono comprensibili». E poi: «Manca il candidato per il Comune? Fare nomi ora significherebbe bruciarli». Infine, chiude con una constatazione che ha il sapore del vero: «Non per sminuire nessuno, ma se crediamo che queste candidature si decidano a livello locale, ci sbagliamo». Infatti nei rapporti a livello generale fra Pdl e Lega, «ciò che pesa di più e che determinerà la strada è il federalismo fiscale. Noi – conclude Castelli – dobbiamo portare a casa la riforma. Se a gennaio non ci sarà, le alleanze saranno tutte da rivedere. Per questo dico che le amministrative sono lontane anni luce». Per Forza Italia, ieri, un'altra novità nell'organizzazione: il nuovo coordinatore regionale Guido Podestà ha diviso la struttura in tre macroaree, ognuna con due coordinatori. Per Bergamo (collegata a Brescia, Mantova e Cremona) entrano in gioco Franco Nicoli Cristiani e Giuseppe Romele. Podestà sarà affiancato da un vicecoordinatore vicario, il senatore Giancarlo Serafini, e da cinque vicecoordinatori (tra cui i deputati Bocciardo, Bernardo e Frigerio). Uno dei posti andrebbe a Pagnoncelli.

lunedì 21 luglio 2008

ECO DI BERGAMO 21/07/08 - BERGER:"IL MIO PREMIO PER ROMY SCHNEIDER"

di Andrea Frambrosi
Pirotecnico come sempre, è stato Vittorio Sgarbi a monopolizzare il palco della prima serata della settima edizione del Festival internazionale del cinema d'arte - Premio «Le Mura d'Oro». Serata dedicata, oltre che all'inaugurazione del Festival, all'assegnazione del premio alla carriera all'attore austriaco Helmut Berger.
La verve dell'istrionico professore ha movimentato una serata che è iniziata, nella piazza Mascheroni in Città Alta, da quest'anno sede della manifestazione, con i saluti della presidente del Festival Claudia Sartirani, che ha quindi ceduto la parola all'assessore al Bilancio e alla Sicurezza del Comune di Bergamo, Dario Guerini, che ha sottolineato come «Bergamo, notoriamente città piuttosto chiusa, abbia bisogno di manifestazioni come questa per aprirsi sempre più». Dopo il saluto dell'on. Giacomo Stucchi, la serata è entrata nel vivo con il direttore artistico del Festival Marco Locatelli e Vittorio Sgarbi che ne presiede la giuria.
«Non vado mai al cinema», esordisce Sgarbi. «Non ci vado più da quando hanno proibito di fumare in sala. Non sono mai stato un fumatore, ma essendo contrario a ogni forma di proibizione, per protesta, non vado più al cinema». In realtà, come ha poi raccontato, Vittorio Sgarbi ha svolto anche, se pur per un breve periodo, l'attività di critico cinematografico per il settimanale Il Sabato : «Ma ho smesso subito – dice il critico – perché il primo film che ho dovuto vedere era Capitan Fracassa di Ettore Scola, che era pessimo, e il secondo, Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci, l'ho dovuto vedere tre volte perché mi addormentavo sempre. Insomma, avete scelto l'uomo sbagliato».
Ne ha un po' per tutti, Vittorio Sgarbi: «I moderni curatori di mostre conoscono la storia dell'arte degli ultimi sei mesi»; e sul cinema: «Non è necessario che il cinema d'arte si occupi esclusivamente di arte». «Lo dimostrano – dice – i film di Luchino Visconti e di Aleksandr Sokurov». «La pittura – prosegue – è finita il giorno in cui un artista ha operato dei tagli sulla tela (richiamo alle opere di Lucio Fontana) ed è stata sostituita dalla fotografia prima e dal cinema poi, ma anche il romanzo è finito, anche lui sostituito dal cinema. Ecco perché, secondo la felice intuizione di Carlo Raggianti, il cinema è arte figurativa. Il cinema è quindi il punto più avanzato del racconto e della visione: se c'è il rigore della forma, allora un film è un film d'arte».Visibilmente commosso, Helmut Berger è quindi stato chiamato a ricevere il premio alla carriera (una scultura di Antonino Arando): «Nel mio lavoro – ha detto l'attore – mi sono sempre affidato al regista, sono stato scelto da Visconti, ma ho amato lavorare anche con registi che hanno saputo rompere con la tradizione». Ma il momento più toccante della serata è stato quando Helmut Berger ha dedicato il premio a Romy Schneider, sua amica e partner in molti film, austriaca come lui e indimenticata principessa Sissi di tante pellicole: «Per me è stata come una sorella».
«Helmut Berger – ha concluso Vittorio Sgarbi – come attore rappresenta l'ideale della figura dipinta perché possiede l'ambiguità sensuale dei preraffaelliti: una bellezza classica e insieme nevrotica».